Invisibili eppur ci sono, i dannati dei vaccini

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Invisibili eppur ci sono. Sono un numero indefinito, e hanno le facce comuni del nostro vicino di casa, di chi incontriamo la mattina uscendo dal portone, di quello che dorme sotto una tettoia della tramvia o della signora di colore che offre le collanine. Non è questione di pelle o di lingua, si mescola chi vive a Firenze da vent’anni e più, chi è appena arrivato e chi c’è nato. Sono gli invisibili per decisione burocratica, quelli cui il diritto d’anagrafe ha cancellato il corpo giuridico ma di cui resiste il corpo fisico. Una sorta di fantasmi con patente di fantasmi: vivi, eppur morti.
Per loro, oltre la perdita dell’identità anagrafica, ora c’è anche un altro, grosso, problema. Quello dei vaccini. Perché se è vero che non esistono per la burocrazia, tuttavia al Covid delle carte della legge non importa nulla. Ma dal momento che non hanno residenza, queste persone vive eppur morte non possono essere vaccinate. Perché? Perché non esistono. Ma ci sono!

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Chi sono, ecco qualche esempio. E’ l’Associazione Avvocati di Strada che ci presta alcune storie, mentre altre sono di nostra vecchia conoscenza. Così, ecco quella di Natale Mele, purtroppo ben conosciuto alle cronache per le vicende legate al Mostro di Firenze, dal momento che Natale Mele è il bambino che si trovava in auto nel corso di quello che, una volta riconosciuta la presenza della stessa arma, fu considerato il primo omicidio dell’ancora oscura vicenda. Natale, o meglio Natalino come è conosciuto fra gli amici, è un uomo di circa 60 anni, che da undici anni se ne sta con un tetto sulla testa del tutto precario. Il motivo è semplice: undici anni fa, sfrattato e dovendo trovare un ricovero per se’ e la compagna afflitta da una serie di gravi problemi di salute, entrò, con il permesso dell’allora proprietario, in un alloggio popolare per non dormire per strada. Una vicenda che non si è mai conclusa e che tuttavia ora diventa un mattone pesantissimo: infatti, nonostante sia ormai noto che la coppia risiede stabilmente a Firenze, la residenza, grazie al famoso decreto Lupi che pure, come spiegato svariate volte, declina la responsabilità ultima al sindaco in casi particolari, non gli può essere concessa in quanto i due vivono in casa occupata. Nonostante, torniamo a sottolineare, il divieto valga sì per la casa occupata, ma non per il territorio comunale. Conseguenze concrete: Natale, sia pure ormai nelle fasce d’età che dovrebbero ottenere di diritto il vaccino, e la compagna, che essendo in fascia di super fragile avrebbe già avuto diritto a farlo, non possono essere vaccinati. Perché? Perché, come spiegano bene dall’associazione Avvocati di Strada che se ne occupa, non esistono. Con l’aggravante, per Natale, che, non avendo residenza, non può neppure rinnovare i documenti scaduti. Fantastico caso (non per lui ovviamente) di cancellazione burocratica dell’esistenza di una persona che pure, fisicamente, esiste. Un caso di stampo pirandelliano.
Ma Natalino Mele non è il solo protagonista di questa sorta di ghost tale’s. Nelle stesse condizioni si trova un signore di una sessantina d’anni, senza residenza: sfrattato da un Comune limitrofo, vive in un camper. La gente lo vede, qualcuno ci parla, si reca persino all’associazione degli Avvocati di Strada per far valere le sue ragioni. Ma per il comune di Firenze lui non c’è, non esiste. La pratica della sua residenza fu respinta una prima volta, in quanto aveva dichiarato di poter essere aiutato da amici, elemento questo che sembra mettere una pietra tombale sulla richiesta di rinnovo o concessione di residenza. Di fatto, vive in quel camper alle Piagge nel limbo di coloro che son sospesi. La distanza fra fatto e diritto ad ora è invalicabile: lui c’è ma non c’è. E’ in attesa dell’esito della seconda richiesta di residenza inoltrata dai legali dell’associazione. Ovviamente, se la questione non viene risolta, non potrà essere vaccinato. Motivo, per il sistema sanitario nazionale lui non c’è.

Stessa cosa, anche per un altro protagonista di una storia già raccontata su Stamp. Che ne è di Maurizio, il muratore che con il divorzio aveva perso casa e si era ritrovato nelle condizioni di dover vivere in un’occupazione o per strada? Anche a lui, la residenza era stata cancellata alla perdita della casa (era stata assegnata alla moglie), e, essendo nell’impossibilità di dormire sotto un tetto, aveva perso anche il lavoro. Senza lavoro e casa, unica soluzione, un immobile occupato. E tuffo nell’invisibilità. Vaccino, anche per lui, impossibile. Erano state le Misericordie toscane, dopo qualche altro segnale, a sollevare, circa una settimana fa, il
problema, che avevano fatto presente alle amministrazioni, dal momento che è vero che queste persone non sono conoscibili burocraticamente, ma esistono in una loro vita fisica, possono ammalarsi e essere anche veicoli di contagio. Non solo: cancellarne la consistenza giuridica li rende, è vero fantasmi, ma compie soprattutto
un’operazione di cancellamento dei diritti che non significa cancellamento dei bisogni. Insomma una moderna morte civile di cui il nostro moderno sistema democratico si avvale per creare un mare di fantasmi fuori dalla cittadella.

