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Un colpo al cuore, di Piergiorgio Pulixi

Se avete avuto a che fare con Vito Strega, Mara Rais ed Eva Croce non potete non leggere Un colpo al cuore. Ma in effetti anche se non sapete nulla di loro, uno dei pregi di Pulixi è far conoscere questi personaggi a prescindere se in passato si è letto o meno qualcosa di loro.

Un noir di oltre 500 pagine potrebbe scoraggiare, ma questo non avviene in questo caso, arrivare alla fine e non rendersene conto. Un noir che entra, nel momento in cui mette sotto osservazione il sistema giudiziario, direttamente nel legal thriller. Quanto si può leggere è di estrema attualità. Un noir che affronta con toni decisamente forti, ma d’altra parte anche la lettura spesso necessita di stomaci forti, temi che sono all’ordine del giorno. Mala giustizia, populismo, mass-media e nuovi mezzi di comunicazione di massa …..

In passato altri scrittori si sono cimentati con i problemi relativi alle conseguenze nefaste della giustizia: Michele Navarra con Solo dio è innocente ed Antonio Manzini con Ultimi giorni di quiete. Corruzione, prescrizioni, assoluzioni …. che premiano chi invece dovrebbe essere condannato senza alcun ragionevole dubbio. Strega che, come potrebbe dire, il mai dimenticato Soriano è non solo “ triste e solitario ” ma anche misterioso. Strega che nonostante l’applicazione dei suoi studi di criminologia nell’analizzare i crimini si dibatte tra dubbi ed incertezze sulla perdita di significato della parola giustizia, tenendo in considerazione che anche chi ha il ruolo di indagare per scoprire, se disturba i poteri forti potrebbe essere confinato presso gli uffici “ delitti insoluti “.

Una giustizia talmente mal messa che abdica verso le vittime. E che dire a proposito della comunicazione di massa e del “ compito “ di orientare l’opinione pubblica da parte di televisione, con la mania della spettacolarizzazione, del creare il mostro da sbattere sullo schermo, e, ultimi arrivati, dei social, antidoto per anestetizzare la mente ma allo stesso tempo al servizio del controllo e di chi lo gestisce, o delle piattaforme che illudono chi le usa di avere un potere decisionale.

Chissà se a Pulixi è venuto in mente Brecht ed il suo “quando l’ingiustizia diventa legge, ribellarsi è un dovere”, a me di sicuro. Il populismo: odio, rabbia, emotività, un popolo assetato e desideroso dell’uomo forte che ristabilisca la giustizia negata, far saltare i meccanismi di un sistema giudiziario allo sbando, la giustizia che passa in mano alle masse. Tecniche di tortura riprese dal passato ed attualizzate di nuovo, tortura elemento non secondario in questo noir, attraverso il dentista. Dentista che assume su di sé l’essere non solo vendicatore, ma anche giustiziere al servizio del popolo; un giustiziere che trasmette i meccanismi perversi dell’emulazione, che non è un assassino ma un sobillatore della rabbia sociale, che deve accentuare l’odio tra la gente per far collassare il sistema e scatenare il caos e chiede, ad un “pubblico “, divenuto complice, una sorta di “ autorizzazione a procedere “ …. a cui si attiene, che di fatto è l’interprete del sentimento popolare. Pubblico/popolo educato all’odio per predisporsi ad accettare la violenza. Un dentista che ci riporta alla mente anche il cinema con Charles Bronson del Giustiziere della notte o Alberto Sordi di Un borghese piccolo piccolo. Ma se prima abbiamo citato Brecht, non possiamo astenerci dal citare Canetti e Massa e potere e lo studio sulla psicologia delle masse. Un accenno dovuto all’uso del dialetto sardo che accentua la durezza del tutto. Arrivati alla fine Un colpo al cuore non darà risposte alle tante domande che emergono dalle oltre 500 pagine ma di sicuro aiuta a capire il livello raggiunto in questo paese, e non solo.

Piergiorgio Pulixi, Un colpo al cuore, Rizzoli, Milano 2021, pp. 516, € 16.00

Edoardo Todaro