Clima, Potere al Popolo: “In Toscana la politica ha scelto la finzione verde pur di non cambiare rotta”

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La democrazia di cui ha bisogno la rivoluzione verde passa inesorabilmente dalla riappropriazione e dal saggio uso del proprio territorio, delle proprie risorse, della propria economia. Tav, Aeroporto, Inceneritori e le Grandi Opere inutili, dannose e imposte sono invece ancora al centro della devastazione voluta dagli amministratori toscani.

“Persone che soffrono e muoiono. Interi ecosistemi al collasso. Siamo all’inizio di un’estinzione di massa. E voi parlate solo di soldi e delle favole dell’eterna crescita economica. Come osate?” Potere al Popolo di Firenze fa sue le vibranti parole che Greta Thunberg ha pronunciato all’assemblea dell’ONU. Colpisce molto la decisione, la forza, la sicurezza con cui queste parole sono state pronunciate mentre l’opinione pubblica mondiale pare rassegnata e illusa di poter continuare a vivere solo il dominio del profitto e della crescita economica.

Potere al Popolo ringrazia i giovani che hanno portato all’attenzione di tutti il tema cruciale della sopravvivenza della nostra specie e della necessità di una profondissima trasformazione del sistema in cui viviamo, aderisce e invita a partecipare allo sciopero e alla manifestazione contro i cambiamenti climatici del 27 settembre 2019 alle ore 9.00 in piazza Santa Maria Novella.

“Vi terremo d’occhio” ha giustamente detto Greta ai potenti del mondo riuniti a New York nel palazzo di vetro, ma intanto cominciamo a costruire il nostro futuro e teniamo d’occhio anche la nostra politica locale che non è diversa da quella che sta sfasciando il mondo. Gli amministratori locali a Firenze e in Toscana inneggiano ai nostri allarmi immaginando nuovi affari a base progetti falsamente amici dell’ambiente. Ad esempio sfruttando l’immagine del treno, imponendo la realizzazione di un sottoattraversamento TAV che sarà un disastro per la città e sperpero di risorse pubbliche; oppure affidando il trasporto pubblico delle città a imprese privatizzate che non perseguono altro scopo che il profitto, con meccanismi infernali come il project financing; volendo a tutti i costi un aeroporto nella Piana dove il buon senso vorrebbe far nascere solo un parco agricolo, favorendo così quel trasporto aereo che è uno dei massimi vettori di CO2; continuando a proporre ancora inceneritori contro la salute e non voler affrontare il tema del riciclo e di zero sprechi mette ancor di più in evidenza l’ipocrisia di chi, al potere, si presenta con un volto ambientalista; allo stesso modo permettendo una agricoltura sempre più dipendente da pesticidi e industrializzata.

Il movimento che è nato ridà speranza a chi, come PaP, sta cercando una via d’uscita all’incubo in cui siamo precipitati. Per questo ringraziamo di cuore tutti i giovani che si stanno mobilitando. Il nostro movimento politico avrebbe anche l’ambizione di immaginare nuove forme di convivenza che siano compatibili con l’umanità e la biosfera. Mentre l’élite che conduce il mondo al precipizio pensa di potersi sempre salvare rifugiandosi sulle cime dei monti -cacciandone quelli ritenuti superflui- è impellente costruire un sistema davvero democratico in cui ogni individuo conti, possa partecipare alla gestione della vita pubblica. Non pensiamo che si debba conquistare il potere, ma che lo si debba redistribuire.

Siamo convinti che nessuno sia interessato a salvare il proprio territorio come chi lo abita, per questo riteniamo che una profonda rivoluzione democratica sia il miglior viatico per fermare le follie che incombono su tutti noi. E le cose che incombono sono molte, perché la crisi climatica ha purtroppo molti volti mostruosi.

Il primo mostro è la guerra. Questa è sempre stata un flagello che ha devastato l’umanità, ma ora il possibile scenario è quello di una guerra atomica che promette l’estinzione del genere umano in poche ore. Anche lo scenario di una guerra nucleare di teatro, cioè limitata a due soli stati minori, vede nelle simulazioni almeno un miliardo di morti e un inverno nucleare che non sarà antidoto al riscaldamento in atto.

Il secondo è il riscaldamento globale innescato dalle pesanti attività umane. Resta un grande merito di chi ha promosso la manifestazione di venerdì 27 aver aperto gli occhi ad una opinione pubblica rassegnata e disinformata. Riteniamo comunque utile essere sospettosi nei confronti delle proposte che vengono dal mondo dell’industria e della finanza che confidano in discutibili soluzioni tecnologiche senza rimuovere le cause dei problemi; pensiamo alle proposte di confinare la CO2 in eccesso nel fondo del mare o nelle viscere della terra, di chi vuol aumentare artificialmente la coltre di nubi per riflettere la luce solare, di chi immagina di coprire i deserti con pannelli solari che poi trasportino l’energia prodotta nei paesi che la divorano inutilmente. Dietro questi progetti non verificati si nasconde sempre l’idea che questi mezzi saranno fonte di nuovi profitti. Il business del green new deal mondiale è di diversi trilioni di dollari e, nella mente dei promotori, i profitti derivanti si sommerebbero a quelli già esistenti. Un nuovo corso dell’economia davvero verde deve passare dall’autoproduzione di energia da parte delle comunità locali, dall’abbandono di bisogni indotti e inutili, dalla salvaguardia della sovranità alimentare, dalla difesa e manutenzione del territorio.

Il terzo mostro è la crisi sociale. È impossibile continuare in un mondo in cui l’1% della popolazione del mondo possiede più di tutto il 99% restante. La povertà dilagante non solo distrugge vite e territori, ma ricatta i lavoratori troppo spesso costretti a produzioni sbagliate e dannose; il caso dei lavoratori sardi che producono bombe per la guerra in Yemen ne sono un triste simbolo.

La democrazia di cui ha bisogno la rivoluzione verde che deve venire passa inesorabilmente dalla riappropriazione e saggio uso del proprio territorio, delle proprie risorse, della propria economia.

“Vi terremo d’occhio” ha giustamente detto Greta ai potenti del mondo riuniti a New York nel palazzo di vetro, ma intanto cominciamo a costruire il nostro futuro e teniamo d’occhio anche la nostra politica locale che non è diversa da quella che sta sfasciando il mondo. I nostri amministratori locali inneggiano ai nostri allarmi immaginando nuovi affari a base progetti falsamente amici dell’ambiente. Ad esempio sfruttando l’immagine del treno, imponendo la realizzazione di un sottoattraversamento TAV che sarà un disastro per la città e sperpero di risorse pubbliche; oppure affidando il trasporto pubblico delle città a imprese privatizzate che non perseguono altro scopo che il profitto, con meccanismi infernali come il project financing; volendo a tutti i costi un aeroporto nella Piana dove il buon senso vorrebbe far nascere solo un parco agricolo, favorendo così quel trasporto aereo che è uno dei massimi vettori di CO2; continuando a proporre ancora inceneritori contro la salute e non voler affrontare il tema del riciclo e di zero sprechi mette ancor di più in evidenza l’ipocrisia di chi, al potere, si presenta con un volto ambientalista; allo stesso modo permettendo una agricoltura sempre più dipendente da pesticidi e industrializzata.

Potere al Popolo Firenze

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