12 gennaio all’InKiostro, contro le armi nucleari verso la manifestazione di Ghedi

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Il 7 luglio l’Assemblea dell’ONU ha approvato il trattato che rende illegali le armi nucleari. Questo risultato storico è dovuto alla Coalizione Internazionale ICAN per l’Abolizione delle Armi Nucleari a cui è stato assegnato il Premio Nobel per la Pace 2017. E tuttavia la minaccia nucleare è ancora incombente nel modo e permane il rischio di olocausto.

La minaccia nucleare non è però ancora scomparsa, moltiplichiamo la mobilitazione per l’ultima spallata e partecipiamo alla manifestazione nazionale del 20 gennaio a Brescia e alla base militare italiana di Ghedi che ospita testate termonucleari statunitensi. 

Per preparare la partecipazione a tale manifestazione venerdì 12 gennaio alle ore 17, presso lo Spazio InKiostro di via degli Alfani 49 (dietro Rotonda Brunelleschi) parliamo con GIOVANNA PAGANI, Wilpf Italia; SIMONE PIERANNI, giornalista del Manifesto e ANGELO BARACCA, professore di fisica.

*Organizza il Comitato fermiamo la guerra di Firenze 

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Redazione

Il gruppo di redazione della rivista edita da perUnaltracittà

1 commento su “12 gennaio all’InKiostro, contro le armi nucleari verso la manifestazione di Ghedi”

  1. Proprio sul coinvolgimento europeo nei rischi di guerra atomica alimentati dai piani USA e NATO che fanno perno anche sulla base di Ghedi, è intervenuto ieri Daniel Ellsberg, analista militare che svelò i Pentagono Papers sul Vietnam, intervistato da “Repubblica” (15 gennaio 2018) sul libro appena dato alle stampe: “The Doomsday Machine”.
    La domanda della giornalista Stefania Maurizi è: “Nonostante i progressi significativi nel disarmo, oggi ci sono migliaia di armi nucleari in , ovvero pronte ad essere lanciate in pochi minuti. Cosa andrebbe fatto immediatamente?”
    La risposta di Ellsberg è: “Gli Stati Uniti e la NATO non dovrebbero solo adottare la politica di no first use, ma dovrebbero agire in accordo con essa, eliminando dall’Europa tutte le armi nucleari tattiche, che sono tutte altamente vulnerabili e possono portare ad un lancio su falso allarme. Ciò significa rimuovere tutte le armi oggi in Italia, Germania, Belgio, Olanda e Turchia.”
    Ellsberg, ovviamente, non lesina le critiche nemmeno alla Russia: “Le minacce da parte di Putin di un first use delle armi nucleari – in connessione con l’Ucraina o con Kaliningrad – sono folli e immorali, come lo sono sempre state quelle della NATO”.
    L’impegno di Ellsberg è, in conclusione, si parva licet, sinergico con quello del sottoscritto: allertare l’opinione pubblica sul carattere mortale della minaccia universale costituita dalle armi atomiche. Il “caso Petrov” su cui lavoriamo ne è una clamorosa conferma (vedi trailer con link sotto riportato del film su l’uomo che il 26 settembre 1983 salvò il mondo dalla guerra nucleare). E’ questo di esigere il disarmo nucleare subito l’essenza del messaggio lanciato da “La follia del nucleare: come uscirne?”. Mi riferisco al libro scritto insieme a Mario Agostinelli e Luigi Mosca (Mimesis edizioni, 2016), che è uno strumento del lavoro dei “Disarmisti esigenti” (www.disarmistiesigenti.org).
     ‘The Man Who Saved The World’ Promo Trailer …
     

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