Ecco la Firenze del futuro: solo rendita e turismo

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Uno tsunami si sta per abbattere su Firenze. Il piano operativo che disegnerà la Firenze del futuro, stando alle richieste per cambiare le destinazioni d’uso, ci svela una tragica accelerata verso una città sempre più privatizzata, turisticizzata ed escludente. La visione neoliberista che ha trasformato il centro storico di Firenze, espellendo chiunque vivesse la città, dai residenti agli studenti, rischia di espandersi fuori dalla cerchia dei viali.
Le richieste avanzate dai tanti privati ma anche da alcuni enti religiosi vanno tutti nella direzione del cambio di destinazione d’uso verso il turistico-ricettivo, il commerciale e anche il residenziale ma rigorosamente di lusso. Cosa farà l’amministrazione? Accetterà le richieste? Lo sapremo soltanto in autunno. Nel frattempo sappiamo che nonostante le promesse fatte durante il lockdown con il trucco della destinazione direzionale sono stati autorizzati almeno 5 nuovi studentati di lusso che non sono altro che hotel mascherati.
È evidente che se l’amministrazione fiorentina andrà incontro alle richieste la prossima zona a essere divorata dalle gentrificazione e a vedere di conseguenza un innalzamento dei prezzi delle abitazioni, già piuttosto alti, sarà la zona che va da Piazza della Libertà a Piazza Donatello e si estende fino alle Cure. Il quartiere 2 ha già due grandi hotel di lusso in costruzione: l’ex-collegio della Querce in via della Piazzola acquistato dal colosso sudafricano LEEU Collection e l’ex ostello di Camerata finito in mano al gruppo immobiliare israeliano Omnam. Un altro hotel o forse studentato andrà poi ad occupare il lato sud dei palazzi Ex-Fondiaria in piazza della Libertà.
Gru a FirenzeL’assetto futuro, come riportato da Repubblica Firenze,  potrebbe prevedere appartamenti di lusso a Villa Donatello, un centro commerciale con terrazza panoramica e giardini pensili sempre nei palazzi ex Fondiaria tra via Lorenzo il Magnifico e viale Spartaco Lavagnini, altre residenze in via della Piazzola nel villino San Paolo dei Padri Barnabiti. Ma le richieste fioccano in tutta la città: viale Belfiore, villa Chierubini e Villa Basileswky.
Hotel e appartamenti a prezzi troppo alti, una città che si va sempre più privatizzando, che annulla qualsiasi spazio comune e pubblico. Questa è la Firenze che ci aspetta. Dopo il centro storico, la rendita si potrebbe mangiare altri pezzi di città, ma forse siamo ancora in tempo per invertire la rotta.
Certo non sarà chi governa a tutti i livelli ad invertire la rotta, né sindaco, né giunta, nessuno è capace di immaginare una città diversa dalla città della rendita. Per loro Firenze è gallina dalle uova d’ora, da vendere pezzo dopo pezzo, palazzo storico dopo palazzo storico. Non più una città dove vivono lavoratori e lavoratrici, studenti e studentesse, pensionati che hanno passato qui tutta la loro vita, dove si va a lavorare e dove si produce, ma una città destinata ai ricchi di tutto il mondo dove si può lavorare soltanto se sfruttati nella ristorazione e nell’accoglienza, dove le case non servono per viverci ma sono ‘investimenti’.
Negli Stati Uniti i ricchi anziani si rifugiano in Florida, in comunità finte dedicate a loro, cimiteri degli elefanti. Firenze si sta trasformando in qualcosa di simile, una città finta dedicata a studenti stranieri, a turisti spremuti come limoni e a ricchi provenienti da tutto il mondo che si potranno comprare case che i fiorentini non si potranno permettere per venire a svernare a Firenze Florida State.
Siamo ancora in tempo per impedire tutto questo, solo se la parte di città che non si riconosce in questo modello sarà capace di far sentire la propria voce.

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4 commenti su “Ecco la Firenze del futuro: solo rendita e turismo”

  1. Roberto BGattai

    Viene da chiedersi dove si è trasferita la città degli ostelli, dei buoni collegi, degli istituti universitari, degli uffici pubblici, di interesse collettivo, i piccoli teatri e le collezioni scientifiche, insomma completata la trasformazione del centro in cimitero degli elefanti (ricchi) dove andrà a finire la città?
    Chiediamolo a Giorgetti e alla del Re, gli strtateghi

  2. Desidero ringraziarVi ufficialmente, perché così facendo avete dimostrato che siete l’unica forza politica che ci tiene davvero a Firenze.

  3. Michela Baldini

    Grazie di esserci e di interessarvi a tematiche che ormai sembrano essere interesse di pochi. L’articolo sottolinea l’amara verità… rispetto agli ultimi venti anni Firenze è una città irriconoscibile, attanagliata nelle logiche dei centri commerciali, dei resort e dei grandi alberghi, politiche a discapito della conservazione di un’idea e di un’immagine di questa città a dimensione umana. Sembra di vivere in una vetrina, allestita esclusivamente per turisti e studenti facoltosi, anche per i quali i costi risultano essere da capogiro: sono scomparse tutte le realtà locali, ogni azione del Comune e della Giunta regionale è destinata a sfavorire gli interessi dei cittadini e ad incentivare il loro allontanamento. Il centro non esiste più, non è più possibile neanche pensare che questa un tempo fosse una città universitaria… un’infinita tristezza. Sopraggiunge soltanto il desiderio di non viverci più.

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