Vaccini, 330 morti in più stimati in Toscana per la mancata vaccinazione degli over 70

L’Office of National Statistics – l’Istat britannico – è riuscito a definire in vite umane il valore di una vaccinazione contro il Covid19. Ebbene: 493 iniezioni per gli individui con un’età tra i 70 e i 74 anni sarebbero sufficienti ad evitare un morto. Vaccinare diecimila persone tra i 75 e i 79 anni in meno rispetto ai piani può costare la vita a 42 individui. Lo afferma la ricerca inglese presentata in Italia il 30 marzo scorso dal professor Francesco Grillo, intitolata “Lo scomodo confronto tra Londra e Bruxelles” e compiuta sulla base dei dati dell’ultimo anno di pandemia e degli ultimi tre mesi di vaccinazioni nel paese europeo che più ha subito il Covid e con più successo ha poi condotto la campagna vaccinale.

Se teniamo conto di questi valori in termini di vite salvate dal vaccino e li applichiamo alla campagna vaccinale organizzata dalla Regione Toscana*, sorprende il maggior numero di giovani che risultano vaccinati rispetto agli anziani: 71.373 dosi a chi ha tra i 30 e i 39 anni, a fronte di 61.738 dosi a chi ha tra i 70 e i 79. Sorprende anche il dato relativo al numero di vaccini somministrati alla categoria “altro” che si attesta a 101.048 vaccinazioni su 628.667, un sesto circa del totale privo di specificazione e giustificazioni plausibili.

Le conseguenze della scelta delle categorie da vaccinare prioritariamente fatte dalla Regione Toscana si incrociano con quelle derivate dalla tardiva decisione, datata 8 marzo, del gruppo di lavoro del Consiglio Superiore di Sanità (resa nota da una circolare diffusa dal Ministero della Salute “Covid-19 vaccine AstraZeneca nei soggetti di età superiore ai 65 anni) di estendere la somministrazione AstaZeneca agli over 65. Colpevole ritardo, perché l’Agenzia europea dei medicinali (EMA) lo aveva autorizzato a partire dai 18 anni senza limite d’età già a partire dal mese di gennaio.

Sommando le 101.048 dosi andate ad “altri” alle 62.094 dosi che hanno privilegiato i trentenni (escludendo dal totale dei trentenni vaccinati in Toscana di 71.507 un 13% che, da stime nazionali, fa già parte della categoria Altro) arriviamo alla cifra di 163.142 vaccini che sono andati a chi ne aveva meno bisogno di altri. Dividiamo questa cifra per 493 (il numero di vaccinazioni che in Gran Bretagna salverebbe una vita) e giungiamo alla stima di 330 morti in più in Toscana rispetto agli attesi se il governo regionale avesse imposto criteri più stringenti sulle categorie e se l’ISS avesse per tempo divulgato l’apertura di AZ agli over 65. Come ha detto lo stesso Presidente del Consiglio Mario Draghi alcune Regioni “trascurano i loro anziani in favore di gruppi che vantano priorità probabilmente in base a qualche loro forza contrattuale”. 

Esiste un costo in vite accettabile, quegli oltre 300 morti applicando i calcoli dello studio inglese, per il combinato disposto delle scelte del Consiglio Superiore di Sanità e di chi governa la Regione Toscana? È una domanda che poniamo alla collettività, ai cittadini e alle cittadine toscane che soffrono questa situazione di estrema delicatezza dovuta alla pandemia, una domanda utile affinché sia fatta maggiore chiarezza; una domanda che si aggiunge alle tante altre a cui sta cercando di rispondere anche la Procura di Firenze che sta già indagando sulla campagna vaccinale toscana.

perUnaltracittà – laboratorio politico

*I dati afferenti alla Campagna vaccinale della Regione Toscana sono disponibili sul sito del governo italiano ed offrono la possibilità di compiere diverse analisi sulle vaccinazioni censite fino al 30 marzo 2021 a partire dal 27 dicembre 2020, data di inizio della campagna.

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