Le Mamme No Inceneritore

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mammenoincLe Mamme No Inceneritore sono mamme normali che mandano i loro figli nelle scuole dei comprensori scolastici della zona Nord-Ovest di Firenze (Capuana, Duca d’Aosta, Paolo Uccello, Balducci, Baracca, Manzoni) quindi giusto a ridosso della Piana, giusto “a coté” di Case Passerini, dove dovrebbe sorgere il mega inceneritore di Firenze. Sentono parlare di pericoli concreti per la salute che deriverebbero dalla pratica dell’incenerimento, come i danni da polveri sottili che seminano da tempo la morte in altri martoriati territori, tra cui quello di Acerra dove, per giunta, altre mamme si stanno muovendo contro il “mostro”. All’uscita di scuola o mentre i loro bimbi giocano noncuranti ai giardini, cominciano chiacchierare e a condividere domande e preoccupazioni.

Ma l’inceneritore è davvero l’unica soluzione al problema dei rifiuti? Sarà dannoso o no? Ma quando lo fanno? E perché proprio qui, vicino a noi? E i bimbi? Insomma, le mamme fiorentine della periferia Nord-Ovest di Firenze vogliono saperne di più e contattano i Comitati della Piana. S’informano, sentono parlare di possibili alternative all’incenerimento dei rifiuti, apprendono che la strategia Rifiuti Zero non è stata mai approvata dal Comune di Firenze, che la raccolta porta a porta è stata lasciata morire nella zona sperimentale di Peretola e, infine, che la costruzione dell’impianto di Case Passerini è dietro l’angolo, visto che i lavori potrebbero cominciare già ad aprile. Decidono dunque di fare qualcosa, prima che sia tardi.

Organizzano un incontro informativo in dicembre, al Circolo Culturale 334 di Brozzi al quale invitano i Comitati ma, nonostante il fitto passaparola e la distribuzione di centinaia di volantini, si ritrovano in poche e deluse. Sentono però, che il problema entra nelle loro ossa e, soprattutto, in quelle deli loro bambini il cui futuro rischia di non avere futuro e decidono di andare avanti perché sono preoccupate davvero. Quelle che tra loro sono rappresentati nei Consigli di Classe e d’Istituto, ne parlano ai Consigli stessi perché credono che la scuola non possa ignorare questa cosa e che sia grave che loro e i bambini non ne fossero informate abbastanza.

Così, fiduciose nell’istituzione a loro più prossima, provano a chiedere che una delle scuole della zona venga aperta per un’assemblea informativa ma il permesso viene negato. La risposta ufficiale è che, pur apprezzando la buona causa, si creerebbe un precedente e le scuole dovrebbero essere poi aperte per “infiniti” momenti di approfondimento. Ci sarebbe da chiedersi perché i genitori e i bambini non possano considerare le “loro” scuole pubbliche come spazi da poter anche (magari) autogestire qualche volta. Non si scoraggiano però e, tramite alcune di loro che animano le Letture di Mutuo Soccorso all’SMS di Peretola ottengono una sala per tenere un incontro pubblico la sera del 12 febbraio. Stavolta il passaparola ha effetto, segno che la preoccupazione sta salendo e ci sono almeno un’ottantina di mamme e papà attenti ed ansiosi di attivarsi.

Guardano il video del Comitato No Inceneritore che spiega le cose in modo semplice e diretto e rivedono i loro genitori che protestano per far chiudere l’inceneritore di San Donnino. Parla un medico, parla un avvocato, parla un esponente della strategia Rifiuti Zero e qualcuno chiede: ma dove sono istituzioni? Non ci sono e, come al solito, sarà difficile stanarle su quest’argomento. Ora poi che il grosso, dal loro punto di vista, sembra fatto a livello di iter autorizzatorio, si sottrarranno ad ogni confronto pubblico, dimenticando anche che le principali associazioni ambientaliste nazionali WWF, Italia Nostra e il Forum ambientalista, con l’apporto tecnico dell’associazione Medicina Democratica, hanno presentato ricorso al TAR della Toscana per l’annullamento della delibera della Provincia di Firenze che ha approvato la valutazione di impatto ambientale (VIA) sull’inceneritore di case Passerini.

