#Splitovunque: a Bologna occupato Student Hotel

Il 17 novembre, a Bologna, la seconda città più cara d’Italia, student* e precari* hanno occupato simbolicamente la hall di The Student Hotel. Qui il loro comunicato per il lancio della campagna #Splitovunque

È ormai novembre, mese in cui si potrebbe dire “les jeux sont fait”. A questo punto dell’autunno, la folle ondata di ricerca di casa giunge a un suo (almeno apparente e momentaneo) picco, in cui: qualcun ha forse avuto la “fortuna” di trovare un tetto sotto cui stare, qualcun altr* si sta ancora arrangiano nei modi più improbabili pur di non abbandonare la ricerca di casa e chissà quant* però sono stat* costrett* a tornare nelle proprie città rinunciando alla prospettiva di una vita universitaria.

Non crediamo che tutto ciò sia una fatalità. La situazione abitativa a Bologna, per la comunità studentesca, e non solo, ha raggiunto dei livelli disumani, in un contesto ancora più precario per gli effetti di due anni di pandemia. I prezzi delle camere non tengono minimamente conto delle fragili possibilità economiche di chi si accinge a vivere Bologna, ed è uno scempio quanto queste camere e queste case siano spesso fatiscenti, microscopiche e inaccoglienti. Le condizioni di vita negli studentati pubblici non sono di certo migliori: in questi ultimi il ricatto del prezzo viene solo sostituito con il ricatto del merito, venendo sottoposti a ritmi di studio folli per poter aver confermata la borsa di studio e l’alloggio. Inoltre ci si trova costrett* a vivere in vere in veri e propri dormitori, spesso con delle fattezze da ghetto lontano dal centro e con una gestione interna della vita comune asettica e opprimente.

Ma, con tutti i limiti del caso, aver trovato un posto letto in studentato o una casa fatiscente, è già un “gran risultato” in quella giungla metropolitana che è Bologna. I posti in studentato sono del tutto insufficienti a soddisfare il bisogno annuale di posti letto a prezzo calmierato, producendo ciclicamente l’esclusione di gran parte della comunità studentesca ritenuta idonea, il tutto con una soglia per il beneficio che non è minimamente rappresentativa della reale condizione economica di ognun di noi.

D’altro canto le stanze ci sono, ma sono spesso tenute vuote per la speculazione immobiliare o destinate a fini più redditizi, vedi b&b, studentati di lusso, etc.

Non siamo dispost* ad accettare questa guerra della miseria, pretendiamo case e non sgabuzzini, le vogliamo accessibili senza il ricatto economico o del merito, le desideriamo subito!

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