Alleanza NATO: se 70 anni vi sembran pochi

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Il 4 aprile di 70 anni fa venne firmato a Washington il Trattato NATO (North Atlantic Treaty Organization) dai ministri degli esteri di Stati Uniti, Canada e di 11 paesi dell’Europa occidentale. Per i giovani la NATO è quasi un fatto naturale, ma chi ha una certa età dovrebbe ricordare che l’Alleanza Atlantica ha avuto un ruolo deleterio, condizionando pesantemente le scelte politiche interne, e giocando un ruolo anche nelle oscure trame che hanno insanguinato il nostro paese, i misteri d’Italia tuttora irrisolti.

Dopo 70 anni è più che mai necessario porre l’obiettivo di un’uscita dell’Italia dalla Nato e della NATO dall’Italia, e di un suo definitivo scioglimento. Con questo scopo il 4 aprile sarà una giornata di mobilitazione a livello mondiale per chiedere lo scioglimento della NATO.

Torbida genesi
Nel 1949 era iniziatala Guerra Fredda e Washington era in preda al parossismo del pericolo comunista. In Italia le torbide manovre politiche che prepararono il clima atlantico erano iniziate ben prima della fine della Seconda Guerra Mondiale, quando il paese era ancora occupato dai nazisti. Dal 1943 al 1945 si giocò soprattutto in Sicilia e nel Sud una partita decisiva per il futuro del paese. Herbert Kappleri organizzò, con la complicità dell’aristocrazia e del Vaticano, una rete nazifascista e paramilitare clandestina, legata ai poteri criminali e al banditismo. Gli USA dal 1942 attraverso la mafia americana attivarono una rete informativa in Sicilia in vista dello sbarco. Dopo la guerra la rete nazifascista cambiò forme, integrandosi con mafia, separatismo, indipendentismo, banditismo, con esplicite complicità e coperture delle forze dell’ordine: cambiò solo chi dava gli ordini, il Comando Alleato in Italia. Già allora il nemico non erano i nazisti ma il comunismo!
Il 10 luglio 1947 fu creata la CIA, gli USA fornirono armi e denaro ai movimenti paramilitari anticomunisti, neofascisti e monarchici: furono i prodromi della struttura segreta Stay Behind e “Gladio”.

La firma del trattato NATO comportò conseguenze pesanti, sul piano militare si ebbero cessioni di quote di sovranità in cambio di garanzie contro il nemico esterno e interno: iniziò la militarizzazione dell’Italia, con l’invasione delle basi militari straniere! Oggi soni più di 100.
La NATO è sempre stata lo strumento col quale gli USA hanno pesantemente condizionato gli affari interni italiani: la fedeltà atlantica è stata la condizione posta a tutte le forze di sinistra che hanno avuto ambizioni istituzionali o di governo. Avvenne per l’apertura al PSI nei primi anni ’60 (Governo di centro-sinistra); si ripeté per il PCI in vista del Compromesso Storico negli anni ’70. Avvenne dopo la caduta del regime franchista per il Partito Socialista spagnolo; è accaduto alla giovane Slovenia, le cui posizioni favorevoli al disarmo nucleare rientrarono quando si trattò di aderire alla NATO; è accaduto a tutti i paesi dell’Est europeo. La «gabbia» della Nato è stata un potente strumento di allineamento politico.

Ma non bastò la fedeltà atlantica per evitare al PSI la trappola che scattò nell’estate 1964, per neutralizzare l’apertura ai socialisti, con il “Piano Solo”, preparato dal generale De Lorenzo e dal Sifar (il servizio segreto dell’esercito) d’accordo con il Presidente della Repubblica Segni e gli USA, guarda caso 12 giorni dopo l’autorizzazione del Parlamento ad aderire alla NATO, e 5 giorni prima della firma del Patto a Washington. Del Sifar sono ormai note non solo le illegalità, ma anche i profondi legami con la NATO: una rete organica fra organizzazioni eversive, servizi segreti, esercito, carabinieri e ufficiali della NATO per garantire la nostra fedeltà atlantica e arginare i comunisti.

I primi anni ‘60 furono cruciali per il futuro del paese. Un’operazione a vasto raggio tagliò definitivamente le gambe ai progetti di uno sviluppo autonomo e avanzato dell’Italia: l’omicidio di Enrico Mattei (27 ottobre 1962), gli intrighi delle «Sette Sorelle» petrolifere, la fine delle aspirazioni nucleari italiane con l’attacco nel 1963 al Presidente del Cnen, Felice Ippolito, ecc.

