Dedichiamo a Carla Lonzi una sala della Biblioteca delle Oblate

Alcuni gruppi e associazioni di donne si stanno attivando affinché Firenze, città natale di Carla Lonzi e luogo della sua formazione, ne riconosca la straordinaria figura di intellettuale dedicandole una targa in un luogo della cultura. Noi di Firenze Primum Vivere siamo fra quelle. Desideriamo che le venga dedicata una sala nella biblioteca delle Oblate oppure un’aula nella Università di Firenze. Questo il filo del ragionamento.

Carla Lonzi

Carla Lonzi

Ci siamo chieste che cosa possa essere considerato importante in questi tempi bui, segnati da straripante incultura dei potentati maschili e da subalternità femminile nei luoghi sociali. La situazione ha una sua particolare evidenza: vi è una sotto rappresentazione delle donne in ogni spazio della cultura e anche negli spazi delle città, un fenomeno che rimanda a una dimensione unilaterale segnata dal potere dei soli uomini, che svettano quali unici protagonisti della storia di tutti. Un taglio che deprime e svalorizza la partecipazione e il protagonismo femminile nella società.

La nostra idea è, quindi, quella di mostrare e valorizzare modelli culturali capaci di incoraggiare bambine e ragazze a osare, in un mondo ancora patriarcale che, in modo persistente, le discrimina malgrado o, forse, a causa della loro migliore riuscita nella formazione culturale dalla scuola elementare fino alla laurea e al master. In questa ottica, Carla Lonzi appare come una stella cometa che segna l’origine di un pensiero differente, inteso a mettere in questione le costruzioni intellettuali e le ricadute materiali della incontrastata preminenza maschile, definita l’”uomo assoluto”, cioè “l’uomo unità di misura della realtà”, tanto che “quello che lui non capisce non esiste”.

Questa impostazione filosofica sfida i pensatori sistematici del mondo patriarcale come Marx e Hegel, rappresenta una provocazione per la coscienza maschile, nell’ottica di uno spostamento che renda possibile la costruzione di un diverso ordine materiale e simbolico nel rapporto fra i sessi. La sua rivolta opera attraverso relazioni collettive fra donne agite in un conflitto capace di modificare la realtà data, in un corpo a corpo incessante, giocato in presenza.

Significativa, nell’ottica del conflitto, è l’analogia fra la donna -assente dalla storia per millenni- e il soggetto colonizzato resistente descritto da Frantz Fanon. Si può notare fra queste figure una somiglianza di esperienze esistenziali che richiede lucidità di analisi e diagnosi radicali: l’integrazione nel patriarcato dell’uomo impossidente si avvicina all’integrazione nel dominio capitalistico del proletariato europeo, avvantaggiato dal colonialismo. In entrambi i casi, la decolonizzazione delle menti e delle vite materiali richiede una lotta radicale di contrasto alle incrostazioni storico culturali che hanno creato gerarchie nella cittadinanza.

Non è pacifica né indolore l’affermazione e la pratica di una comune umanità. Su questi piani innovativi si giocano il pensiero e la pratica politica femminista di Carla Lonzi.

Altrettanto significativo è il modo in cui ella compie una fuoriuscita dall’estetica tradizionale, innovando la costruzione teorica della critica d’arte in un corpo a corpo con il soggetto artista. Parte dalla considerazione che l’arte si fa nel modo in cui è stata fatta (dall’uomo) e si ripete nel modo in cui è stata ripetuta (dalle donne). Quindi, con sue parole: “Dando per scontato che l’opera è solo il prodotto dell’artista, spostavo su di lui la questione che un tempo era posta sull’opera”.

Un percorso di pensiero e di pratiche eccezionalmente innovative, da grande intellettuale, che merita ricordare e onorare nel suo luogo natale poiché ha contribuito a rendere illustre la città di Firenze.

