Le mafie in Toscana: dagli anni ’70 a via dei Georgofili

2 Risposte

  1. Avatar Roberto Renzoni ha detto:

    Care Graziana e Rosa, grazie per il bell’articolo. Non mi diffondo sul tema, bisognerebbe parlarne, o sentirci in una conferenza, o forse leggere le vostre pubblicazioni. Penso, comunque in breve, che la mafia – che altro non è che un aspetto della delinquenza, prima operativa in certe zone del sottosviluppo, ora ben più “dilatata”- non sia mai stata combattuta dalle istituzioni, proprio perché a loro funzionale. Il volerla combattere significa operare perché il lavoro sia un diritto, come l’istruzione e quanto altro in tal senso voglia intendersi. Solo allora essa non avrà modo di essere. Naturalmente tutto questo non può esser disgiunto anche dal combatterla per smantellarla nel suo aspetto militare.

  2. Avatar Graziana ha detto:

    Caro Roberto, grazie per le osservazioni, senza dubbio stimolanti. Su alcuni aspetti, più generali, ci trovi d’accordo. Ad esempio sull’importanza della scuola e del lavoro per formare e rafforzare una cultura della legalità. Per quanto riguarda, invece, il collegamento tra mafie e è quello che definisce definisci “sottosviluppo” e la “funzionalità” della criminalità organizzata allo Stato, la nostra posizione è più cauta e non unicausale. Speriamo di riuscire a chiarire meglio la nostra visione nei prossimi appuntamenti.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Captcha *