Le Sieci – Ex Fornace Brunelleschi 240 posti in RSA privata oppure Museo Diffuso?

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Il 30 gennaio scorso il giornalista G. Gori rilevava sul Corriere Fiorentino: “Sanità: scossa RSA, arriva un colosso privato. La Toscana ora rischia il monopolio”.

Da questo articolo abbiamo appreso che il 12 dicembre 2021 sono state inaugurate a Cecina due nuove RSA (Residenze Socio Assistite) per 80+80 posti letto, alla presenza degli amministratori delle ditte Carron (Treviso) e GHERON (Milano), presente il Governatore della Toscana E. Giani, che ha dichiarato: “di guardare con molto interesse al lavoro portato avanti da GHERON nel sociale e nell’assistenza agli anziani”.

Da un altro articolo de IL TIRRENO sappiamo che il 22 ottobre 2021 a Castelfiorentino è stata posta la prima pietra per una struttura di RSA per altri 160 posti letti e che gli investitori sono Numeria Sgr di Silea (TV) e CARRON di S. Zenone degli Ezzelini (TV). L’RSA verrà poi gestita fra tre anni da GHERON.

Dal loro sito apprendiamo che GHERON in Italia gestisce già 28 RSA con migliaia di posti letto.

Una RSA nella Manifattura Brunelleschi a Le SIECI?

Colpiti da tali informazioni, ove compaiono sempre gli stessi attori finanziari e imprenditoriali, vi abbiamo collegato un atto pubblico che potrebbe interessare molto da vicino la nostra Valdisieve. Pochi giorni dopo che l’allora Governatore Regionale Enrico Rossi auspicava correttamente un ritorno alla gestione pubblica delle RSA, la Giunta Comunale di Pontassieve con delibera n° 51 del 30/4/20 prendeva atto della proposta della società Numeria sgr di Treviso, la quale si dichiarava pronta ad acquistare all’asta fallimentare l’immobile dell’area dell’ex Manifattura di Ceramiche Brunelleschi di Sieci, chiedendo da subito il riconoscimento di pubblica utilità del progetto. La Giunta prese atto della proposta di “realizzazione di tre Residenze Socio Assistite della dimensione complessiva di 240 posti letto nel territorio comunale […] ritenendo: “potenzialmente idonei a soddisfare obiettivi sociosanitari, nonché di riqualificazione, sia economica che urbana, dell’area e comunque del territorio comunale nel suo complesso (…) facendo salva comunque la facoltà dell’Amministrazione di prevedere, nella futura disciplina urbanistica dell’area anche ulteriori e diverse destinazioni”

Quindi, secondo quanto prevede la legge Regionale, si sarebbe trattato di TRE edifici con 80 posti ciascuno.

La Sanità deve rimanere in mano Pubblica!

Siamo ormai abituati alle contraddizioni dei nostri Amministratori ma ci pare che il desiderio del Signor Enrico Rossi di riportare in mano pubblica le RSA in Toscana, sia rimasto per sempre nel cassetto e questo non lo consideriamo un bene. Certamente ogni privato ha, nel sistema attuale, l’opportunità di trovare occasioni ove investire e trarre profitti, ma è molto deleterio che ciò avvenga in un settore così delicato come l’assistenza all’ultima parte della nostra vita che sovente, purtroppo, è colpita da mancata autosufficienza fisica o da fragilità cognitive. Sia per l’aspetto di controllo costante delle attività sia per evitare episodi di gestione indegna delle persone “assistite”, sia per il livello dei costi per le famiglie. Il mix attuale di RSA Pubbliche e Private in Toscana è evidentemente in sofferenza per la mancanza di finanziamenti adeguati e per il contributo alle famiglie di €53/giorno, fermo da 11 anni. Sono 108 di cui solo 32 sono Pubbliche! Il sistema è sganciato da un Piano Regionale di programmazione in questo delicato ambito e così la realizzazione delle nuove RSA dipende solo dall’autorizzazione dei Comuni, ove molti Sindaci possono essere allettati dagli oneri di urbanizzazione e dalle ricadute in termini di occupazione.

Partecipazione attiva: una chimera ormai?

