La montagna salva la città, il 18 dicembre veglia a Firenze per i crinali appenninici

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Il TAR della Toscana si pronuncerà il prossimo 19 dicembre sul ricorso al progetto eolico industriale “Monte Giogo di Villore” che prevede l’installazione di 7 aerogeneratori sui crinali appenninici mugellani fra i comuni di Vicchio e Dicomano in provincia di Firenze. Il Comitato per la Tutela dei Crinali Mugellani (CTCM) – Crinali Liberi propone per il giorno 18 Dicembre una veglia con inizio dalle ore 16 in Piazza Santissima Annunziata a Firenze fino alle ore 0,00 del giorno 19, quando il presidio si muoverà in via Ricasoli n. 40, cioè davanti al Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) in contemporanea all’udienza e al pronunciamento relativo al ricorso.

Il Comitato Crinali Liberi invita comitati, associazioni e gruppi, ma anche persone singole che condividono i motivi della lotta a partecipare all’iniziativa e prima alla sua costruzione.

La partecipazione collettiva alla veglia amplia il nostro obiettivo: non vogliamo limitarci al contrasto al singolo impianto eolico mugellano ma ci opponiamo alla logica estrattivista dominante della montagna e dell’ambiente naturale.

Oggi più che mai la sbandierata e falsa necessità di incrementare la produzione di energia elettrica per sostenere un modello di sviluppo gonfiato e a crescita infinita, sta mettendo a rischio la montagna, la campagna e persino il mare, con la realizzazione di sempre più numerosi e imponenti impianti industriali eolici e fotovoltaici (a terra),la paventata apertura di miniere di terre rare, lo sfruttamento di cave; in pianura non esiste più un ettaro di suolo non cementato, tutto il territorio è sotto pressione. Gli interessi economici si stanno appropriando e stanno devastando interi territori per estrarre tutti i beni sino all’ultima stilla dell’estraibile e fare affari dal vento, dal sole, dai boschi, dall’acqua, dai metalli,ecc. che fanno gola al capitale!

Questo processo avviene grazie alla condiscendenza e alla dipendenza dei partiti politici dalle grandi aziende estrattrici, dalle banche e dalle finanziarie, che s’ impossessano dei beni comuni e drenano capitali attraverso l’incremento del debito pubblico.

Questo processo di rapina delle risorse avviene con la realizzazione di grandi opere, grandi cementificazioni, grandi invasi, consumo enorme di energia e dà luogo a devastazione del territorio, impermeabilizzazione del suolo, tagli della vegetazione, impoverimento della biodiversità. Tutto questo viene sbandierato dai mezzi di disinformazione statali e privati come la panacea di un progresso inesorabile ma, falsamente, tinto di verde.

In questo modo le materie prime e i beni comuni acquistano valore finanziario e diventano oggetto di speculazione in borsa, che a sua volta rafforza la rapina in atto dei beni comuni.
Alla collettività restano: disastri ambientali, carovita (costi altissimi anche dei beni e servizi di prima necessità), privazione di ambienti naturali e salutari, debito pubblico, carenza di servizi sociali, allontanamento dalle scelte politiche, sfiducia nel futuro, populismo…

Il CTCM – Crinali Liberi si oppone a questa logica e propone una veglia dove realtà sociali diverse solidarizzano e lottano insieme per un futuro diverso e alternativo dei territori e della montagna.

La pianura si difende cominciando dai monti.

Contro il colonialismo estrattivo che prevede lo spopolamento della montagna e della campagna come condizione necessaria dello sfruttamento, proponiamo il ripopolamento attraverso l’accesso alla terra con logiche agroecologiche, che valorizzano il suolo, la vegetazione e la biodiversità come baluardi contro il riscaldamento globale e gli eccezionali eventi climatici.
Sviluppare il turismo lento sfatando il mito dell’esotico con le sue ricadute devastanti, è la strada per un consapevole ed amoroso presidio degli ambienti naturali nostrani. Ripensare all’abitare e alle diverse soluzioni come pratica comunitaria non priva di difficoltà, risolvibili al suo interno e collettivamente. I beni comuni devono restare beni comuni, il denaro pubblico deve essere investito nei servizi sociali e pubblici. Così la comunità umana si può allontanare dal baratro nel quale il capitalismo vuole farla precipitare.

CTCM – Crinali Liberi

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