Segue il testo della lettera che intendiamo rivolgere al Consiglio Comunale della città di Firenze:

Oggetto: richiesta di intitolazione a Carla Lonzi
Carla Lonzi, filosofa e critica d’arte, è nata a Firenze nel 1931, dove ha frequentato il liceo Michelangelo e si è laureata in storia dell’arte, con tesi molto apprezzata da Roberto Longhi che ne fu relatore.
E’ stata fondatrice del gruppo di Rivolta femminile, teorica del femminismo italiano degli anni ’70 e promotrice della pratica dell’autocoscienza. Ha vissuto a Firenze, Roma, Milano, dove è morta nel 1982. Ha al suo attivo molte pubblicazioni sia come critica d’arte che legate alla sua attività di riflessione.
Vorremmo che Firenze le dedicasse una sala nella Biblioteca delle Oblate, luogo consono al suo valore intellettuale. Il nostro desiderio nasce dalla consapevolezza dell’importanza di Carla Lonzi per il movimento internazionale delle donne, la sua storia, le acquisizioni che sono patrimonio di tutte e tutti, perché incidono sulla cultura diffusa.
Figura cruciale per il rinnovamento della critica artistica degli anni ’70, ancora oggi pone interrogativi: atto critico e rapporto con il fatto artistico, soggettività, corpo, sessualità.

Le prime associazioni firmatarie sono: Firenze Primum Vivere, Il Giardino dei Ciliegi, Artemisia, Libreria delle Donne, Libere Tutte, Fiesolana 2b, perUnaltracittà – laboratorio politico, Unite in reteLe persone firmatarie: Maria Grazia Campari, Alidina Marchettini, Anna Marcolin, Franca Gianoni Giuliana Michelegnoli, Marzia Galardini, Eugenia Galateri, Ornella De Zordo, Roberto Budini Gattai, Marisa La Malfa, Manuela Giugni, Paola Serasini, Lena Mazzi, Mariangela Marchettini, Elisabetta Giannini, Stefano Fusi, Livia Giafaglione, Maria Nicastro, Silvia Brunori, Alida Vatta, Maria Laura Massai, Lucia Spadacci, Dmitrij Palagi, Imperia Di Vita, Enrica Fani, Alessandro Oriani, Marvi Maggio.

Gruppi, associazioni, singole/i che intendono sostenere la richiesta possono comunicare nome e indirizzo a: mariagrazia.campari@gmail.com

 

Maria Grazia Campari
Firenze Primum vivere

forse vuol dire che hai apprezzato il nostro modo di fare giornalismo.

Come sai la La Città invisibile è una rivista del tutto gratuita. Nessuno è costretto a pagare per informarsi in maniera libera e indipendente e contribuire così a diffondere una visione critica dei danni delle politiche liberiste.

Se ti piace quello che scriviamo sostieni le attività del laboratorio politico perUnaltracittà condividendo i contenuti che riterrai opportuno sui tuoi social e magari con un piccolo contributo: scopri qui come fare.

Grazie per averci letto, e buon tutto!

la redazione de La Città invisibile

Stampa il testo
The following two tabs change content below.

Maria Grazia Campari

Avvocata, è socia della Libera Università delle Donne di Milano e dell'associazione Rosa Luxemburg di Firenze. Ha scritto per varie riviste (Democrazia e Diritto, Quale Giustizia, il Diritto delle Donne, Reti, Alternative, Sottosopra, il Paese delle Donne) su temi come il diritto sessuato, la violenza sessista, la rappresentanza politica e sociale, la cittadinanza femminile e la bioetica. Ha partecipato alla scrittura di alcune opere collettanee: “Donne e diritto. Lessico politico delle donne”, “Percorsi del femminismo milanese a confronto”, “L’eredità del femminismo per una lettura del presente”, “Ai confini dello stato sociale”, “Con Rosa Luxemburg – politica, cultura, impegno contro la guerra”, “Donne e uomini nella politica: rappresentanza, partecipazione, conflitti”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Captcha *