Il caso Ferrulli e il mondo a rovescio

La corte d’assise di Milano ha deciso: assolti i quattro agenti imputati per l’omicidio di Michele Ferrulli, avvenuto durante un controllo di Polizia la notte del 30 Giugno 2011. Michelle Ferrulli, la sera del 30 Giugno di tre anni fa, venne fermato insieme a due suoi amici romeni in Via Varsavia. Al momento del controllo non stava compiendo nessun reato.

L’accusa (supportata da video e testimonianze) sosteneva che Ferrulli morì a causa delle percosse subite durante il fermo, con somiglianze agghiaccianti con la morte di Riccardo Magherini a Firenze alcuni mesi fa, e con altri casi, tanto che si parla di “metodo Ferrulli”: la persona oggetto di fermo da parte degli agenti viene sdraiata a terra, ammanettata, percossa, e in tre o quattro agenti gravano sulla schiena, provocando schiacciamento e soffocamento. Ma per la giustizia italiana Michele Ferrulli “non sussiste”.

Intanto il sindacato di polizia COISP, che da anni perseguita la famiglia Aldrovandi, ha querelato Patrizia Moretti, madre di Federico “colpevole” di cercare verità e giustizia per l’uccisione del figlio ad opera di quattro agenti di PS.

Quando il mondo è a rovescio, non resta che lottare per rovesciare il mondo.

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Segnaliamo infine l’intervento di Andrea Magherini – fratello di Riccardo, il ragazzo deceduto il 3 marzo scorso in Santo Spirito mentre veniva arrestato dai carabinieri – tenuto durante l’iniziativa “​Forze dell’ordine e tutela dei cittadini fragili: il caso di Riccardo Magherini” organizzata il 27 giugno scorso da Azione Civile al Teatro del Cestello di Firenze. 

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