Artigiani di strada: Un appello alle istituzioni

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Siamo una rete di associazioni e singoli artigiani manuali che raggruppa le migliori esperienze del territorio toscano e che intende diffondere e difendere i principi di sostenibilità e innovazione del lavoro tradizionale.

Abbiamo inviato questo Appello al presidente della regione Rossi e al sindaco di Firenze Nardella. Chiediamo non soltanto una riapertura in sicurezza dei mercatini artistici e rurali, ma un impegno a riconoscere adeguatamente il nostro lavoro. Riteniamo inaccettabile che il dibattito sulla “riapertura” venga guidato unicamente dalle esigenze economiche di Confindustria.

A Firenze e in Toscana, scontiamo chiusure antecedenti a questa emergenza e sollevato a più riprese l’attenzione su queste tematiche. Grazie anche all’impegno di Sinistra progetto Comune queste ragioni sono state chiaramente espresse alla Commissione 2 (sviluppo economico) del comune di Firenze il giorno 11 febbraio, ma siamo ancora in attesa di risposte. Vogliamo uscire dalla crisi riscrivendo un presente e un futuro che ridisegni i luoghi urbani e con la capacità di interagire con contesti ambientali, forme di sostenibilità, saperi locali e micro economie circolari. Il nostro lavoro si è concluso a natale (a Firenze da oltre un anno)e questo tempo comincia a rendere ancora più precarie le nostre vite.

Siamo artigiani manuali e creativi che lo Stato dovrebbe tutelare e promuovere ai sensi degli articoli 45 e 117 della Costituzione. Siamo riconosciuti come patrimonio storico e culturale di questo paese dal decreto Presidenziale del 25 maggio 2001, n. 288.

Lavoriamo manualmente, costituiamo gruppi e associazioni un po’ dappertutto e arricchiamo di saperi le mille piazze di questo paese. Non siamo imprenditori artigiani così come definito dalle leggi sull’artigianato, non facciamo cioè lavorazioni in serie, standardizzate, automatizzate. Teniamo vive quelle tradizioni di creatività e manualità, in assenza di una legislazione chiara che ci tuteli. Abbiamo guardato con interesse ad una proposta di legge, la N.4324 del 23 febbraio 2017, che prevedeva “Norme per il sostegno e lo sviluppo dell’artigianato artistico”. Proposta che non ha avuto un seguito, ma che contiamo di arricchire e rendere attuabile.

Siamo da sempre autonomi, versatili e resistenti perché molto piccoli. Mostriamo tutto questo praticamente, con i nostri prodotti. Siamo situazionisti, felici di quello che facciamo, orgogliosi quando possiamo essere utili, non vogliamo niente di più di quello che serve ma niente di meno di ciò che è necessario.  Abitiamo piccoli borghi, pratichiamo la filiera corta, riduciamo al minimo e rimettiamo in circolo gli scarti, siamo tessuto sociale radicato. Vogliamo portare in piazza il nostro “saper fare” perché mostrarlo è utile. Sono utili le pratiche umane veicolate dal nostro modo di vivere e di essere.

Chiediamo che sia visibile fuori dalle finestre anche virtuali, un piccolo mondo che mostra speranza, che riempia la piazza con la voglia di non ricominciare a correre, a stringersi perché non c’è posto, a respirare senza l’ausilio di filtri. La protezione vera l’avremo quando riusciremo a rimuovere il terribile ossimoro del distanziamento sociale. Quello che serve è semplicemente distanziamento fisico, sicurezza sul lavoro, un po’ di lentezza. Non possiamo accettare che l’intero ciclo economico sia dettato da piattaforme come Amazon, perché alternativi culturalmente e per rispetto alla vulnerabilità di chi vi lavora. Vogliamo uscire dalla crisi immaginando un diverso futuro.

Chiediamo di rendere al più presto accessibili le nostre piazze, perché i nostri eventi si sono conclusi a natale, e questo tempo comincia a rendere ancora più precarie le nostre vite. Vogliamo farlo dal mese di maggio, non invitando alla disobbedienza, perché saremo attenti e rispettosi e perché passeggiare distanziati non è più pericoloso del fare la spesa o andare al lavoro in fabbrica. Non raggiungeremo la sicurezza se non ci batteremo per essa. Se pensate che la pratica del distanziamento fisico sia sicura dobbiamo uscire e praticarla. 

*Associazione Artigiani di strada

 

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