36.000 persone come cavie da monitorare per inquinamento da inceneritore

3 Risposte

  1. Avatar Massimo Parrini ha detto:

    Gian Luca, tu che sei un medico…
    Avete visto che, sempre per meri fini elettorali e per dovere di riconoscenza verso chi dovrà costruire lo stadio nuovo, sposteranno la Mercafir, il mercato ortofrutticolo che rifornisce bene o male la quasi totalità degli ortolani e dei locali della città e non solo, in quello che una volta si chiamava il Padule di Brozzi, vicino al cimitero…
    Quindi ben dentro il raggio dei tre km dal futuro camino dell’inceneritore che vogliono costruire a tutti i costi, di cui si parla anche nella ricerca che tu citi in questo articolo.
    Quindi che vuol dire, che in pratica tutta la città sarà sottoposta ad un grande esperimento chimico, dato che la frutta e la verdura che troveremo nei nostri negozi, venendo stoccate nel nuovo mercato e quindi in piena zona di ricaduta dei fumi dell’inceneritore, saranno contaminate?
    Se si, bisognerebbe dirlo anche a chi abita a Rovezzano e magari se ne frega della questione inceneritore perchè “tanto lo costruiscono nella Piana”…

    Ciao!
    Massimo

  2. Avatar Riccardo Ciuti ha detto:

    Sono un chimico, ma anche un ragazzo delle medie sa che vale la legge:”Nulla si crea nulla si distrugge”. Se anche, e dubito fortemente, il costruendo incerenitore ( già il nome termovalorizzatore è un nome ingannevole) di Case Passerini, avesse i fantomatici requisiti di non emettere quantità tossiche di diossine, metalli pesanti e quant’altro, me lo volete spiegare dove andranno a finire le tonnellate di gas anidride carbonica che, come ogni altro camino, si formeranno ad avvelenare l’aria circostante e incrementeranno lo smog particolarmente stanziale nell’area fiorentina circondata com’è da colline? Quanti giorni di blocco totale dell’auto si dovranno prevedere per solo mantenere gli attuali livelli di inquinamento una volta acceso l’incerenitore?

    • Ornella De Zordo Ornella De Zordo ha detto:

      Hai più che ragione, Riccardo. Ma a quanto pare gli interessi di pochi vengono prima del benessere di molti. E’ una vecchia storia che andrebbe una buona volta riscritta…nella Piana molte realtà attive sono ben attrezzate a combattere queste scelte, forse i fiorentini devono svegliarsi un po’…noi ci proviamo a gettare semi di conoscenza con La Città invisibile ma c’è bisogno del contributo di tutti!

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