Più di 36mila pannelli, oltre 30 ettari di terreno e opere di rete per una produzione di oltre 19 megawatt. È questo il progetto per la costruzione dell’impianto agrivoltaico “Ribolla”, situato nel comune di Roccastrada, in provincia di Grosseto. Il progetto interessa un’area situata nel Parco Nazionale delle Colline Metallifere ed è portato avanti da SPV Energy 3, azienda con zero dipendenti e un capitale sociale di 2.500 euro. Dietro di essa si trova Shikun & Binui, colosso internazionale delle infrastrutture, del settore immobiliare e dell’energia, che collabora direttamente con l’esercito israeliano e genera profitti nei Territori Palestinesi Occupati. I cittadini si sono mobilitati contro la realizzazione del progetto, dando vita al collettivo “Diritti in Palestina” e lanciando una raccolta firme che ha quasi raggiunto le 5.000 adesioni.” (1) Così iniziava l’articolo de L’Indipendente che raccontava due mesi fa, tra i primi, l’attivazione popolare contro il progetto di Ribolla in Maremma. Ora le firme sono diventate 15.000, ci sono stati incontri pubblici e il 16 ottobre alle 11:00 saranno in presidio sotto la Regione diversi gruppi di attivisti (2). In questi mesi però sono venuti fuori diversi altri progetti fotovoltaici in Toscana riconducibili alla stessa multinazionale israeliana Shikun & Binui. In Toscana vicino al progetto di Ribolla ce n’è un altro vicino Gavorrano, uno a Collesalvetti (LI) (3), uno a Lavaiano (PI), nel comune di Casciana Terme Lari (4), uno a Podere Cavazza (SI). Infine ce n’è un altro a Massarosa (LU) riconducibile ad un fondo di investimento israeliano che ha finanziato campi di addestramento dell’esercito che da anni e anni sta compiendo un genocidio con la complicità dei governi occidentali (5). In ognuno di questi posti ci sono comitati e cittadini che non vogliono accettare che aziende con le mani sporche di sangue possano fare profitto e finanziare indirettamente il genocidio del popolo palestinese. Questi comitati, assieme ai gruppi di cittadini delle città più grandi che da anni si mobilitano per la Palestina, hanno deciso di unirsi per pretendere che la regione Toscana blocchi questi progetti di estrattivismo neo coloniale travestiti da green. Il consiglio e la giunta regionale possono farlo, devono solo avere il coraggio di fare scelte giuste e noi siamo qui per ricordarglielo.
QUESTO COMUNICATO E’ SOLO IL PRIMO PASSO DI UNA RETE DEL TERRITORIO TOSCANO CHE SI OCCUPERA’ STABILMENTE DI CONTROLLARE E COMBATTERE QUESTO TIPO DI PROGETTI SIONISTI ED ESTRATTIVISTI.
2.https://www.instagram.com/p/DeRfYOgojYH/?vrfl=MWxvcjV6eDlpbHhvaw==
3. https://www.qualenergia.it/articoli/shikun-binui-progetti-fotovoltaici-toscana-caso-alla-camera/
4. https://www.gonews.it/2026/08/23/impianto-fotovoltaico-lavaiano/
5. https://www.pressenza.com/it/2026/10/a-massarosa-presidio-contro-i-fondi-israeliani-nel-fotovoltaico
Comunicato congiunto delle realtà toscane per la Palestina
Il genocidio a Gaza e le violazioni israeliane dei diritti umani e del diritto internazionale sono resi possibili dal sostegno che il sistema politicoeconomico occidentale, e non solo, garantisce a Israele.
La mancanza di azioni concrete per interrompere questo ciclo di impunità è inaccettabile e ingiustificabile.
Il diritto internazionale impone non solo agli Stati, ma anche agli enti territoriali di NON SUPPORTARE in alcun modo questi crimini.
Bloccare gli impianti foto o agrivoltaici della Shikun & Binui e di altre società israeliane direttamente responsabili di crimini nei Territori Palestinesi Occupati è un obbligo legale, oltre che una dimostrazione di coerenza con le dichiarazioni e gli impegni presi dalla Regione Toscana di voler sostenere i diritti del popolo palestinese.
La transizione ecologica deve essere anche etica e rispettosa dei diritti fondamentali delle persone.
Chiediamo l’interruzione di ogni rapporto con Israele. È assurdo che debbano essere i/le cittadini/e ad esigere dalla Regione il rispetto dei diritti umani, inserito nello Statuto della Regione Toscana.
Chiediamo rispetto per la popolazione locale ed i territori. Le richieste legittime dei/lle cittadini/e non vanno ignorate: basta decisioni alle loro spalle, basta dichiarazioni di comodo a cui non seguono mai i fatti.
PRIMI FIRMATARI
Firenze per la Palestina Coordinamento Valdera per la Palestina Coordinamento per la pace di Grosseto Collettivo Diritti in Palestina – Ribolla CSA Intifada – Empoli Global Sumud Flotilla Toscana Pisa per la Palestina Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università – Toscana Pitigliano per la Palestina Flotilla di terra Livorno BDS Firenze e dintorni Digiuno Gaza – Toscana Coordinamento Versilia per la Palestina Ass. Livorno Palestina Coordinamento Empoli per la Palestina Comitato Palestina – Siena Sanitari per Gaza – Toscana Freedom Flotilla Viareggio La Scuola per la Palestina – Toscana Laboratorio per la Pace – Orbetello La Sinistra di Collesalvetti Forum per la Pace Versilia
Firenze per la Palestina
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