Eddyburg. Una discontinuità necessaria

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«Eddyburg è stata la seconda vita di Edoardo Salzano (Eddy per noi), ne ha rinnovato l’energica e ironica lucidità, nutrito il gusto della conoscenza e della militanza, gli ha garantito freschezza intellettuale. Fino all’ultimo, fino a che gli occhi lo hanno assistito, anche seduto su una chaise longue davanti a una porta a vetri affacciata su un canale, dietro campo Santa Margherita, la sua preoccupazione era aggiornare eddyburg» (Francesco Erbani, Addio a Edoardo Salzano, maestro dell’urbanistica italiana, “la Repubblica”, 23 settembre 2019).

Solo la curiosità e l’appassionata dedizione di Eddy potevano concepire questo strano dispositivo, tecnologico e umano, personale e collettivo al tempo stesso. La prima pagina è stata pubblicata il 21 ottobre 2002 e il nome voleva esprimere due idee: che si trattava di un sito personale, e che il suo contenuto riguardava la città, la società e la politica (urbs, civitas, polis). Eddyburg è cominciato perché Eddy desiderava condividere con tutti e tutte le proprie idee, interessi, compresi i piccoli piaceri personali dei viaggi e della cucina e persino alcune storielle che raccontava divertito nei momenti conviviali. Presto è diventato un riferimento sia per il dibattito urbanistico nazionale che per un numero crescente di persone e gruppi impegnati sui territori a contrastare le nuove forme di speculazione edilizia e di sfruttamento indiscriminato del territorio.

Il ruolo di Edoardo è apparso insostituibile a tutti noi dell’associazione. Dopo la sua scomparsa, il 23 settembre 2019, é dunque prevalsa la scelta di operare una discontinuità con il passato. Abbiamo deciso di trasformare eddyburg in un archivio liberamente fruibile da tutte le persone: uno strumento di custodia e divulgazione di saperi preziosi raccolti in quasi vent’anni di attività. Non riteniamo affatto che questa scelta sia un ripiego. Al contrario, confidiamo che le pagine del sito possano essere consultate da urbanisti, universitari e ricercatori, professionisti, associazioni e gruppi. E, soprattutto, dai più giovani. Crediamo fortemente in questa trasmissione del pensiero, e per questo abbiamo voluto che gli oltre 20.000 articoli e documenti raccolti nei primi venti anni del millennio fossero a disposizione di chiunque voglia impegnarsi per una città più giusta.

Verso un archivio

Impostare il sito in termini di archivio ha posto una serie di questioni. Innanzitutto le diverse edizioni del sito (la prima ospitata su un server dell’università di Sassari, la seconda sulla piattaforma blogger, l’ultima su un server proprietario) non sono fra loro compatibili e, col passare del tempo, hanno presentato problemi crescenti di accessibilità e stabilità. Non solo: il passaggio da un sistema all’altro ha comportato, negli anni passati, perdite di contenuto e alcune incongruenze interne.

Non secondariamente, un archivio è innanzitutto un posto dove cercare informazioni e documenti. E quindi la sua organizzazione interna deve rispondere a esigenze di fruizione differenti da quelle di una newsletter o di un blog – dove l’interesse immediato per la notizia e il suo commento prevale rispetto a quello di consultazione e ricerca. Infine, la raccolta degli scritti e degli interventi di Eddy assume, oggi, una funzione completamente diversa, non essendo più il fondatore a raccontare di sé agli altri.

Pertanto, si è reso necessario un riordino complessivo e un adattamento che abbiamo cercato di svolgere in modo prudente, seguendo il principio del minor intervento possibile. Anche la struttura complessiva dell’archivio riprende l’impostazione originaria del sito, ideata da Eddy, e organizzata in modo gerarchico, su tre livelli principali (società e politica, città e territorio, urbanistica e pianificazione) a loro volta articolati in temi e sotto temi. Accanto a questo nucleo centrale, l’archivio comprende tre sezioni ulteriori dedicate alle attività divulgative promosse da eddyburg nel periodo 2003-2019 (la scuola, i seminari, gli interventi in convegni internazionali), agli articoli e opinioni scritti appositamente per eddyburg e ad altri materiali pubblicati nel corso del tempo (appelli, segnalazioni, avvisi).

Accanto all’archivio, abbiamo aperto una nuova sezione che ambisce a raccogliere scritti, foto e altri materiali di Edoardo per raccontare e condividere la sua opera e i suoi insegnamenti. Al momento questa sezione ospita ciò che Eddy stessa aveva pubblicato per condividerlo con gli altri. Nel corso del tempo pensiamo di arricchirla con le pubblicazioni più difficilmente reperibili, con alcuni interventi di cui conserviamo i dattiloscritti, con le foto che man mano stiamo raccogliendo e riordinando. Confidiamo, per questo compito, nell’aiuto di studenti universitari e di ricercatori interessati alla figura poliedrica di Edoardo: politico, intellettuale impegnato, docente e divulgatore.

Infine, riteniamo che un archivio possa rimanere vivo solo in presenza di un custode che si occupi della sua manutenzione, ripari i malfunzionamenti e completi il riordino dei contenuti, ripristinando dove possibile le parti che si sono perdute nel tempo. Per questo scopo manterremo viva l’associazione per il periodo necessario e organizzeremo iniziative e presentazioni di cui daremo conto sul sito. Abbiamo voluto collocare in testa alla home page la sezione “in evidenza”, per ribadire che vogliamo esserci e continuare il nostro impegno. Nella carta intestata, Eddy aveva scritto Dum spiro spero. Lo stesso vale anche per noi.

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Ilaria Boniburini Marco baioni

Ilaria Boniburini è vice-presidente di Eddyburg, Mauro Baioni ne è presidente. Entrambi sono ricercatori, studiosi e attivisti. Loro campo di interesse è la città, intesa concettualmente come sovrapposizione di urbs-civitas-polis

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