Criminali, liberate Assange! Il piano della Cia per uccidere il grande giornalista

Julian Assange è il più grande giornalista di tutti i tempi per aver svelato le verità inconfessabili dell’enorme potere esercitato fuori da ogni norma dagli Stati Uniti. Assange è una persona che rischia di morire in carcere perché, al contrario dei tanti giornalisti embedded che bevono qualsiasi fandonia provenga dai governi e dalle istituzioni, crede in valori come la democrazia, la verità, l’informazione indipendente e la trasparenza dello Stato. E “rischia di morire” non è un eufemismo: come è emerso da un’inchiesta indipendente di Yahoo News la Cia voleva rapirlo e nel caso assassinarlo già nel 2017, quando il piano fu discusso all’interno dell’amministrazione americana.

L’arresto a Londra di Julian Assange

Julian Assange ha denunciato con Wikileaks le azioni più schifose perpetrate nei teatri di guerra mediorientali, utili ad “esportare la democrazia” del più forte: ha raccontato gli assassini di civili e giornalisti inermi, ha documentato le torture compiute in nome della “lotta al terrorismo” e ha reso noti i meccanismi inconfessabili che stavano dietro ai governi corrotti voluti dagli Usa in Afghanistan, coi risultati che nell’agosto scorso sono deflagrati con il ritorno dei Talebani. Oggi, dopo 10 anni di detenzione a Londra, subisce un processo di estradizione dalla Gran Bretagna verso gli Stati Uniti, perché Washington vuole giudicarlo in base ad una legge del 1917, che equipara l’informazione in tempo di guerra allo spionaggio.

Soldati Usa uccidono civili e giornalisti a Bagdad

Stanno uccidendo un uomo che ha fatto il suo dovere di giornalista, che si è illuso che la democrazia liberale fosse una cosa seria, come il mainstream ci ripete in ogni momento, che ha denunciato una guerra infame (e non solo). Adesso sta a noi usare ogni singola particella del poco potere che abbiamo per far di tutto affinché Julian Assange non sia estradato negli Usa e torni immediatamente in libertà. Dobbiamo mobilitarci perché abbia fine questa inquietante persecuzione di un grande uomo che è stato capace di aprire gli occhi dell’Umanità intera sull’ipocrisia di questi anni cupi che stiamo vivendo.

“È impossibile correggere gli abusi del potere se non sappiamo di averli davanti”: è la filosofia di Assange e degli attivisti di Wikileaks che sono convinti anche che il coraggio sia contagioso, soprattutto se saremo in tanti a rivendicare giustizia per Julian e dignità per il nostro futuro.

L’appello di Amnesty International

Chiedo agli Stati Uniti l’annullamento delle accuse contro Julian Assange, incluse quelle di spionaggio relative alle attività di pubblicazione di documenti nell’ambito del suo lavoro con Wikileaks.

Firma su https://bit.ly/assange-libero

Cristiano Lucchi

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Cristiano Lucchi, giornalista e mediattivista, ha fondato e diretto l’Altracittà – giornale della periferia. Ha pubblicato “Autopsia della politica italiana” (2011), “L’imbroglio energetico” (2012), “Il Laboratorio per la Democrazia. La politica dal basso” (2012). È un attivista di perUnaltracittà.

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