Sulla vicenda torna a battere la Rete Antisfratto Fiorentina (sigla che raccoglie movimenti, associazioni e sindacati di base, partiti politici) che ha inviato una lettera al Prefetto di Firenze Alessandra Guidi. Infatti, dal momento che il problema è anche e prima di tutto giuridico e i dubbi, come sollevato da più parti, risiedono nella
legittimità delle procedure con cui gli uffici comunali “fanno fuori” centinaia di persone se non migliaia (i dati sono fermi alla prima metà del 2018, dopodiché, nonostante le richieste di associazioni, movimenti e sindacati gli uffici non hanno più fornito numeri, i più aggiornati parlano di 1188 cancellazioni nel 2017 e, nei primi 6 mesi del 2018, a 786), è proprio la Prefettura come rappresentante del governo centrale a doversene occupare, almeno secondo logica .
Del resto, come scrivono nella nota inviata al Prefetto dalla Rete Antisfratto, “lo stesso allarme è stato lanciato nei giorni scorsi dalle Misericordie Fiorentine, che hanno posto il problema della vaccinazione delle centinaia di cittadini invisibili presenti nella nostra città. Per molti di questi cittadini la causa risiede delle procedure adottate dal Comune di Firenze per le registrazioni e le cancellazioni anagrafiche, in particolare quelle previste per i senza fissa dimora, che per alcuni aspetti non ottemperano ai dettati della normativa nazionale e impediscono la dovuta registrazione anagrafica nonostante la presenza stabile sul territorio comunale di queste persone”.

Chi è maggiormente colpito è senz’altro chi si trova “in condizione di disagio economico, sociale e psicologico. La mancata registrazione anagrafica, indispensabile non solo per l’esercizio di diritti costituzionalmente garantiti ma necessaria per l’accesso alla maggior parte dei servizi erogati dallo Stato e dagli Enti Locali determina e aggrava la condizione di forte emarginazione di queste persone. A nostro avviso – continua la lettera – già in tempi normali, il disagio derivato dalla loro condizione sarebbe comunque meritevole di maggior attenzione e maggiori tutele, in tempo di pandemia occorre l’obbligo di adoperarsi quantomeno per la tutela delle loro condizioni di salute, rivestendo quest’attenzione anche funzioni di tutela della salute pubblica. Già in occasione delle passate Elezioni Regionali del settembre 2020 – ricorda la Rete nella lettera alla Guidi – avevamo sollevato il problema delle centinaia di invisibili che non potevano esercitare il diritto di voto e abbiamo manifestato sotto gli uffici della refettura chiedendo un intervento del suo predecessore volto a garantire l’esercizio di questo e di tutti i diritti
costituzionalmente garantiti preclusi dalla mancata iscrizione anagrafica.
Conclude la missiva: “Rinnoviamo l’appello chiedendo un suo intervento in forza delle prerogative che la legge le attribuisce (art.52 DPR 223/89) al fine di uniformare le procedure anagrafiche adottate dal Comune di Firenze ai dettati della vigente normativa”.

Anche perché, di fronte alla “fabbrica dell’invisibilità”, suonano purtroppo vuote le parole del presidente del consiglio Draghi: “Dobbiamo vaccinare il mondo e dobbiamo farlo presto”, è il proclama lanciato al vertice del G20 sulla salute. “La realtà ci dice che purtroppo non riusciamo a vaccinare nemmeno tutti i cittadini
che da anni vivono a Firenze, e tra questi molti che a Firenze sono nati”.

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Stefania Valbonesi

Nata a Ravenna, età vintage, svolge ttività giornalistica da circa vent'anni, essendo prima passata dall'aspirazione alla carriera universitaria mai concretizzatasi. Laurea in scienze politiche, conquistata nella fu gloriosa Cesare Alfieri. Ha pubblicato due noir, "Lo strano caso del barone Gravina" e "Cronaca ravennate", per i tipi di Romano editore.

2 commenti su “Invisibili eppur ci sono, i dannati dei vaccini”

  1. Cristina Di Palma

    Tutto condivisibile ma vorrei aggiungere una cosa… abito in una zona della città particolarmente vissuta dai migranti, ma il problema è ovunque. Se si ha solo il permesso di soggiorno dove sei invitat* a vaccinarti ? Ti accorgi che l’Italia si sta vaccinando contro il covid ? I migranti devono fare la domanda alla agenzia delle entrate per avere il codice fiscale indispensabile per ottenere il vaccino. La residenza a Firenze si ottiene attraverso le assistenti sociali e può non coincidere con un luogo di residenza reale: Tutto ciò è difficile se non sei aiutato*, sei solo*. Cristina

  2. queste notizie me le ha dette un amico rumeno, quindi europeo. Per tutti gli extraeuropei è tutto molto più difficile

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