A noi piacerebbe avere anche diritto a un privilegio, molto reclamizzato in certe occasioni elettorali, ma dimenticato purtroppo da anni: l’informazione preventiva per la PARTECIPAZIONE attiva dei Cittadini alle scelte fatte dalle Amministrazioni, su decisioni che possono incidere profondamente sul nostro futuro.

In altre parole: sarebbe possibile sapere SE vi è stato un seguito a quella delibera per la proposta di Numeria sgr per 240 posti di RSA e CHI ha comprato dal fallimento la Ex Fornace Brunelleschi, dato che è di dominio pubblico il suo acquisto? Non pare corretto che i Cittadini delle Sieci vengano a conoscenza di cosa potrebbe accadere nell’area interessata col fatto che una Cooperativa locale ha aperto uno studio in zona e stia ricercando investitori per edifici abitativi da costruire proprio in quell’area, oppure scoprendo sul web un’ipotesi di progetto di insediamento. https://www.studioelemento.com/progetti/nuova-brunelleschi.

L’area è ora soggetta a vincoli della Soprintendenza per i Beni Artistici e Storici e Paesaggio per la città metropolitana di Firenze e che con Decreto n. 146 del 22/09/2021 la Commissione Regionale per il Patrimonio Culturale, ha dichiarato il complesso della Fornace delle Sieci di interesse culturale particolarmente importante, assoggettandola a tutela storico-artistica, oltre a quella architettonica a cui era sottoposta ormai da tempo.

Una prospettiva alternativa per lo sviluppo turistico

Gli abitanti della frazione di Sieci, così dinamici e socialmente attenti alle esigenze del territorio – tale da rappresentare un unicum nella grande partecipazione volontaria alle Associazioni della zona – sentiranno che il loro territorio sta diventando un dormitorio di Firenze come già, purtroppo, viene percepito a Pontassieve.

Ciò potrebbe accadere, poiché si è, per ora, persa per strada un’alternativa molto più significativa, per una diversa prospettiva di qualità della vita locale e un diverso potenziale sviluppo di molteplici attività economiche.

L’alternativa creativa per un utilizzo di qualità di quell’area era quella, tentata da parte dell’Associazione Vivere in Valdisieve, che nel 2020, aveva avuto un aggancio con il Direttore della Galleria degli Uffizi, Eike Schmidt, affinché la ex Manifattura Brunelleschi potesse diventare una sede del progetto di “Museo Diffuso” di cui tanto si parla. Un progetto di delocalizzazione dove esporre le tante opere ora confinate nei loro scantinati che è partito con cinque località e che punta a toccare sino a venti luoghi diversi.

Nel caso della ex Fornace una possibile combinazione di Museo d’Arte e della Storia della Ceramica.

Tale opportunità coincideva con una tendenza emersa anni or sono in uno studio promosso dall’Amministrazione Comunale, che evidenziava chiaramente l’aumento delle presenze dei turisti stranieri nelle strutture alberghiere della Valdisieve. Un fenomeno turistico da favorire e legato all’esigenza dei turisti di visitare le realtà offerte dalle bellezze della Toscana dopo aver goduto di quelle di Firenze. Purtroppo, il lockdown e la scelta di dirigere nel frattempo le attenzioni verso altri luoghi e Comuni, fece naufragare un grande progetto che avrebbe potuto godere dei finanziamenti del PNRR.

Rileviamo che proprio in questi giorni la suddetta minaccia dell’invasione monopolistica sulle RSA toscane di questi investitori privati è stata messa finalmente sotto il riflettore della Regione e auspichiamo quindi che sia possibile un intervento decisivo nel rapporto Residenze Pubbliche verso Private. Riteniamo comunque che, nel nostro caso, sia da valutare ancora una destinazione d’uso dell’area delle Sieci coerente con scelte diverse, che forniscano una visione per un futuro di maggior valorizzazione del nostro territorio, che lo merita e che ha molto, molto da offrire per le sue eccellenze; specie a un potenziale largo pubblico straniero. C’è comunque bisogno di una sinergia tra pubblico e privato, affinché ci possa essere un piano valido e fruibile per l’accoglienza e l’organizzazione di eventi.

La ex Fornace è la storia di questo lembo di territorio: da non dimenticare..

Fernando Romussi – Associazione Valdisieve

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