Culla per la vita, De Zordo e Conti: "Favorire anonimato della madre e sostenere adozione negli ospedali: ecco aiuto reale alle donne e ai neonati"

  • Tempo di lettura:4minuti

2012-09-28 14:51:57

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<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: georgia,serif;">Movimento antiabortista pro-life rilancia la culla termica esistente e non nutilizzata in San Remigio<br /></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="color: #cc0000;"><strong><span style="font-family: georgia,serif;">Culla per la vita, De Zordo e Conti: "Favorire anonimato della madre e sostenere adozione negli ospedali: ecco aiuto reale alle donne e ai neonati"</span></strong></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: georgia,serif;"> </span></p>
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<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: georgia,serif;">"Le "culle per la vita", sponsorizzate in Italia quasi tutte dal Movimento per la vita e collocate fuori dalle chiese sono presìdi ideologici che non aiutano le donne- che infatti le usano molto poco –  e le colpevolizzano se intendono esercitare il diritto all’aborto." lo dichiarano Ornella De Zordo, capogruppo in consiglio comunale e Francesca Conti, consigliera per le pari opportunità </span><span style="font-family: georgia,serif;"><span style="font-family: georgia,serif;">di perUnaltracittà.</span></span></p>
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<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: georgia,serif;"><span style="font-family: georgia,serif;">"</span>Oggi a Firenze è stato lanciato il progetto "Culla per la vita" riferito alla culla termica<strong> </strong>già esistente dal gennaio 2006 presso la Chiesa di San Remigio, storica parrocchia di Don Giancarlo Setti, che proprio lì aveva ospitato la sede del Movimento pro life e che viene oggi gratificato di una strada a suo nome dall’amministrazione comunale", sostengono De Zordo e Conti che aggiungono: " Il decennale della morte di don Setti  è stato festeggiato pochi giorni fa con la dedica di una via da parte del Comune di Firenze che l’ha preferito all’ormai evidentemente rottamabile perchè antiquato San Remigio vescovo di Reims." <br /></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: georgia,serif;">"Il Movimento per la vita è noto per le incursioni davanti agli ospedali dove si pratica, come la legge consente, l’aborto assistito ed è famoso all’interno dei consultori per l’opera di colpevolizzazione delle donne che decidono di abortire, mostrando così il contrario di quello che i volontari sostengono, ovvero un profondo disinteresse per la salute psicofisica della madre e degli stessi figli." commentano De Zordo e Conti.<br /></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: georgia,serif;"> "La legge in Italia consente già dal 1975 alle donne di partorire in ospedale con la necessaria assistenza medica e di restare nel più totale anonimato dando i neonati in adozione: è quindi del tutto ideologica la scelta di una culla termica in luoghi esterni." proseguono le due consigliere, secondo le quali:<br /></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: georgia,serif;">"Con i proclami pro life e le culle termiche fuori dalle chiese si sfruttano situazioni di grande povertà e di difficoltà non solo economica ma anche psicologica di donne costrette ad abbandonare figli che non sono in grado di accudire. E’ quindi un grande atto di irresponsabilità incentivare tale pratica invece di migliorare la situazione di queste madri per renderle in grado di tenere con sé i figli e di crescerli soprattutto in un momento di crisi economica come quello che stiamo attraversando e che rischia di aggravare la situazione."</span></p>
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<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: georgia,serif;">"Sono circa 350/400 all’anno i figli dei parti segreti nel nostro Paese, partoriti quindi in anonimato dalle madri e dati in adozione, anche se le cifre non sono certe, non esistendo un’anagrafe degli abbandoni. Secondo le stime dell’Associazione Salvabebè il 70% di queste donne è straniera mentre i restante 30% è composto da ragazze italiane, giovanissime, spesso cresciute in aree degradate e difficili del nostro paese." </span></p>
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<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: georgia,serif;">"Se nell’ Ottocento le donne che ogni anno abbandonavano i propri figli erano circa 40.000 e oggi il numero non supera le 400 unità, questo è certamente dovuto al miglioramento delle condizioni di vita del nostro paese. Ma moltissimo c’è ancora da fare, e invece di  moltiplicare le culle termiche sarebbe meglio che le istituzioni moltiplicassero, sul serio, i sostegni e gli aiuti alle madri in difficoltà spesso povere e in situazioni violente e degradate- dichiarano De Zordo e Conti che concludono: "Ma forse questa inaugurazione è solo un modo per attaccare di nuovo i diritti acquisiti dalle donne come la libertà di scelta sull’aborto e per rilanciare un’iniziativa che, in 6 anni, nessuna madre in difficoltà  ha mostrato di ritenere utile?"</span></p>
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