2012-10-01 15:54:09
><span style="font-family: georgia,serif;"><span style="color: #cc0000;"><strong>Recupero abitativo Sottotetti, De Zordo: "Anche per edifici in cui è ammesso solo restauro e risanamento conservativo"<br /> </strong>Una forzatura fatta attraverso un’altra variante al PRG <strong><br /></strong></span><br />Il recupero dei sottotetti a fini residenziali viene consentito, con questa variante al vecchio Piano regolatore Generale, anche per edifici in cui, per tipologia, è consentita solo il restauro e il risanamento conservativo. Ovvero edifici di valore storico-architettonico e ambientale in cui la normativa consentirebbe solo di valorizzare i caratteri di pregio, di consolidare e ripristinare, eliminando semmai gli elementi estranei nel rispetto degli elementi tipologici, formali e strutturali <span style="font-family: georgia,serif;">dell’edificio originario.</span></span> <span style="font-family: georgia,serif;">Niente a che vedere dunque con quella "ristrutturazione edilizia" a cui si riconducono, nella Legge Regionale 5/2010 le "Norme per il recupero abitativo dei sottotetti". <br /> <br />Il Comune di Firenze amplia, in sostanza, il campo di applicazione del recupero abitativo dei sottotetti rendendolo possibile anche in palazzi di valore storico. Peccato che le Norme Tecniche di Attuazione dello stesso Piano Regolatore distinguano nettamente tra "Ristrutturazione edilizia" e "Restauro" o "Risanamento conservativo". E’ anche possibile che sul piano formale l’amministrazione abbia trovato il modo di rendere questa estensione legittima (anche se certe contraddizioni sono palesi), ma come in altri casi resta il piano sostanziale sul quale non ci sono dubbi: si sta facendo una forzatura che rischia di far passare manomissioni di edifici storici che potranno essere alterati profondamente nelle loro caratteristiche formali e funzionali, mentre la coibentazione naturale garantita dall’esistenza dei sottotetti dovrà essere assicurata artificialmente. Un passo indietro sul piano ambientale e culturale.<br /> </span><br /><span style="font-family: georgia,serif;">A Firenze si insiste a operare per singole varianti del vecchio Piano, senza una visione d’insieme, e in questo caso senza una disciplina generale per il centro storico, che sulla carta sarà anche patrimonio dell’Unesco, ma nei fatti non è tutelato adeguatamente. </span>
Redazione
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