Salviamo il Pian di Ripoli e le sue colline

Dal 2009 ad oggi il Gruppo Per Una Cittadinanza Attiva di Bagno a Ripoli si è sempre occupato delle problematiche relative alla gestione del territorio, scontrandosi più volte con le precedenti amministrazioni Bartolini, ma esisteva un’idea condivisa: il territorio al di là della proprietà, riguardava tutti i cittadini nella convinzione che si tratti di un bene comune.

Con la Giunta Casini questa condivisione appare molto lontana: nel 2017 fu avviato un avviso pubblico per rivedere il Piano Strutturale vigente, rivolgendosi, purtroppo, quasi esclusivamente ai proprietari immobiliari, legittimando solo l’aspetto dello sfruttamento del territorio. Nel nuovo Piano, non ancora adottato ma soltanto presentato nelle ultime settimane in Commissione consiliare, possiamo vedere come queste aspettative nel loro insieme siano state tradotte su un territorio a vocazione agricola e non possiamo che esprimere la nostra più viva preoccupazione. Tutte le associazioni ambientaliste del territorio l’hanno manifestata con un lungo documento ai Consiglieri, unici soggetti legittimati ad approvare gli atti urbanistici.

Nel frattempo il Tar ha rigettato la richiesta di sospensiva della realizzazione del Centro Sportivo sul Pian di Ripoli presentato da Italia Nostra, sollevando un problema formale sui tempi di presentazione del ricorso (immediatamente verificabile) e quindi risultano “incomprensibili” i ritardi e i rinvii del pronunciamento. Purtroppo nutrivamo e continuiamo a nutrire dubbi sulla legittimità degli atti urbanistici senza una sentenza di merito. Se il Piano Strutturale e Piano Operativo venissero adottati con le previsioni ancora confuse e mutevoli ogni giorno, Il Pian di Ripoli scomparirà tra nuove infrastrutture in grado di concentrare il traffico privato nel Pian di Ripoli e nuove edificazioni.

Ma le novità non riguardano solo il Pian di Ripoli ma anche le colline. Dalla parte di Sorgane si farà un parco dove ne esiste già uno naturale ma lo si vorrebbe infrastrutturare come fosse un giardino urbano. Tre Associazioni sono state illuse inizialmente dalla Amministrazione di partecipare alla fase progettuale e poi in pratica “scaricate”. Sulla collina di Rimaggio è in fase avanzata di realizzazione un parco privato chiuso che ha trovato contrarietà di un Comitato che ha organizzato una manifestazione davanti al Comune nella scorsa settimana.

Inoltre in questi giorni, sempre a proposito di gestione del territorio, è stato venduto il podere Le Corti, dove le amministrazioni degli anni ottanta ambivano a realizzarvi un Museo della Civiltà Contadina questa ambizione si è dissolta definitivamente. Come del resto sta succedendo anche per Mondeggi, che è ancora a rischio vendita nonostante la notizia di alcune settimane fa, in cui si dava per certo un uso del Ministero di Grazia e Giustizia.

Se andiamo avanti così il nostro pregiato e fragile territorio subirà, nell’arco di pochi anni, trasformazioni inimmaginabili e senza un processo di partecipazione popolare tradendo così una lunga tradizione democratica della sinistra ripolese. Specialmente adesso che tutte le amministrazioni sono chiamate a rispettare quanto previsto dall’ Agenda 2030 sui Cambiamenti Climatici che richiedono scelte ecologiche radicali e per questo da condividere a maggio ragione con la popolazione.

Sorprende invece che un Sindaco giovane come il nostro non ne tenga alcun conto, anzi incarni una visione sviluppista del territorio e poco democratica dell’uomo solo al comando. Pertanto questo Gruppo cercherà di informare la popolazione su ciò che l’attende ed insieme formulare tutte le alternative possibili alla periferizzazione del territorio ripolese che si può già intravedere, richiamando tutto il Consiglio Comunale a valutare le responsabilità che si assume avallando scelte solitarie del Sindaco Casini.

perunaCittadinanzaAttiva (Bagno a Ripoli)

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