Dai musei alla piazza: prosegue la battaglia per i diritti nel settore culturale

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La mattina di domenica 7 settembre, presso il piazzale degli Uffizi a Firenze, lavoratrici e lavoratori di Dussmann si sono riuniti in presidio insieme a USB Firenze, Mi Riconosci? e Workers in Florence per denunciare ancora una volta le proprie condizioni lavorative.
Dussmann, azienda tedesca, ha in gestione i servizi di pulizia, sicurezza ai metal detector, accoglienza della Biblioteca Nazionale Centrale e di ben 16 musei statali fiorentini, tra i musei e luoghi della cultura più noti e visitati al mondo.

Dopo il grande risalto mediatico del presidio del 19 luglio – che ha attirato l’attenzione di numerose testate giornalistiche e portato il deputato Arturo Scotto a presentare un’interrogazione parlamentare – nulla è cambiato: le condizioni lavorative sono immutate.
Per questo siamo scesi nuovamente in piazza, proprio nel giorno di gratuità dei musei statali, per ribadire le condizioni di sfruttamento delle lavoratrici e lavoratori. In molti hanno risposto alla chiamata, tra cui i lavoratori Ales e di Firenze Musei, il consigliere comunale Dmitrij Palagi e il professor Fulvio Cervini dell’Università di Firenze.

Abbiamo deciso di fare un flash mob alla Galleria dell’Accademia, sotto il David di Michelangelo. Sinonimo di coraggio e determinazione contro ogni sopruso, come le lavoratrici e i lavoratori lottano e lotteranno contro il gigante multinazionale Dussmann.

“Chiediamo risposte da parte da parte dell’azienda, sollecitata anche dalla concessionaria degli appalti statali Consip, in merito alle irregolarità da noi denunciate” ricorda Mario Carluccio di USB. Finora però Dussmann ha scelto il silenzio, ma non potrà evitare ancora a lungo il confronto. Anzi, invitiamo l’azienda al presidio per chiarire pubblicamente la propria posizione.
L’Assemblea delle lavoratrici e dei lavoratori dei beni culturali di Firenze chiede ancora una volta la revisione del sistema di appalti, l’applicazione del contratto Federculture e, nel lungo termine, la progressiva reinternalizzazione di servizi e personale.
L’Assemblea delle lavoratrici e dei lavoratori dei beni culturali di Firenze

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