Futuro delle ex OGR, oltre mille questionari compilati. Ultimi giorni per partecipare

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Ha già superato le mille risposte il questionario proposta da Salviamo Firenze per il destino delle ex OGR, otto ettari di terreno tra il parco delle Cascine, la stazione Leopolda, San Jacopino e la Manifattura Tabacchi, uno degli ultimi grandi spazi urbani verdi ancora disponibili a Firenze, al centro di un dibattito sul futuro della città e sulla progressiva privatizzazione del suo patrimonio immobiliare. Un tempo sede delle attività di manutenzione ferroviaria, le ex OGR costituiscono anche un’importante testimonianza della storia industriale e operaia fiorentina. Dopo la dismissione delle attività produttive, l’area è stata oggetto di diversi progetti di trasformazione urbanistica, fino all’acquisto da parte di Flora Development (Flora Development fa capo per il 70% a Gingko 3, fondo dedicato alla riqualificazione sostenibile delle aree industriali dismesse in Europa, promosso da Edmond de Rotschild in partnership col team di investimento Gingko Advisor; per il 20% al fondo inglese Cbe Capital; e per il 10% a Zeis, società del gruppo Salini Costruttori) nel 2023. Le previsioni attuali destinano oltre 42.000 metri quadrati a superficie edificabile, prevalentemente a residenze di lusso e ad attività turistico-ricettive, commerciali e direzionali.

Sono numerosi i motivi per opporsi all’ennesima cittadella del lusso: il consumo di suolo, la perdita di un possibile collegamento ecologico con il parco delle Cascine, l’impatto della nuova edificazione sul microclima urbano e la carenza di spazi verdi e servizi pubblici nei quartieri circostanti. Secondo un’analisi del 2023, nel rione la superficie artificializzata supera già l’80% del territorio, mentre la differenza di temperatura estiva tra gli isolati più densamente costruiti e le aree verdi può raggiungere i cinque gradi. Alla dimensione ambientale si aggiunge quella sociale e culturale: la trasformazione delle ex OGR pone il problema della conservazione della memoria ferroviaria e operaia, ma soprattutto interroga le scelte urbanistiche che destinano grandi aree dismesse a funzioni immobiliari private anziché a servizi e spazi collettivi. La campagna Salviamo le Cascine – No cemento nell’area ex OGR, promossa da Salviamo Firenze X Viverci, ha raccolto 4.350 firme per chiedere al Comune di riacquistare i terreni e destinarli a uso pubblico, senza nuove edificazioni.

È con l’idea di far tornare le decisioni sulla città nelle mani dei cittadini e non in quelle dei grandi fondi immobiliari che nasce Sogni e bisogni per l’ex OGR, un questionario pubblico rivolto a chi vive, lavora o studia a Firenze. L’iniziativa vuol raccogliere indicazioni sulle possibili destinazioni dell’area: dalla realizzazione di spazi verdi al recupero dei capannoni storici, dalle attività culturali e sportive ai luoghi di aggregazione e ai servizi per il quartiere. Le risposte serviranno ad alimentare un percorso di confronto e di elaborazione di una proposta alternativa: il questionario rappresenta quindi un tentativo di coinvolgere direttamente la cittadinanza in una scelta che riguarda non soltanto il futuro di otto ettari di terreno, ma anche il rapporto tra trasformazione urbana, interesse pubblico e bisogni degli abitanti. Se l’amministrazione tira dritto con la cementificazione e la privatizzazione di aree importanti della città, Salviamo Firenze riporta chi vive la città al centro delle decisioni, democrazie e partecipazione non possono continuare ad essere parole vuote.

Sarà possibile compilare il questionario fino al 18 ottobre 2026.

Compila il questionario Sogni e bisogni per l’ex OGR 

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Redazione

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