Dal Coordinamento 194 alla Regione Toscana: no incarichi gestionali a medici obiettori

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Il Coordinamento 194 da diversi anni chiede alla Regione Toscana di prendere un impegno risolutivo su una questione come quella dell’obiezione di coscienza che spesso ha determinato, anche nella nostra regione, grandi difficoltà per le donne a vedersi garantito il diritto all’aborto.

Anche l’ultimo rapporto dell’Agenzia Regionale di Sanità certifica che, per quanto inferiore al dato nazionale, il personale regionale obiettore di coscienza in organico risulta essere comunque un dato significativo e che, in alcuni casi, si è profilato come una obiezione di struttura – ricordiamo l’esempio di Barga- costringendo le donne a veri e propri pellegrinaggi per vedersi garantito un diritto previsto da una legge dello Stato, nonché la tutela alla propria salute.

 

Troviamo, dunque, gravissima la decisione dell’AUSL Toscana Nord Ovest di conferire, per i prossimi 5 anni, l’incarico di Responsabile della Unità Funzionale Consultoriale della Valdera ad una ginecologa dichiaratamente obiettrice di coscienza.

Valdera che, ricordiamo è stata, nel 2005, la prima zona sociosanitaria in Italia ad introdurre l’aborto farmacologico facendo dell’ospedale “Felice Lotti” di Pontedera un centro pioniere nell’utilizzo della RU486.

Già nel presidio organizzato a Firenze lo scorso 18 gennaio, questo tema, e la necessità di trovare una soluzione risolutiva, era stato fatto presente, insieme alle altre questioni riguardanti l’applicazione della legge 194 che vede la Toscana inadempiente.

Se il segnale di risposta della Regione alle nostre richieste è quello di una propria azienda sanitaria territoriale che decide di affidare a personale obiettore un incarico di coordinamento operativo che sovrintende e decide sul personale affidatogli, lo troviamo certamente un segnale molto negativo a cui risponderemo con grande fermezza.

Intanto, per il prossimo 16 maggio stiamo organizzando un presidio di protesta davanti al Consultorio di Pontedera sperando nella stessa partecipazione avuta a Firenze in modo da dare un segnale chiaro che il diritto delle donne all’aborto non si tocca.

Chiediamo l’immediato ritiro della delibera in questione e la soluzione più generale della questione dell’ obiezione di coscienza.

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Coordinamento 194

Il Coordinamento per l'applicazione della Legge 194/78 da anni chiede, proponendo anche soluzioni concrete, alla Regione Toscana di affrontare e risolvere la questione dell'obiezione di coscienza.

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