Stanze vuote ma ancora troppo care, servono gli studentati

Durante il lockdown insieme a tante altre persone ho dato una mano alla Protezione Civile per la distribuzione delle mascherine in pieno centro e mi sono ritrovata a percorrere intere strade senza che nessuno aprisse la porta. In via Sant’Antonino, due ragazzi si parlavano dalle finestre degli ultimi piani dei palazzi, unici rimasti di un esercito di studenti fuorisede.

Oggi, secondo Immobiliare.it, abbondano le stanze per gli studenti. A Firenze c’è un aumento dell’offerta del +175%. Sì, avete letto bene, +175%.

Con l’aumento spropositato dell’offerta, e la stabilità della domanda, i prezzi saranno stracciati, no?
Ovviamente no. Il motivo lo spiega Laura Grandi, segretaria regionale del Sunia, che affronta quotidianamente il problema, e lo ribadiscono loro, gli studenti. E quello che dicono ci riporta a un punto che non è mai stati superato: faticoso trovare le stanze (anche ora!), prezzi alti (anche ora!) e soprattutto, ORA, contratti a tempo determinato, 9 mesi al massimo. Quando ci sono, i contratti.

Ovviamente è così perché il problema non si può risolvere se le cose restano uguali. Servono, ed è questa la nostra proposta, gli studentati, molti di più  per calmierare i prezzi. Certamente non gli studentati di lusso (i vari Student Hotel) che invece vanno nella direzione opposta ovvero quella di alzare i prezzi.

Le stanze che si svuotano, i posti letto che non vengono confermati, sono solo sintomo di una unica, allarmante, situazione sociale: famiglie che non possono più pagare canoni pari a 400 euro (in media) per una stanza al figlio per farlo studiare e lavoratori fuori sede che hanno perso il lavoro.

E’importante ricordare che oggi anche i lavoratori fuori sede sono costretti a condividere gli appartamenti a causa dei costi elevati degli affitti. Molti studenti e molti lavoratori molto probabilmente sono tornati nelle loro città di origine e proseguono gli studi con la didattica a distanza e il lavoro con lo smartworking.

Anche tutto questo in ogni caso necessita di spazi adeguati e ormai nella stanze ci stanno le famiglie.

*Francesca Conti

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