Dagli studi illustrati nella serata di Peretola le mamme apprendono che: “Da una tonnellata di rifiuti bruciata esce una tonnellata di fumi, da 280 a 300 kg di ceneri solide, 30 kg di ceneri volanti, 650 kg di acqua sporca (da depurare) e 25 kg di gesso. Il 70% del materiale in ingresso bruciato viene quindi emesso nell’atmosfera sotto forma di gas, fumi e ceneri volanti che entreranno nelle alte e basse vie respiratorie e finiranno nel circolo sanguigno e da qui ad altri organi e tessuti del corpo. Non essendo il nostro organismo in grado di eliminare queste particelle inorganiche tramite il sistema immunitario si avrà un accumulo progressivo e irreversibile con malattie del polmone, cardiache (infarti) e cerebrali (Ictus). Inoltre, l’inquinamento di un inceneritore non è solamente destinato a deturpare il territorio immediatamente contiguo, ma anche quello delle province confinanti a quella dove risiede l’impianto”.

Come un mantra, l’analisi spietata e oggettiva delle possibili conseguenze dell’impianto che si vuole costruire a Firenze colpisce il cuore delle mamme (ma anche dei papà) e, tra loro, cresce l’indignazione. Che fare dunque? Come muoversi? Parlare, soprattutto, far sapere, sensibilizzare, anche in vista della grande manifestazione dell’11 aprile contro le nocività della Piana. Ma come? Intanto un gruppo Facebook e una mailing list, poi un tè con le amiche che non sanno, poi un’altra serata pubblica il 4 marzo al 334. E ancora, un presidio davanti alle scuole il 12 marzo, all’ora di uscita, una specie di flashmob collettivo in cui, nello stesso momento, e in scuole diverse, i genitori si facciano vedere con cartelli e striscioni e sia presente la stampa.

Un vento nuovo sferza finalmente la Piana e il Nord-Ovest, rischiando di contaminare anche zone limitrofe, come quelle di Novoli e Rifredi (non certo esenti dal pericolo da inquinamento da inceneritore) dove le mamme NO INCENERITORE dicono di voler arrivare col loro tamtam mediatico fatto in casa.

La mobilitazione è solo agli inizi ma promette bene: un fecondo passaparola tra gli insegnanti per trasmettere la scomoda ma semplice verità di un inceneritore che fa male comincia a crescere…forse anche la scuola riuscirà a dare le risposte giuste per non bruciare il futuro dei nostri bambini.

Adriana Alberici è stata Consigliera di perUnaltracittà al Quartiere 5 tra il 2009 e il 2014. È attivista di Cantieri solidali, il laboratorio politico della Comunità delle Piagge e di Firenze a sinistra

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Adriana Alberici

Adriana Alberici è stata Consigliera di perUnaltracittà al Quartiere 5 tra il 2009 e il 2014. È attivista di Cantieri solidali, il laboratorio politico della Comunità delle Piagge. Alle comunali del 2014 si è presentata nella lista Firenze a sinistra per Tommaso Grassi con cui continua a collaborare sui temi del territorio.

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2 commenti su “Le Mamme No Inceneritore”

  1. Sono un elettore di Adriana Alberici alle ultime elezioni comunali svoltesi a Firenze. Nel mio piccolo ho anche partecipato alla sua campagna elettorale nella lista “Firenze a sinistra” con Tommaso Grassi. A tutt’oggi mi risulta attiva all’interno della lista e a fianco di Tommaso Grassi all’opposizione della giunta Nardella. Mi chiedo quindi perchè omettere questo passaggio, che non mi pare di poco conto, nella biografia in fondo all’articolo? Pensando che trattasi di una dimenticanza con questo post spero di sopperire. Grazie Sabatino

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