A Firenze guai a toccare la rendita. Solidarietà agli occupanti di via Toselli

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Con una muscolare prova di forza agostana è stata sgomberata la palazzina occupata di via Toselli. Uno spiegamento impressionante di forze dell’ordine che ha bloccato un quartiere intero per un giorno e mezzo, intervenendo con la solita violenza: botte agli occupanti, mobili fracassati, lacrimogeni lanciati dentro l’edificio, cariche contro il presidio spontaneo di solidarietà che si era formato fin dalla mattina dello sgombero.

Un edificio vuoto da anni, proprietà della solita immobiliare che aspetta il momento giusto per massimizzare la speculazione, era diventato un centro di aggregazione, di attività sociali, politiche e culturali com mostre, cicli di film, laboratori e tanto altro.

unnamedMa guai a chi toccca rendita e i profitti! In una città sempre meno vivibile, sempre più svenduta ai grandi interessi economici, in cui conta sempre e solo la logica neoliberista dello sfruttamento e dell’accumulazione da parte di pochi sulla pelle dei molti. Evidentemente, per chi governa il problema non è la mancanza di case ma una occupazione di spazi abbandonati, non è l’assenza di luoghi di socialità e di aggregazione che non siano i soliti squallidi locali da aperitivi a 10 euro il colpo, ma l’autorganizzazione dal basso, la riappropriazione degli spazi, il non piegarsi alla logica dominante.

Una amministrazione vergognosamente china ai voleri dei potenti e completamente assente per i bisogni dei cittadini, e forze dell’ordine sempre pronte a mostrare muscoli e manganelli hanno fatto bella mostra di sè in questa come in tante altre occasioni.

Tutta la nostra solidarietà agli occupanti, che proprio ora vengono processati per direttissima, e a tutti i ribelli che non piegano la testa, e inventano ogni giorno una vita e un mondo diverso!

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perUnaltracittà

All'opposizione in Consiglio comunale a Firenze dal 2004 al 2014, la lista di cittadinanza perUnaltracittà è poi diventata laboratorio politico per partecipare alle vertenze sul territorio e dare voce alle realtà di movimento anche attraverso la rivista La Città invisibile.

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