A Firenze: Ulisse Dini occupato perché senza spazi non è Università

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Abbiamo passato più di un anno di pandemia, abbiamo imparato cosa significa e come stare attent* per non contagiarsi, abbiamo un anno di esperienza. Nonostante ciò il nostro Ateneo continua a rifiutarsi di concederci lo spazio adeguato per studiare e vivere l’Università, con o senza pandemia!

Per questo abbiamo inizialmente organizzato i VenerDini, pomeriggi di studio liberi per tutt* coloro che ne avessero bisogno, per dimostrare che un’Università aperta e libera è possibile, anzi necessaria. Questo percorso è stato portato avanti insieme alla mobilitazione “Questa Non E’ Università”, ottenendo la riprova che gli/le studenti esigono uno spazio libero e fruibile sia per momenti di socialità e aggregazione, sia per semplice studio, dato che persino l’atto di studiare è diventato ormai un atto di protesta.

Invece di aprire sempre più spazi e luoghi per studiare e confrontarsi, considerando che siamo tutt* in sessione, l’Ateneo ha deciso di chiudere i plessi universitari nei giorni del 24 e 25
giugno, susseguiti poi dal fine settimana del 26 e 27 giugno: 4 giorni in cui per molt* sarà particolarmente difficile studiare e prepararsi per gli esami.

Vista la necessità di luoghi appositi allo studio, abbiamo deciso di occupare l’edificio del Dipartimento di Matematica e Informatica Ulisse Dini nei giorni di mercoledì 23, giovedì 24 e venerdì 25 giugno. Organizzeremo vari incontri, assemblee e iniziative, ma soprattutto apriremo aule studio per chiunque ne abbia bisogno, 24 ore su 24, fronteggiando quindi ad un’ulteriore mancanza che l’Ateneo continua a presentare da anni, ovvero l’apertura serale
degli spazi studio.

Reputiamo necessario questo atto politico perché, nonostante gli svariati tentativi di dialogo con i vari organi di Ateneo, le richieste portate avanti dagli/lle studenti vengono rimandate o accantonate da troppo tempo.

Questa necessità non si limita alla sola componente studentesca, infatti il corpo docente si è sempre più avvicinato alle nostre vertenze, manifestando anche la volontà di ritornare a costruire con gli/le studenti momenti di formazione e contatto, motivo per cui alcun* docenti hanno deciso di aderire alla nostra mobilitazione come relatori e relatrici durante le iniziative pomeridiane. Queste ultime nascono dalla visione, che come Studenti di Sinistra portiamo avanti da sempre, di un’Università come spazio di confronto, crescita condivisa e creazione di un pensiero critico, che non si limiti ad essere un’istituzione di mero apprendimento passivo ed individuale.

Invitiamo tutt* a partecipare a questa iniziativa e vivere questi luoghi perché senza corpi svanisce la comunità, senza spazi non è Università.

Studenti di Sinistra

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