La Magni*fica è una realtà. La Magni*fica ritornerà

LO STATO CONTRO DONNE E COMUNITÀ LGBTQIA+

Ieri la Magni*fica Occupata Casa delle Donne* ha tentato una nuova occupazione dopo lo sgombero del 22 settembre.

Dopo appena un’ora e mezza di occupazione, la digos al completo ha preso a calci e pugni una quindicina di compagnx che si trovavano all’esterno e ha sgomberato coattamente lo spazio. Le compagne e lx solidalx sono statx circondatx da 4 camionette della celere.

È evidente che per sgomberare chi, da ormai più di 6 mesi, sta lottando per uno spazio sicuro contro la violenza di genere, la questura non badi a spese.

Così come non ha badato a spese quando, qualche mese fa, la squadraccia antidegrado della municipale (organo ben noto a chi vive a Firenze per i suoi metodi fascisti contro lx migrantx) è andata a sfrattare Anna, una donna che non poteva più permettersi l’affitto delle case popolari, spruzzandole lo spray al peperoncino in faccia e arrestandola per “resistenza”.

Tutto ciò con finale plauso di Nardella che si congratulava per “il ripristino della legalità”.
 
La stessa legalità che a Firenze fa svendere villino Borchi (l’ex Magni*fica) a imprese multinazionali, invece che a 20 milioni di euro (prezzo d’acquisto dell’immobile da parte della regione toscana) a 8 milioni, per farne l’ennesimo albergo di lusso. Questo in una città in cui si scacciano gli abitanti a suon di gentrificazione, fogli di via, decoro e sfratti violenti.
 
A Firenze c’è un problema che è noto a tuttx da troppo tempo: un’amministrazione degna del peggior feudalesimo che sta svendendo ogni cosa al miglior offerente.
 
Mentre prosegue la costruzione del terzo student hotel, gli spazi sociali vengono chiusi a suon di manganelli.
 
La Magni*fica è un’occupazione illegale, in un mondo in cui la legalità fa sì che uno sbirro stupratore apra un bar con pubblico elogio dei giornali locali, mentre una donna che non può pagare l’affitto viene sfrattata da prodi maschi patriottici armati a suon di botte.
 
La stessa legalità che ha portato a ben due agguati razzisti in città e all’assassinio di Samb, Diop e poi Idy Diene. Delitti che hanno portato denunce solo a chi è sces@ in piazza per protestare con rabbia contro il razzismo.
 
Quella legalità fatta di migrantx pestatx in stazione dalla polizia, detenutx massacratx di botte nel carcere di Sollicciano e di lavoratricx e studentx pestatx ai cortei.
 
Ma noi non reagiamo vittimisticamente.
 
Che lo stato faccia schifo, che la polizia faccia schifo, che Nardella e Giani facciano schifo, lo sappiamo benissimo.
Per questo non possiamo limitarci a dire che la polizia è violenta o che Nardella si è fatto il parco giochi privato a Firenze, e guai osare contestarlo.
 
Reagire continuando a lottare nelle strade nonostante i fogli di via, le denunce, le minacce delle guardie: è una necessità.
 
Questo è l’unico modo per ostacolare questo processo di repressione sociale in atto da troppo tempo.
 
La Magni*fica è illegale sì, ma è anche necessaria, come sono necessarie tutte le occupazioni di spazi abbandonati. Sia per dare casa a chi non ce l’ha, sia per darci spazi sociali sicuri.
 
La Magni*fica ha una progettualità ben precisa, è abitata da un’assemblea eterogenea ben determinata a costruirla.
Le narrazioni dei giornali su quali siano i nostri desideri le rispediamo al mittente assieme alle carte della questura che ci dipingono come leader o gregarie.
 
Siamo ben consce di agire spinte da un’urgenza, non solo in quanto compagne femministe, queer, transfemministe, ma anche in quanto donne, froce, lesbiche, nonbinary, sex workers, transex che vivono in un mondo eterocispatriarcale.
Abbiamo osato con la prima Magni*fica e ne siamo uscite felici e determinate a continuare questo percorso.
Non sarà il secondo sgombero a fermarci.
 
A Firenze la Magni*fica Occupata Casa delle Donne transfemminista queer ci sarà, così come ci sarà la lotta a sessismo, razzismo e omotransfobia ad ogni angolo.
 
Abbiamo disturbato la quiete dei signori della città, dei ricchi proprietari di immobili lasciati vuoti a marcire da decenni. Siamo coscienti che la repressione sappia dove colpire. Ma siamo anche consapevoli di essere una collettività che ogni giorno affronta il patriarcato nel suo quotidiano e che qualche carta straccia o maschi alpha armati e in divisa, non ci facciano paura.
 
La Magni*fica è un desiderio che sappiamo non appartiene solo a noi, lo dimostra la solidarietà ricevuta da tutt’ Italia, come dall’estero, oltre che dalla città che attraversiamo.
 
La Magni*fica è ormai una realtà!
 
Certo più oggettiva di quei progetti schifosi di decoro messi in atto da Nardella&co.
 
Non abbiamo alcuna intenzione di retrocedere!
 
La Magni*fica è una realtà!
La Magni*fica ritornerà!
W la Magni*fica
*Redazione

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