Inventiamo l’avvenire! Il programma di Potere al popolo per il Comune di Firenze

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Il diritto alla casa, la fine della speculazione edilizia e del potere della rendita, il lavoro riportato alla sua dimensione di sostegno della vita delle persone e non strumento per le imprese liberiste, una mobilità che non basta più definire “sostenibile” ma che sia a servizio di chi deve spostarsi agevolmente da un posto all’altro, la ripubblicizzazione dei servizi, un’urbanistica finalmente ragionata e non messa all’asta per i profitti della multinazionale più ingorda.

Ecco in sostanza i punti del programma di Potere al Popolo – lanciati con lo slogan “Inventiamo l’avvenire!” – per le elezioni comunali che si terranno a Firenze il 26 maggio prossimo e che vedono la lista sostenere la candidata sindaca Antonella Bundu. Temi caldi che si caratterizzano anche per la particolarità del “controllo popolare” con strutture composte da utenti e lavoratori affinché nessun euro venga sprecato o intascato.

Di seguito il dettaglio. Per ulteriori approfondimenti e dettagli contattateci via Facebook 

Inventiamo l’avvenire! Firenze a chi la abita

Le case ci sono – Firenze ha un grave problema abitativo: troppe case senza abitanti, troppi abitanti senza casa. Per questo gli immobili pubblici non devono essere alienati. Gli immobili dismessi di proprietà demaniale o degli enti locali (come le ex caserme), devono essere adibiti ad alloggi pubblici per fronteggiare la crisi abitativa.

Meno potere alla rendita, più potere a chi vive – Crediamo che la casa sia un diritto fondamentale e non un genere di consumo, che l’abitare sia una necessita primaria su cui non si può speculare. È quindi necessario un blocco degli sfratti, in particolare quelli motivati dalla trasformazione turistica degli alloggi, e un limite di massimo quattro appartamenti a proprietario per affitti turistici su piattaforma come Airbnb.

Residenza per tutt* – A Firenze ci sono 2000 senza tetto censiti. In attesa di dare a tutti una casa, dobbiamo facilitare la procedura che permette alle persone senza fissa dimora di ottenere una residenza fittizia, condizione necessaria per l’accesso a diritti di base quali lavoro, salute, voto e assistenza sociale. Riteniamo quindi che questo servizio vada potenziato con l’apertura di sportelli nei quartieri (a partire dalle case del popolo) e che il suo regolamento venga alleggerito dalla eccessiva burocrazia.

Inventiamo l’avvenire! Firenze a chi la percorre

Ripubblicizzazione del Tpl – A Firenze la mobilità e i trasporti non rispondono più agli interessi delle classi popolari ma alle esigenze di profitto delle grandi imprese. Per questo vogliamo una ripubblicizzazione del servizio di trasporto ed una nuova pianificazione della mobilità democratica e partecipata, che risponda alle esigenze di tutte le persone su tutto il territorio.

Riutilizziamo l’esistente – Prima di costruire nuove opere infrastrutturali, spesso travolte dall’aumento dei costi in fase di realizzazione, sottraendo ricchezza pubblica ad altri progetti, è indispensabile riadattare e potenziare ciò che già esiste, come le ferrovie del nodo fiorentino. Inoltre bisogna attuare una nuova pianificazione del trasporto pubblico che sia capillare e preveda l’attraversamento del centro storico, le frazioni e i quartieri più isolati e a rischio ghettizzazione.

Chi è più lontano paghi meno – Il 40% circa del trasporto cittadino è dovuto al pendolarismo, è fondamentale quindi attuare politiche che allievino la vita di questi lavoratori tramite un nuovo controllo delle tariffe. Occorre andare verso la gratuità del servizio pubblico a cominciare dalle fasce più deboli e da chi vive più lontano dalla città, per facilitare l’inclusione sociale. Vogliamo inoltre destinare le aree più servite dai mezzi pubblici a residenze popolari per aiutare chi ha difficoltà a muoversi.

