Migliaia di nomi di bambini uccisi a Gaza oscillano al vento in un’installazione al Giardino dell’Ardiglione, in Oltrarno. Nomi ed età di bambini e ragazzi scritti da altri bambini e ragazzi su strisce di stoffa bianca appese a fili, tanti fili, per non lasciare che l’orrore di Gaza resti solo un numero. Da domenica 22 febbraio l’installazione “If I must die…let it be a tale”, insieme bella e terribile, trasforma i numeri dei ragazzi uccisi, 19104 solo quelli tra 0 e 16 anni, in una presenza concreta, impossibile da ignorare. Ogni striscia è un nome, ogni nome è una vita spezzata. L’iniziativa è stata coordinata da alcuni insegnanti della scuola media Machiavelli, Guzman Tierno, Maria Carla Palmeri e Lucia Picconi, che in questo modo hanno cercato una risposta alle tante domande dei loro studenti. Difficile spiegare ad adolescenti o preadolescenti delle scuole medie, col futuro ancora intero davanti, cosa succede ai loro coetanei in Palestina, una terra in fondo poco lontana da qui. Si, perché i ragazzi da ormai oltre 2 anni sentono dai media conteggi di morti quotidiane, giorno dopo giorno, in una guerra che uccide anche e soprattutto bambini. Cosa rispondere ai loro perché? Gli insegnanti hanno pensato che, in assenza di risposte possibili, un modo per rendere loro partecipi fosse di coinvolgerli in un progetto per ridare vita e identità a giovani uccisi in una barbarie senza fine, per non dimenticarli. Al microfono, il giorno dell’inaugurazione, una ragazzina ha detto: “un conto è vedere al telegiornale, un conto è toccarlo con le proprie mani”, un’altra ha spiegato: “ogni striscia è un bambino che non c’è più ed erano tutti innocenti”, e ancora: “quando uno ne scriveva venti a casa, sembravano già tanti” e: “scrivere i nomi dei ragazzi della mia età fa rabbia”.
L’idea iniziale degli insegnanti è stata accolta con una partecipazione straordinaria dai ragazzi, che hanno coinvolto le famiglie, gli amici, gli abitanti del quartiere, i frequentatori del giardino, contagiando tutti quanti con il loro entusiasmo triste e consapevole. Se gli insegnanti hanno offerto un’occasione per reagire all’indifferenza, i ragazzi l’hanno afferrata, elaborata, trasformata in azione, hanno capito il significato della memoria contro l’ingiustizia.
L’installazione è una vera lezione di sensibilità e di memoria che i ragazzi ci hanno dato e che ricorderemo ogni volta che pensiamo all’orrore dello sterminio del popolo palestinese.
If I must die…let it be a tale è visitabile al Giardino dell’Ardiglione, in via dell’Ardiglione negli orari:
lun-mer-gio-ven: 16-19; mar; 14-19; sab-dom: 11-19
Maria Gloria Roselli
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