Costa degli Etruschi. Turismo o rigassificatore?

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Come rovinare le potenzialità turistiche di una città e di un comprensorio. È questa la situazione in cui si trovano Piombino e la Val di Cornia, con il rigassificatore di Snam che rappresenta il colpo di grazia, lo sciagurato approdo di una deriva che viene da lontano.

Dalle acciaierie alle discariche di rifiuti, dalle centrali energetiche al rigassificatore, l’immagine turistica di Piombino appare distrutta da politiche sbagliate o mancate, da un presunto sviluppo che non solo non è servito a fronteggiare la crisi e lo spopolamento, ma che lascerà altre macerie e degrado, per il guadagno di pochi e il disagio di molti.

Le politiche mancate sono quelle delle bonifiche, delle infrastrutture, di una effettiva sovracomunalità, di cui pure esisteva una buona tradizione; le politiche sbagliate sono quelle relative alle cave, all’energia, all’organizzazione dei servizi, a partire dalla sanità e dai trasporti.

I processi di valorizzazione culturale e paesaggistica sono stati oltraggiati; lo sviluppo rurale e l’emergere di un’economia del mare danneggiati; il paesaggio ferito.

Piombino ne fa le spese per prima, ma è tutto il territorio della Costa degli Etruschi a soffrire, da Follonica all’Isola d’Elba. Dopo un anno sui giornali e sui media nazionali a causa del rigassificatore, perché il turista dovrebbe scegliere questa zona insidiata e ferita?

Eppure, c’è molto: i siti archeologici, i parchi coi beni ambientali e culturali, i musei, l’agricoltura di qualità, la promozione dei paesi e dei centri storici, l’enogastronomia, l’agriturismo e le spiagge… sono tutti aspetti su cui si sono impegnati a lungo i Comuni dell’area, le associazioni e le imprese, che però appaiono pannicelli caldi in confronto allo sfacelo prodotto dalle politiche regionali e nazionali che dai rifiuti alle cave e all’energia hanno alimentato una offensiva senza precedenti al paesaggio e all’ambiente.

Se non si reagisce, la Val di Cornia diventerà un territorio sempre più marginale, da cui partire o stare lontani.

Tutto questo non è un buon viatico per l’inizio della stagione turistica, dominata dalla sagoma gigante della Golar Tundra minacciosamente ancorata nel porto di Piombino, a due passi dalle spiagge del Golfo di Follonica e di fronte al Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano. Un sistema turistico insidiato di cui portano la responsabilità il Governo, la Regione e i tanti partiti che hanno sostenuto o lasciato passare scelte come quella del rigassificatore, sordi al grido d’allarme lanciato da una delle più grandi e durature mobilitazioni popolari mai verificatesi in quest’area.

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Rossano Pazzagli

Rossano Pazzagli è professore di Storia del territorio e dell'ambiente all'Università del Molise. Dirige la Scuola di paesaggio "Emilio Sereni" ed è vicepresidente della Società dei Territorialisti/e

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