Inchiostri Ribelli

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Si è da poco conclusa, a Firenze, la cinque-giorni di Inchiostri Ribelli, festival d’arte e di lotta che si è svolto in diversi spazi sociali della città (CSA nEXt Emerson, Occupazione di via del Leone, La Polveriera Spazio Comune, Occupazione di via Toselli) e che ha visto intrecciarsi multiformi culture, di strada, di piazza e di periferia, che con le loro riflessioni e i loro inchiostri danno colore a una quotidianità diversa, libera e aperta, una quotidianità fatta di condivisione, autogestione e solidarietà.

Come recita il manifesto dell’evento: “Negli anni delle grandi opere e delle grandi menzogne, dei muri alzati e dei muri imbiancati, un’altra idea di vita e socialità non cede, ma anzi preme più forte per emergere, facendosi spazio attraverso Immagini, Suoni, Parole e qualsiasi altro mezzo espressivo. / Da qui, queste pulsioni possono prendere vita e trasformarsi in Movimento e motore di cambiamento radicale”.

0abe22af-ea7e-4393-bfff-ba7a6b6ac355Con queste intenzioni è stata realizzata la quarta edizione di Inchiostri Ribelli, affinché continuasse e continui quel percorso già avviato negli scorsi anni, quando da un festival di tatuaggi si è voluto allargare lo sguardo ai fumetti, alle arti grafiche tutte, fino ad includere l’inchiostro ribelle del cantante e quello del narratore, quello del poeta e quello dell’artista/vandalo.

È a partire da questo che è stato pensato il festival: dal riconoscimento di un’esigenza condivisa – dalla volontà di cercare nuovi linguaggi, nuove strade, nuovi luoghi di confronto e proposta.
In giro c’è un immaginario ricco, a cui vogliamo dare corpo e voce, perché alimenti pensieri critici e visioni del mondo differenti, e aiuti chi in questi anni si è assunto la responsabilità e l’impegno di cercare di realizzarli. E infatti anche quest’anno il ricavato del festival è benefit, stavolta per gli 86 imputati nel maxi processo al movimento fiorentino del periodo dell’Onda.

Nelle centoventi ore di Inchiostri Ribelli 2016, sui palchi e nelle varie sale abbiamo visto molto: tatuatori e disegnatori all’opera, live painting, presentazioni di libri, esposizioni, esibizioni artistiche e musicali, grandi cene e molto altro.

E comunque non è finita qui: sia perché è in progetto, da qui a breve, una sorpresa, sia perché questo festival non voleva essere che la prima “uscita” di un’assemblea che da poco si è costituita fra individui e realtà simili e diverse, e che ha iniziato a ritrovarsi per condividere e sperimentare idee e conoscenze – per guardare liberamente il mondo, e ripensarlo.

*Inchiostri Ribelli 2016

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