L’infanzia che il Comune di Firenze vuole appaltare

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La vicesindaca e assessora all’istruzione Cristina Giachi ha annunciato, a iscrizioni già chiuse, che dal prossimo settembre nella maggioranza delle sezioni delle scuole di infanzia comunali rimarrà una sola maestra di ruolo, che sarà presente solo la mattina, mentre il pomeriggio le bambine e i bambini saranno affidati a educatori delle cooperative o di privati tramite appalto del servizio.

Noi genitori abbiamo dato vita a un comitato per fermare questa decisione e salvare il patrimonio delle scuole di infanzia comunali perché:infanzia

  • E’ inaccettabile che una decisione così grossa come il cambio gestione del 50% del servizio venga data a iscrizioni già chiuse e che i genitori non siano stati preventivamente né informati né resi partecipi.
  • La riforma rende impossibile la continuità didattica, fondamentale per le nostre bambine e i nostri bambini. Infatti il Comune dovrà creare intere scuole col pomeriggio in appalto e per farlo a settembre dovrà spostare le maestre dalle loro sedi attuali, redistribuendole fra tutte le scuole. L’anno successivo nuove scuole andranno in appalto e di nuovo saranno spostate le maestre restanti: nessun bambino e nessuna bambina potrà mantenere la relazione con le sue figure di riferimento.
  • La riforma non si fonda su nessuna teoria pedagogica, ma solo su un’esigenza di risparmio: il progetto formativo delle scuole ne risulterà pesantemente svalutato e diminuito. Anzitutto perché le educatrici e gli educatori delle cooperative saranno esterne e non faranno parte della struttura. In secondo luogo i/le lavoratori/trici delle cooperative hanno contratti molto svantaggiosi e guadagnano pochissimo (circa 8 euro l’ora) e devono lavorare un grande numero di ore a settimana per poter vivere: non potranno mai essere nelle condizioni necessarie e adeguatamente motivate/i per gestire un compito delicato come educare bambine/i di 3,4,5 anni.
  • La riforma prevede la collaborazione di due figure completamente diverse nelle stesse classi, ma questo tipo collaborazione è già stata sperimentata ed è fallita nei nidi, tanto che il Comune l’ha dovuta abbandonare. Con la gestione mista, infatti, sarà problematico gestire le compresenze, il sostegno, le attività aggiuntive. L’assessora dice che le educatrici in appalto avranno gli stessi titoli delle attuali, ma non dice che nessun contratto delle cooperative prevede la figura dell’insegnante e quindi non saranno inquadrate come tali per legge. Inoltre un’insegnante vedrà i bambini solo di mattina e un’altra solo di pomeriggio: la vita scolastica delle bambine e dei bambini sarà divisa in due e nessuno avrà più il quadro completo della situazione.
  • L’assessora e il sindaco dicono che ‘devono’ dare le nostre scuole in appalto perché il governo ha bloccato le assunzioni: in realtà la legge consente di rinnovare una parte del turn-over e le soluzioni si possono trovare. La giunta Nardella fa invece una scelta politica e non obbligata: la scelta di risparmiare sulle bambine e sui bambini e sul futuro della nostra città per avvantaggiare i soliti noti col sistema degli appalti. Dovere del Comune sarebbe semmai quello di invocare l’aiuto dello Stato per preservare la scuola come bene pubblico invece di privatizzarla attraverso gli appalti.

Per tutte queste ragioni difendiamo insieme il patrimonio delle scuole di infanzia comunali e il futuro delle nostre bambine e dei nostri bambini!

Assemblea Cittadina
lunedi 13 aprile 2015 ore 21
Circolo Arci Isolotto
Via Maccari, 104 – Firenze

Comitato genitori L’infanzia non si appalta
email: linfanzianonsiappalta@gmail.com
facebook: L’infanzia non si appalta
www.linfanzianonsiappalta.it

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Il Comitato genitori "L'infanzia non si appalta" difende il patrimonio delle scuole dell'infanzia del Comune di Firenze e dice no all'appalto a cooperative o privati dell'orario pomeridiano.

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