Villa di Rusciano: la Soprintendenza chiede al Comune di procedere subito con la manutenzione

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Spesso il ridicolo sfuma nel tragico, questo significa che in certe circostanze il riso non può non essere che amaro. L’11 marzo del 2016 alcuni cittadini di Gavinana, inascoltati dall’amministrazione comunale, facevano esposto alla Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio e al Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Firenze richiedendo una verifica dello stato di manutenzione della Villa di Rusciano.

Villa che, secondo autorevoli studiosi, dopo un rifacimento ad opera del Brunelleschi, ha anche una notevole importanza paesaggistica testimoniando il rapporto pianura-collina che definisce il modo di essere della città tutta. Ma come sappiamo, l’amministrazione comunale l’ha messa in vendita con una base d’asta che richiama il primo tratto del ridicolo di cui parlavamo all’inizio, trattandosi infatti di una vera e propria svendita. Da notare che la stessa amministrazione si starebbe impegnando per una cifra superiore per l’acquisto della Leopolda che come valore artistico, storico e di testimonianza non è minimamente confrontabile con il Complesso di Rusciano. Il fatto da segnalare consisteva nell’incuria e nella totale mancanza di qualunque specie di manutenzione da parte dell’amministrazione comunale.

finestra
vetro rotto
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altro pluviale rotto

Il 6 di giugno la risposta della Soprindente: “In attesa di un auspicabile intervento di restauro complessivo dell’immobile, si chiede di provvedere alla manutenzione ordinaria e di intervenire con urgenza sulle situazioni a rischio. In particolare, si invita a provvedere alla sostituzione e riparazione dei pluviali rotti, onde evitare un incremento delle infiltrazioni e del degrado degli intonaci delle facciate (già in fase avanzata) e di intervenire sui lucernari in vetrocemento e sugli infissi al fine di arrestare le infiltrazioni d’acqua nel sottosuolo”.

Come si intuisce, i fatti rilevati durante un sopralluogo sono di un ridicolo che sfiora il demenziale-delinquenziale: ci sono grondaie e scarichi delle stesse rotti in maniera tale che l’acqua dilava gli intonaci. Ci sono infissi che non tengono, ma anche semplicemente dei vetri rotti e non sostituiti che fanno penetrare l’acqua all’interno. Cose dunque che l’inquilino più sbracato avrebbe riparato. Non si tratta infatti di un intervento di restauro complessivo certamente costoso, ma di quella ordinaria manutenzione che tutti avrebbero messo in atto.

pluviale palestra
pluviale rotto
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il ritratto marmoreo scomparso

Ma non è finita qui: “Si chiede inoltre di avere notizie circa il tondo in marmo raffigurante Federico da Montefeltro originariamente posizionato nella facciata nord della Villa e sulla fontana marmorea sita nel giardino d’inverno, dei quali i cittadini segnalano la ‘scomparsa’”.

Ovviamente una villa non si può rubare, ma forse alcuni degli ornamenti impreziosenti la stessa lo sono, certamente con un certo sforzo: il ritratto marmoreo è stato scalpellato per estrarlo dalla sua sede e una fontana non è certo un oggetto che ci si può mettere in tasca.

Speriamo che siano stati semplicemente spostati, anche se l’opportunità di una operazione del genere ci lascerebbe egualmente perplessi. Perché lasciare una facciata con i segni della ferita dell’asporto violento del tondo marmoreo? Perché spostare la fontana?

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la fontana scomparsa

Il ragionamento è questo: un bene comune risultante da un lascito al quale non sia stata applicato quel livello di manutenzione minima e logicamente indispensabile, degrada e perde di valore. Ci sorge allora una domanda da porre alla Corte dei Conti (domanda realmente posta tramite altro esposto dei cittadini) e questa consiste nel fatto se ci siano o meno gli estremi per una procedura di messa in mora della amministrazione, la quale, con un comportamento di inedia conservativa, ha di fatto inciso sulla valutazione economica dell’immobile, provocando così un danno alla collettività tutta.

*Gilberto Pierazzuoli, Cantiere Beni Comuni Q3

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Gilberto Pierazzuoli

Attivista negli anni 70 . Trasforma l'hobby dell'enogastronomia in una professione aprendo forse il primo wine-bar d'Italia che poi si evolve in ristorante. Smette nel 2012, attualmente insegnante precario di lettere e storia in un istituto tecnico. Attivista di perUnaltracittà.

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