Il futuro dell’Oltrarno

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2012-10-04 14:14:48

><p style="color: #222222; font-family: arial, sans-serif; font-size: 12.727272033691406px; line-height: normal; background-color: #ffffff; margin-bottom: 0cm;"> </p>
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<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 10px; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden;">Il futuro dell’Oltrarno</div>
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<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 10px; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden;">La domanda è semplice: un sindaco che si vanta di essere vicino ai cittadini e che ha lanciato le 100 assemblee (ora in verità scese a 25) come grande kermesse pseudopartecipativa può permettersi di ignorare le istanze dei residenti di un quartiere della città? La domanda vale per tutti i quartieri, più o meno centrali e più o meno periferici, ma in questo caso abbiamo in mente l’ Oltrarno, che rischia uno stravolgimento con ripercussioni su tutto il centro storico.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 10px; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden;">E’ una zona fragile per la densità di storia e cultura, con un tessuto sociale in cui convivono botteghe artigiane e gallerie antiquarie, si fiancheggiano ristoranti e locali, coesistono la residenza originaria e nuovi abitanti accomunati dalla sfida di vivere in quella parte del centro. Equilibri preziosi ma precari, che un’amministrazione dovrebbe preservare, se non vuole che un pezzo di città si svuoti di vita quotidiana per consegnarsi interamente al turismo e alla movida notturna.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 10px; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden;">Ma ora l’amministrazione ripesca un vecchio progetto, poi accantonato, che contrasta con le esigenze e le proposte di chi in Oltrarno vorrebbe continuare a vivere: intende realizzare in piazza del Carmine un parcheggio interrato di due piani facendo avanzare la porta telematica e aprendo di fatto al traffico privato. Perché i 165 posti auto previsti sotto la piazza non sono destinati ai residenti ma a una sosta oraria a pagamento (3 euro l’ora per cominciare) con conseguente aumento del traffico e relativo inquinamento, mentre per avere in concessione uno dei 36 box che i residenti si dovrebbero contendere ci vorranno ben 60.000 euro. Del resto, se il progetto, la realizzazione e la gestione del parcheggio è affidata ad un Project Financing di Firenze Parcheggi e costa – ci dicono – 18 milioni di euro, è evidente che questa somma dovrà rientrare in cassa e con profitti aggiuntivi.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 10px; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden;">Il residenti riuniti nel Comitato Oltrarnofuturo chiedono che si sospenda un intervento che già nell’assemblea dei 100 luoghi dell’anno scorso fu criticato, si proceda a un esame attento dei bisogni e delle criticità della zona, si ricerchino soluzioni alternative al parcheggio interrato anche fuori dalle mura, si pedonalizzi davvero la piazza, si evitino i check point dei torpedoni turistici e si metta a punto un progetto sostenibile di mobilità dell’intero centro storico tenendo presente la pubblica utilità. Chiedono prima di tutto che si apra uno spazio di confronto, perché scelte così importanti vengano prese con il coinvolgimento dei cittadini.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 10px; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden;">Al di là del metodo, si tratta di una scelta sbagliata che guarda al passato. Mentre le capitali europee stanno chiudendo il centro alle macchine dei non residenti e lo rendono raggiungibile grazie a un sistema di trasporto pubblico,  qui si va nella direzione opposta e, senza un Piano del traffico urbano e senza un Piano della sosta, si contraddice quell’idea di città da pedonalizzare che ogni tanto emerge nelle proposte del sindaco e ogni tanto sprofonda in perfette contraddizioni.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 10px; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden;">Può davvero il sindaco Renzi permettersi di non ascoltare le proposte alternative di cittadini che si fanno carico di problemi ben più complessivi del posto auto e chiedono che l’intera area sia considerata nel suo insieme, salvaguardando la vivibilità e la fruizione degli spazi pubblici? Sarebbe una buona occasione per chiarire finalmente che tipo di città vuole questa amministrazione: vetrina, acchiappaturisti, set per eventi televisivi e mondani o -come dovrebbe essere- luogo di relazioni e convivenze, di incontri e di vita.</div>