Da un golpe all’altro
Partì la strategia della tensione, con vaste complicità internazionali, all’interno del contesto atlantico. È impossibile riassumere eventi così complessi, e con aspetti tuttora oscuri. Complicità di apparati dello Stato (carabinieri, esercito), forniture di armi e avallo della NATO, organizzazioni fasciste italiane (1966 Ordine Nuovo) e internazionali, e ovunque la mafia. Ma esisté probabilmente una struttura clandestina internazionale più ampia che non conosciamo, inglobata dell’apparato difensivo NATO. Un filo rosso ha collegato la strage di Piazza Fontana (12 dicembre 1969), il tentato golpe del comandante Junio Valerio Borghese (7 – 8 dicembre 1970), il tentativo di golpe bianco di Edgardo Sogno (estate 1974), la strage di Piazza della Loggia (Brescia 28 maggio 1974), la strage dell’Italicus (3-4 agosto 1974).

Risuona ancora come un monito la drammatica accusa di Per Paolo Pasolini sul Corriere della Sera del 14 novembre 1974: «Io so. Io so i nomi dei responsabili di quello che viene chiamato “golpe” (e che in realtà è una serie di “golpe” istituitasi a sistema di protezione del potere). Io so i nomi dei responsabili della strage di Milano … di Brescia e di Bologna … del “vertice” che ha manovrato sia i vecchi fascisti ideatori di “golpe”, sia i neo-fascisti autori materiali delle prime stragi, sia infine, gli “ignoti” autori materiali delle stragi più recenti … Io so. Ma non ho le prove. Non ho nemmeno indizi.»ii. Pasolini fu assassinato il 2 novembre 1975, 11 mesi e 18 giorni dopo!

Ma la scia si sangue continuò. La vicenda del rapimento Moro nel marzo 1978 ebbe una svolta quando fu chiaro che lo statista stava parlando e rivelando segreti indicibili: tra questi Gladio e il sistema difensivo della NATO. Il segreto venne protetto con tutti i mezzi: i costanti depistaggi dei servizi nei confronti della magistratura nelle indagini per gli attentati e le trame volevano impedire che i giudici scoprissero l’esistenza di Gladio e della rete di organizzazioni paramilitari clandestine legate alla NATO.

I misteri e le ipoteche atlantiche non finiscono qui. Per la strage di Ustica (27 giugno 1980) il ruolo del nostro paese nel contesto internazionale consentiva a navi ed aerei militari stranieri di scorrazzare nei nostri cieli e mari, e consente a Francia e Stati Uniti di tacere ad ognii richiesta di chiarimento. Questo si è ripetuto per il disastro della Moby Prince dell’11 aprile 1991 con l’ormai indubbia quanto misteriosa presenza di navi da guerra quella notte nella rada di Livorno. È evidente per tutti che gli Stati Uniti e i paesi della NATO conoscono perfettamente la verità, non solo su questo ma su tutti i misteri italiani.

1999, “Il nuovo concetto strategico”, esplicita aggressività della NATO
Con il crollo dell’URSS e la fine della Guerra Fredda sarebbe stato logico che la NATO venisse sciolta. Ma gli USA non avrebbero mai rinunciato a questo strumento di condizionamento della politica degli Stati membri! Anzi la NATO è stata allargata a tutti i paesi europei che appartenevano al blocco comunista, accerchiando la Russia; e recentemente perfino alla Colombia, ovviamente per accerchiare il Venezuela! Con il Nuovo Concetto Strategico del 1991 la NATO si è trasformata in un’alleanza apertamente aggressiva e interventista: proiettare ed affermare gli interessi dei paesi membri – ma in primo luogo degli USA – in qualsiasi parte del Pianeta. L’adesione alla NATO ha privato i paesi dell’Unine Europea di una politica estera autonoma. Ci vincola alle missioni neocoloniali all’estero, e ci costringe ad aumentare una spesa militare rovinosa.
Settant’anni bastano! Rilanciamo l’uscita dalla NATO e il suo scioglimento.

*Angelo Baracca

LETTURE
G. Carrubea, Storia Segreta della Sicilia. Dallo Sbarco Alleato a Portella della Ginestra, Bompiani, Milano, 2005.
G. De Lutiis, Storia dei Servizi Segreti in Italia, Editori Riuniti, Roma, 1991.
Stefania Limiti, L’Anello della Repubblica, Chiarelettere, Milano, 2009.

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Angelo Baracca

Già Professore di Fisica all'Universita di Firenze, è specializzato nelle tematiche legate al nucleare civile e militare, e ha pubblicato più di 100 articoli su questi temi in riviste internazionali e nazionali,oltre a vari manuali didattici e saggi. Fin dagli anni ’70 partecipa al movimento antinucleare ed ecopacifista, nel 1999 promotore del Comitato Scienziate/i Contro la Guerra. Sui temi dell'energia nucleare, armamenti nucleari e disarmo ha pubblicato: “A Volte Ritornano. Il Nucleare” (2005) e “L’Italia Torna al Nucleare?” (2008). Ha collaborato con Università e Centri di Ricerca in Francia, Gran Bretagna, Germania, Spagna, Cuba, Argentina.

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