Controllo popolare – È necessario contrastare i processi di privatizzazione, agevolati dal sistema del project financing, che delega la progettazione e la realizzazione di nuove infrastrutture a soggetti privati in cerca di profitto, utilizzando i soldi dei contribuenti. Per fare ciò dobbiamo riaffermare il controllo popolare su servizi e mobilità, tramite strutture composte da utenti e lavoratori del settore, affinché nessun euro venga sprecato o intascato.

Inventiamo l’avvenire! Firenze a chi vi lavora

Reinternalizzazione – Il Comune di Firenze ha progressivamente smantellato e ceduto i servizi pubblici di sua competenza alla gestione di privati che ne traggono un profitto. Questa esternalizzazione dei servizi produce un impoverimento complessivo per la comunità, tramite tagli su formazione e salari, alimentando clientele e corruzione e favorendo la precarizzazione del lavoro. Per questi motivi noi vogliamo la reinternalizzazione dei servizi gestiti direttamente dal Comune.

Al fianco dei lavoratori, contro chi specula – A Firenze vi sono migliaia di lavoratori a nero, soprattutto nei settori della ristorazione, alberghiero, del piccolo commercio, che vivono una condizione di irregolarità contributiva, retributiva e di assenza di tutele. È necessario quindi che il Comune modifichi il regolamento di concessione di occupazione del luogo pubblico affinché le attività commerciali siano obbligate a tutelare maggiormente la sicurezza lavorativa dei propri dipendenti, revocando le licenze a chi violerà i Contratti Nazionali.

Nuove forme di lavoro, nuove tutele – Il food delivery è un settore in piena espansione, a Firenze sono stimati più di un migliaio di riders che richiedono di essere riconosciuti come lavoratori e di avere accesso a quei diritti fondamentali quali assicurazione contro gli infortuni sul lavoro, malattia, ferie e maternità. Noi ci schieriamo al fianco di questi lavoratori e vogliamo che il Comune garantisca loro anche il diritto di assemblea, allestendo adeguati spazi di ritrovo.

Inventiamo l’avvenire! Firenze a chi la respira

Firenze più verde – La salute della popolazione è in relazione diretta con quella dell’ambiente e degli stili di vita! Per questo il verde pubblico va tutelato e accresciuto, internalizzando la manutenzione e evitando il taglio indiscriminato delle alberature, mentre vanno previste adeguate piantumazioni di nuove alberature per contrastare lo smog, assorbire la CO2, migliorare la qualità dell’aria. Il verde urbano deve essere una invariante di ogni piano urbanistico. Vogliamo inoltre il potenziamento degli Orti sociali e dell’Agricoltura urbana.

Acqua pubblica – Vogliamo la riacquisizione della proprietà e della gestione pubblica dell’acqua. Rispetto alla gestione Publiacqua, costosa e scadente, pretendiamo la rimodulazione delle tariffe verso il basso in base al reddito e la previsione del controllo popolare di utenti e lavoratori sulla gestione.

Aria pessima? Controlliamo noi – Facciamo nostra la proposta dei comitati della Piana: monitoraggio della qualità dell’aria con il coinvolgimento dei cittadini e delle loro associazioni. Per migliorare l’ambiente si può favorire il trasporto pubblico con mezzi elettrici: utilizzare le potenzialità della linea ferroviaria esistente, dove necessario con l’aggiunta di binari e di fermate. Rinnovare il parco autobus del TPL con autobus elettrici: e-bus che si ricaricano al capolinea in 10 minuti.

Porta a porta – La Raccolta differenziata dei rifiuti porta a porta, è quella che in Italia ha funzionato meglio. Va associata al riciclo e riutilizzo dei materiali, a progetti concreti per la riduzione di rifiuti e degli imballaggi, al recupero dei vuoti a perdere, all’incentivazione dei prodotti sfusi e/o alla spina, all’abbandono dell’incenerimento.

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