Il 25 aprile siamo noi

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Il 25 Aprile, per noi, non è una ricorrenza ma una data che simboleggia i valori e gli insegnamenti che cerchiamo di mettere in pratica nel nostro agire politico quotidiano.
Il 25 Aprile è quindi un momento unificante per tutti coloro che credono nella necessità di un cambiamento radicale dello stato di cose che abbiamo davanti, e allo stesso tempo uno spartiacque rispetto tanto ai fascisti, quanto a coloro che in questa data vedono solo un momento rituale e commemorativo svuotato di ogni significato politico e spinta trasformatrice.
Non ci è mai interessato, né tanto meno adesso, il richiamo alla “unità nazionale” e alla “memoria condivisa”, e la situazione attuale rafforza la nostra convinzione: unità e condivisione con chi? Con chi mette il profitto davanti ad ogni altra cosa? Con gli stessi padroni che finanziarono i fascisti e la guerra? Con chi continua a finanziare il settore militare a scapito di scuola, sanità e trasporti? Con i fascisti o con chi con i fascisti sta al governo?

Un governo come quello Draghi, rappresentante diretto delle banche e della UE – responsabili delle politiche di austerità – la cui grande ammucchiata è tenuta insieme dall’unico obiettivo di mettere le mani sui fondi (per aziende e grandi opere) del Recovery Fund e aumentare i processi di privatizzazione e sfruttamento.
Un governo che non rappresenta che l’ennesima tappa, ultima solo in ordine di tempo, di un lungo percorso in cui dal dopoguerra ad oggi i fascisti sono stati reintegrati sin da subito nei posti di comando, nell’esercito, nelle questure, nelle prefetture ed hanno continuato a dare il proprio apporto allo Stato contro l’emancipazione della classe lavoratrice, sia occupando spazi sempre maggiori all’interno delle istituzioni, sia come manovalanza armata e addestrata a compiere omicidi politici e le peggiori stragi, da Portella della Ginestra fino alla strage di Bologna. Proprio la strage di Bologna, per tempistiche e mandanti, ci sta raccontando ancora molto sulle trame, gli intrecci tra Stato, mafie, neofascisti e gli artefici.

Con lo “stato di emergenza” avanza la sistematica soppressione delle agibilità politico-sindacali dei lavoratori, come quella di sciopero, di assemblea, di manifestazione. È palese il tentativo di limitare la libertà di espressione, di silenziare le voci critiche, così come è evidente che la classe dominante vuole approfittare della situazione per limitare anche in futuro le manifestazioni e le espressioni collettive della protesta politica e sociale, applicando anche i famigerati decreti sicurezza di Salvini.
Con il pretesto dell’epidemia si sono rafforzati l’autoritarismo e la militarizzazione della vita sociale. Inoltre, sono stati colpevolizzati i singoli cittadini per la diffusione del contagio al fine di nascondere le gravi responsabilità che vanno individuate nel proseguimento a tutti i costi della produzione (di profitti) da parte dei capitalisti, nella demolizione della sanità pubblica, dei trasporti e della scuola.

Anche per queste ragioni non può e non deve essere sottovalutata la nomina del Generale Figliuolo a Commissario straordinario per l’emergenza Covid, che si presenta in tv con cimiteri di croci sul petto guadagnate per i servizi resi nelle guerre imperialiste dell’Afghanistan e Kosovo, per impartire ordini su tracciamenti, vaccinazioni, scuola, lavoro e sanità, tanto per abituare alla presenza militare sui territori: una nomina che ha un sapore amaro di gestione marziale della “emergenza” e che lascerà il segno nella gestione ordinaria del domani.

Ma il 25 Aprile è anche il simbolo di una storia incompiuta, la storia di tutti i partigiani e i gappisti, che avevano chiaro che la cacciata dei nazifascisti non fosse che una tappa nella conquista di un mondo nuovo e diverso: è la storia della Resistenza Tradita, un riferimento per tutti i lavoratori, i compagni e le compagne che lottano oggi in continuità con le battaglie dall’immediato dopoguerra fino alle grandi mobilitazioni popolari degli anni ’60 e fino agli anni ’80 culminati con i carri armati in strada, in difesa della Confindustria. È la resistenza delle centinaia di compagni ammazzati dai fascisti e dalla polizia, degli arrestati e dei torturati nelle carceri e nelle questure.
Non per questo però quella storia, la prospettiva di emancipazione, la necessità di una realtà in cui prevalgano la solidarietà e la dignità dei lavoratori e delle lavoratrici, di un mondo che rifiuti lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo, sulla donna e sull’ambiente e le logiche di guerra e repressione, è stata sconfitta. La resistenza continua!

Quella storia oggi siamo noi, le nostre vertenze, le nostre battaglie, le nostre lotte, e pensiamo sia fondamentale che questo “noi” si manifesti il 25 Aprile 2021 in piazza Santo Spirito!

Firenze Antifascista

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