Terra e acqua, acqua e terra… – AUDIO

acquaAbbiamo tutti ancora freschissime negli occhi e nel cuore le immagini di Genova ferita gravemente dall’ultima alluvione e molti di noi, in quest’ultima occasione come ogni volta che succede un fatto del genere, hanno sentito riaffacciarsi antiche sensazioni già vissute per la devastante alluvione di Firenze del 4 novembre 1966. Di chi la colpa? Di chi la responsabilità? L’esperienza insegna o non serve a nulla?
Certo, contro la forza distruttiva della natura siamo spesso messi con le spalle al muro ma ciò non ci deve far desistere dal chiedere chiarezza a chi di competenza. I fattori scatenanti li conosciamo bene: incuria del territorio, finanziamenti mai partiti o mal utilizzati, cementificazione senza regole. Dicono che la speranza è l’ultima a morire ma quante volte ancora ci toccherà assistere impotenti al pianto di coloro che hanno perso tutto, fino alla vita?

Le canzoni non possono certamente risolvere i problemi o trovare soluzioni ma possono sì invece rammentare, tenere viva l’attenzione su ciò che è accaduto e cercare anche di narrare l’intimo sentire dell’animo umano, impotente, che si trova ad affrontare durissime prove. Al 1951 risale una grandissima inondazione, quella del Polesine: un territorio vastissimo devastato, bestiame decimato, famiglie sfollate, morti, miseria.

Dalle cronache dell’epoca: “Primo calcolo dei danni (in lire, ndr): 22 miliardi per le opere idrauliche, stradali ed edilizie, 50 miliardi per le case rurali e i terreni, 84 morti. Un spettacolo raccapriciante. Visto dall’alto il Polesine offre uno spettacolo che stringe il cuore. I paesi abbandonati come per un’improvvisa pestilenza, le case con l’acqua al tetto e quelle distrutte, le cime dei lunghi filari di pioppi che accompagnano le strade invase, danno il senso della tragedia e della catastrofe irrimediabile. Ecco quello che rimane del Polesine, ricordo di una terra che era fra le più fertili; la verde distesa è diventata un livido mare giallo nel quale si deve aguzzare gli occhi ora finché non scenderà la notte per impedire che raccolga altre vittime». (Gino Nebiolo, 21/11/1951)”.

Questo canto, “Tera e aqua”, conosciuto e appreso dalla voce di Luisa Ronchini, voce e anima del Canzoniere Popolare Veneto insieme a Gualtiero Bertelli e ad Alberto D’Amico, rievoca tutta la desolazione di quell’inondazione, un abbandono di fronte alla calamità che forse avrebbe potuto essere evitata.

Testo di Gigi Fossati, musica di Sergio Liberovici, nella versione di Giovanna Marini per il suo Quartetto Vocale (P.Bovi, F. Breschi, P. Nasini)

TERA E AQUA

Tera e aqua, aqua e tera
da putini che da grandi:
«Siora tera, ai so comandi,
siora aqua, bonasera;
bonasera.

Tera e aqua! Se lavora
soto un sole che cusina…
Tera e aqua! A la matina
se scomissia de bonora;
de bonora.

Tera e aqua! Tera nuda,
gnente piante, gnente ombrìa.
Sta fadiga mai finìa:
la comanda che se suda;
che se suda.

Tera e aqua! A mezogiorno
quel paneto che se magna
no gh’è aqua che lo bagna
e ghè aqua tuto intorno;
tuto intorno.

Tera e aqua! Co vien sera
tuti intorno, dona e fioi,
a una tecia de fasoi,
se ghe fa un bona siera;
bona siera.

Tera e aqua! Po a la note
se se buta sora el leto
e se sogna, par dispeto
aqua e tera, piene e rote;
piene e rote.

Sempre aqua e sempre tera
da putini che da grandi:
«Siora tera, ai so comandi…»;
po se crepa e… bonasera;
bonasera.

Sempre aqua e sempre tera
da putini che da grandi:
«Siora tera, ai so comandi…»;
po se crepa e… bonasera;
bonasera.

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Francesca Breschi, cantante, attrice, ricercatrice e didatta, è dal 1990 componente il Quartetto Vocale di Giovanna Marini. Ha collaborato, tra gli altri, con Nicola Piovani, David Riondino, Emilio Isgrò, Elio De Capitani, Francesco De Gregori, Mario Brunello, Marco Paolini e Vinicio Capossela. Si dedica allo studio, all’insegnamento e all’elaborazione di vari generi ed epoche musicali, con particolare interesse per i repertori della tradizione orale italiana. Attivista della lista perUnaltracittà. Il suo sito internet

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Una risposta

  1. Pino ha detto:

    sì le immagini della recente pioggia sono freschissime, ma questo intervento che tipo di luce aggiunge al buio del mondo ?
    Cioè non se ne vede l’utilità , però complimenti per l’impegno.

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