Cosa faresti per Firenze con 3.000.000 di euro? Dicci la tua

Giacomo Trombi, consigliere comunale di Firenze a sinistra e collaboratore della nostra rivista, ha lanciato un’interessante campagna a cui crediamo sia importante partecipare direttamente: Cosa fareste per Firenze con 3.000.000 di euro? Le vostre proposte, su come spendereste 3 milioni di euro per la città, saranno poi inviate al Sindaco Nardella che vuol spendere questa cifra spropositata per – udite, udite – delle telecamere.

Immaginate il sindaco Nardella nel suo studio, solo, seduto, che si morde le dita. Immaginatelo fortemente preoccupato, con la testa inclinata sulla scrivania che fu di La Pira, le rughe sulla fronte che si approfondiscono con l’aumentare della preoccupazione, e una giacca che dal troppo tirare comincia a sfilacciarsi un po’ in tutte le direzioni. Lo studio è quasi completamente oscuro, se si esclude il cono di luce della lampada che illumina le carte che il primo cittadino ogni tanto sposta inutilmente da una parte all’altra. 
Tutta la scena esprime inazione e scoramento. Una figura si delinea nel buio alle spalle del sindaco, se ne distinguono solo i denti, dietro un sorriso malvagio piegato all’ingiù. 
– “Che c’è, Dario?” chiede dolcemente.
– “I grandi elettori” risponde sconsolato. “Le destre, gli esercenti. Anche i giornali ora. Non so che fare, non so come uscirne: vogliono tutti qualcosa.”
– “Credo che tu debba agire, Dario, so che odi farlo, mi dispiace, ma credo sia tempo”.
– “C’è chi dice che porto male…il clima è impazzito, la tranvia pare maledetta, lo stadio non si capisce dove farlo, quelli dell’aeroporto sembra che prendano in giro, la TAV rischia di diventare una roba come il MOSE…” si lamenta Nardella.
– “Devi fare quello che ti riesce meglio, Dario” sussurra la voce confortante.
– “Ma…ho fatto uno sgombero imponente quest’estate…” prova a difendersi il primo cittadino, prima della capitolazione.
– “Non basta” prosegue incalzante la figura “Devi fare qualcosa di destra….fa’ qualcosa di destra, Dario.”
 
Dissolvenza in nero.
 
Oltre 300 telecamere installate a Firenze nei prossimi due anni per un investimento di almeno 3.000.000 euro (stima decisamente al ribasso, al netto del cablaggio cittadino).
 
Non è male, come trovata. Con tutte le videocamere che circolano e che scattano immagini e registrano video, una in più o una in meno non fa molto scalpore. La destra è felice: incassa una vittoria su un tema storico, quello della sicurezza più becera, e può gonfiare il petto. Le vetrine del centro, e in generale la Firenzeland, saranno finalmente guardate a vista senza ulteriori esborsi da parte degli esercenti, anche se il superassessore alla sicurezza Gianassi assicura, con un pizzico di arroganza, che le telecamere verranno installate in tutta la città. I fondi sono europei, e quindi nessuno li percepisce come fondi pubblici (vai a capire perché). E se anche fosse, ormai il mantra è “meglio prenderli che perderli, anche se li spendi per cose inutili”.
Aumenterà dunque il senso di controllo “all’americana”, quello deresponsabilizzante, quello del “le autorità stanno controllando, si prenderanno cura loro della tua città, tu puoi dedicarti a consumare in pace”. Nessun tentativo di placare il senso di insicurezza gonfiato dai media e dalle destre, né di riflettere e far riflettere sugli episodi portati a sostegno (quasi sempre legati all’immigrazione, alla marginalità, all’abbandono, alla povertà). 
 
Infine, è un lavoro, come si dice oggi, importante, uno di quelli che producono gratitudine da parte di chi se lo accaparra, un lavoro di cui le telecamere sono, non solo metaforicamente, la punta dell’iceberg: bisognerà con tutta probabilità infatti anche realizzare – e chissà, forse anche a gestire – una infrastruttura hardware (si pensi solo al cablaggio in fibra ottica) e software di notevole interesse. Quantomeno economico.
 
Resta per altro da capire chi poi effettivamente guarderà quanto ripreso, visto che già adesso non è da invidiare chi attualmente si consuma gli occhi lavorando alla sala video della Polizia Municipale. Ma anche qui, magari si provvederà ad esternalizzare.
 
A nostro avviso sono soldi (nostri) buttati via. Lo sono in generale, perché è un intervento tipicamente di destra, che compone la prospettiva secondo cui il pericolo è esogeno, è un qualcosa che si infiltra nella nostra società, ma che non risolverà assolutamente nulla, un trattamento insomma meno che sintomatico. Sono soldi colpevolmente buttati perché il Piano Operativo Nazionale (PON) Città Metropolitane, all’interno del quale il comune ha chiesto i soldi per le telecamere, sarebbe in realtà aperto ad iniziativa ben più interessanti, moderne e importanti, come interventi per la riduzione delle emissioni, per favorire moderne forme di comunicazione e partecipazione fra la cittadinanza e l’amministrazione, per migliorare l’impronta ecologica delle città, per il sostegno e l’integrazione di minoranze: insomma, una fonte cui attingere per le proprie idee migliori. Ebbene, da noi si è scelta la via della videosorveglianza, un’innovazione teorizzata da Orwell fin dal 1948.
 
E sono ancor di più soldi buttati se consideriamo la situazione in cui attualmente versa la nostra città, ma non vogliamo dare suggerimenti.
 
Vogliamo infatti lanciare provocatoriamente la campagna web “Cosa faresti per Firenze con 3.000.000 euro?“, in cui chiediamo alle fiorentine, ai fiorentini, e a tutti coloro che in questa città lavorano, studiano, o semplicemente si trovano a passare, cosa farebbero loro, a Firenze, con i soldi che la giunta Nardella ha scelto di investire per comprare e installare 300 telecamere di videosorveglianza.
 
Sarà possibile indicare l’intervento, anche aggiungere un eventuale commento o un approfondimento, e volendo caricare una foto che aiuti a capire il senso della proposta, o che ritragga chi propone.
 
Vi chiediamo dunque di partecipare alla campagna, di mettere un “mi piace” alla pagina web della campagna, e di estendere l’invito il più possibile secondo i canali che preferite.
*Giacomo Trombi, Firenze a sinistra

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Giacomo Trombi
Giacomo Trombi è consigliere comunale di Firenze a Sinistra

Una risposta

  1. Avatar Roberto Renzoni ha detto:

    Tre milioni di euro sono una bella cifra, non eccessiva ma importante per fare certe cose. Li spenderei per la CULTURA, vocabolo sconosciuto agli amministratori o politici che dir si voglia, ai quali interessa solo il proprio INTERESSE.
    Li spenderei per la messa in sicurezza di scuole comunali.
    Li spenderei per aprire biblioteche pubbliche nei quartieri con possibilità di fare assemblee cittadine nelle medesime.
    Li spenderei per aprire dei cineclub nei quartieri.

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