Come l’Università di Firenze si lega ai progetti nocivi del PD

L’inceneritore di Firenze Case Passerini è un progetto nato all’interno del piano industriale della piana fiorentina, che tra le altre cose prevede anche l’ampliamento dell’aeroporto. La realizzazione dell’inceneritore nasce con la partecipazione di due multiutility Hera e Quadrifoglio la cui compagine finanziaria è costituita da enti privati e pubblici.

15-mamme-no-incDa quello che emerge dal dossier prodotto dalle Mamme No Inceneritore, tutti i comuni che partecipano finanziariamente alle due multiutility sono guidati dal PD, quindi è evidente che il progetto dell’inceneritore nasce per volontà del Partito Democratico.

Il sistema delle multiutility, oltre a gestire vari settori (forniture di luce, gas e rifiuti), risulta essere un potente strumento nelle mani dei comuni che vi partecipano. Gli utili ottenuti da queste due società vengono usati in parte per tappare i buchi di bilancio creati dalla malagestione delle amministrazioni locali e in parte  per pagare i dividendi ai privati (che costituiscono il 38% delle quote di Hera Spa).

Ovviamente tutto il progetto dell’inceneritore è stato messo in piedi senza fare le dovute valutazioni sull’impatto ambientale e socio-sanitario: risulta infatti mancante ogni tipo di rilevazione sulla qualità dell’aria e, riguardo alla possibile compatibilità dell’impianto nei confronti della struttura sociale del territorio, le uniche documentazioni presentate dal gruppo Hera Spa sono relative a rilevazioni effettuate su altri territori, ritenuti simili a quello della piana.

Tutto ciò risulta essere molto preoccupante dato che la zona in cui dovrebbe nascere l’inceneritore si colloca in mezzo a un distretto produttivo molto ampio dove migliaia di lavoratori si recano tutti i giorni e che quindi verrebbero fortemente danneggiati dalla nascita del termovalorizzatore.

Danneggiati da cosa?

Per quanto il PD cerchi di negarlo (Matteo Renzi in primis), i prodotti dell’inceneritore sono un grave pericolo per la salute. Questo è confermato, oltre che dalle esperienze riportate da chi già vive o lavora nei pressi di stabilimenti di termovalorizzazione, da vari studi portati avanti da diverse associazioni di medici. Non ultimo lo studio dell’Associazione medici italiani per l’ambiente che ha confutato la presunta utilità e innocuità degli inceneritori di terza generazione.

I punti smentiti sono essenzialmente due:

  1. Non è vero che il residuo dell’incenerimento è innocuo, perché dai rilevamenti effettuati sui residui dispersi nell’aria e non catturati dai filtri, le micropolveri emesse sono composte da agenti tossici e cancerogeni.
  2. Non è vero che il bilancio energetico ed economico risulta positivo, in quanto non viene tenuto conto del ciclo di vita dei materiali, che rimangono anche dopo l’incenerimento e che necessitano di essere ulteriormente smaltiti.

Inoltre, per essere usato a regime di efficienza, il termovalorizzatore necessita di essere alimentato continuamente da una grande quantità di rifiuti, il che rende impossibile avere i margini per un transizione a un modello di gestione sostenibile dei rifiuti.

E’ Quindi evidente che il Pd, scegliendo di far gestire alle multiutility citate questo servizio sociale e ambientale, ha potuto creare un meccanismo che garantisce fiumi di denaro alle sue amministrazioni e ai gruppi che partecipano privatamente alle due società, fregandosene totalmente di garantire un servizio senza rischio per la salute dei cittadini.

E l’Universtità di Firenze?

L’università, come luogo di produzione del sapere, dovrebbe essere neutrale ed esterna da questo tipo di logiche di speculazione, valutando oggettivamente i progetti e lavorando nella direzione migliore di cambiamento. L’università di Firenze, invece, contribuisce attivamente a rendere compatibile il territorio e le infrastrutture della Piana con un progetto inutile e nocivo come l’inceneritore di Case Passerini, supportandolo con studi e progetti. Ha inoltre permesso che si divulgassero – tramite seminari e materiale vario – ricerche e campagne di sensibilizzazione che negano ogni tipo di nocività o inefficienza di quel tipo di modello di gestione dei rifiuti.

Uno dei progetti promossi coinvolge il Dipartimento di Tecnologia e Design dell’ Unifi ed è inserito all’interno di un progetto Europeo chiamato LUDA.  Questo si  occupa di riqualificare le aree degradate delle grandi metropoli, tra cui la Piana Fiorentina. Allo scopo di “riqualificare la Piana”, Firenze ha ottenuto in totale 468.807 euro di cui 193.207 al Comune e 275.600 all’Università, ovvero fondi che arrivano dall’Unione Europea e che vengono usati per lo sviluppo del territorio in linea però con il piano industriale  voluto dal PD nel 2005 che prevede, tra le altre cose, la costruzione e ampliamento dell’aeroporto, inceneritore e TAV.

Inoltre la partecipazione dell’università è prevista anche tramite altri progetti come quello del prof. di design Industriale Massimo Ruffilli che si è occupato di rendere il progetto di costruzione dei nuovi impianti compatibile a livello visivo e paesaggistico.

E gli abitanti della Piana?

Nel frattempo non sono mancate le mobilitazioni dal basso che hanno cercato di impedire con ogni mezzo la realizzazione sia dell’inceneritore che del progetto industriale nel suo insieme. Più di 15.000 persone, infatti, sono scese in piazza a Maggio per opporsi poiché,  non  solo i lavoratori o gli abitanti della piana saranno colpiti  dalle emissioni, ma queste, attraverso il vento, arriveranno a colpire l’intera metropoli e le aree adiacenti. La forte partecipazione ai momenti di protesta e al presidio permanente sui terreni cominciato a fine maggio  ha permesso la sospensione o quantomeno il rallentamento dei lavori sino ad oggi.

Ed ora?

Ora, con l’arrivo dell’autunno, i vari gruppi che si sono organizzati, come l’Assemblea per la piana contro le nocività e il comitato delle mamme contro l’inceneritore, si preparano a dare battaglia per continuare ad  impedire la realizzazione del piano. Tuttavia i fronti su cui lavorare per contrastare il progetto hanno bisogno di allargarsi perché, come abbiamo visto, anche l’università ha il suo ruolo nell’appoggiare queste politiche. Essendo l’inceneritore vicino alla metropoli fiorentina e specialmente all’area di Novoli, esso costituisce un serio rischio anche per la salute delle migliaia di studenti che frequentano e vivono vicino all’università. Per questo motivo, come studenti dobbiamo organizzarci per impedire che vengano diffuse falsità inerenti all’impatto ambientale e socioeconomico e per fermare la partecipazione  e la strumentalizzazione dell’università da parte del PD.

*Collettivo Politico Scienze Politiche-Firenze
(tratto dal sito www.colpolfirenze.org)