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<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 10px; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden;">Ornella De Zordo, consigliera di perUnaltracittà</div>
<div><em>di Ornella De Zordo, consigliera di perUnaltracittà. Pubblicato su Repubblica Firenze il 4 ottobre 2012</em></div>
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<div>La domanda è semplice: un sindaco che si vanta di essere vicino ai cittadini e che ha lanciato le 100 assemblee (ora in verità scese a 25) come grande kermesse pseudopartecipativa può permettersi di ignorare le istanze dei residenti di un quartiere della città? La domanda vale per tutti i quartieri, più o meno centrali e più o meno periferici, ma in questo caso abbiamo in mente l’ Oltrarno, che rischia uno stravolgimento con ripercussioni su tutto il centro storico.</div>
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<div>E’ una zona fragile per la densità di storia e cultura, con un tessuto sociale in cui convivono botteghe artigiane e gallerie antiquarie, si fiancheggiano ristoranti e locali, coesistono la residenza originaria e nuovi abitanti accomunati dalla sfida di vivere in quella parte del centro. Equilibri preziosi ma precari, che un’amministrazione dovrebbe preservare, se non vuole che un pezzo di città si svuoti di vita quotidiana per consegnarsi interamente al turismo e alla movida notturna.</div>
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<div>Ma ora l’amministrazione ripesca un vecchio progetto, poi accantonato, che contrasta con le esigenze e le proposte di chi in Oltrarno vorrebbe continuare a vivere: intende realizzare in piazza del Carmine un parcheggio interrato di due piani facendo avanzare la porta telematica e aprendo di fatto al traffico privato. Perché i 165 posti auto previsti sotto la piazza non sono destinati ai residenti ma a una sosta oraria a pagamento (3 euro l’ora per cominciare) con conseguente aumento del traffico e relativo inquinamento, mentre per avere in concessione uno dei 36 box che i residenti si dovrebbero contendere ci vorranno ben 60.000 euro. Del resto, se il progetto, la realizzazione e la gestione del parcheggio è affidata ad un Project Financing di Firenze Parcheggi e costa – ci dicono – 18 milioni di euro, è evidente che questa somma dovrà rientrare in cassa e con profitti aggiuntivi.</div>
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<div>Il residenti riuniti nel Comitato Oltrarnofuturo chiedono che si sospenda un intervento che già nell’assemblea dei 100 luoghi dell’anno scorso fu criticato, si proceda a un esame attento dei bisogni e delle criticità della zona, si ricerchino soluzioni alternative al parcheggio interrato anche fuori dalle mura, si pedonalizzi davvero la piazza, si evitino i check point dei torpedoni turistici e si metta a punto un progetto sostenibile di mobilità dell’intero centro storico tenendo presente la pubblica utilità. Chiedono prima di tutto che si apra uno spazio di confronto, perché scelte così importanti vengano prese con il coinvolgimento dei cittadini.</div>
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<div>Al di là del metodo, si tratta di una scelta sbagliata che guarda al passato. Mentre le capitali europee stanno chiudendo il centro alle macchine dei non residenti e lo rendono raggiungibile grazie a un sistema di trasporto pubblico,  qui si va nella direzione opposta e, senza un Piano del traffico urbano e senza un Piano della sosta, si contraddice quell’idea di città da pedonalizzare che ogni tanto emerge nelle proposte del sindaco e ogni tanto sprofonda in perfette contraddizioni.</div>
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<div>Può davvero il sindaco Renzi permettersi di non ascoltare le proposte alternative di cittadini che si fanno carico di problemi ben più complessivi del posto auto e chiedono che l’intera area sia considerata nel suo insieme, salvaguardando la vivibilità e la fruizione degli spazi pubblici? Sarebbe una buona occasione per chiarire finalmente che tipo di città vuole questa amministrazione: vetrina, acchiappaturisti, set per eventi televisivi e mondani o -come dovrebbe essere- luogo di relazioni e convivenze, di incontri e di vita.</div>
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