Come cambia un’altra eccellenza fiorentina: l’ex Istituto d’arte di Porta Romana

8 risposte

  1. Avatar Elisabetta Bronzi ha detto:

    gent.ma signora Falletti
    Sono una insegnante e mi occupo dell’ufficio stampa del Liceo Artistico di Porta Romana, è la prima volta che sento il suo nome e mi scuso di non averla inserita fra le personalità da invitare ai nostri eventi e mostre.
    La nostra scuola, nonostante le riforme, è viva e produttiva, grazie ad insegnanti che conoscono bene il loro mestiere e sanno trasmettere agli studenti entusiasmo e competenze, compresa la formatura in gesso. I nostri laboratori sono ben lontani dall’ essere in disuso e la gipsoteca non è stata svuotata e non viene regolarmente affittata per feste o altro. Le ore di laboratorio sono 6, può consultare, se vuole, i nostri orari sulla pagina web della scuola e, se ha tempo, le consiglio di visitare anche la nostra pagina Fb, Liceo Artistico Statale di Porta Romana e Sesto F.no, per rendersi conto delle tante cose che produciamo.
    Le altre illazioni, appartenenti ad una realtà che, forse, conosce meglio lei di me, non riguardano il quotidiano di noi insegnanti, che tutti i giorni lavoriamo seriamente, con professionalità e più del dovuto, per formare giovani in grado di stare “all’interno di un sistema produttivo” artistico di qualità. E devo dire con successo.
    L’ex Istituto d’Arte di Porta Romana resta un’eccellenza fiorentina ed i fiorentini lo sanno, dato il numero di iscrizioni.

    Distinti Saluti
    Elisabetta Bronzi

    • Ornella De Zordo Ornella De Zordo ha detto:

      Ecco la risposta di Franca Falletti al commento:
      “Gentilissima Signora Bronzi, mi dispiace sinceramente che il mio articolo l’abbia fatta sentire offesa, ma la mia critica è, e resta, soltanto nei confronti delle nuove normative contenute nella riforma ministeriale che ha trasformato l’Istituto d’Arte in liceo Artistico, dandogli a mio parere un taglio più generico e teorico, scelta che personalmente non condivido. Come già detto da Ornella De Zordo la Rivista è disponibile per pubblicare un suo articolo dove venga illustrata l’attività della vostra scuola sotto tutti i più interessanti aspetti che lei voglia farci conoscere.
      In quanto alla questione delle ore di laboratorio il problema è assai complesso, come lei sa meglio di me. Le mie “due ore” si riferiscono alle ore di ciascuna tipologia di laboratorio, non al totale di tutti i vari laboratori frequentati, mentre il sistema stesso di far girare gli allievi su tutti i laboratori negli anni del biennio a mio parere non è positivo e anche questo rientra nelle opinioni che è lecito avere e aprire al pubblico dibattito.
      Comunque nel mio testo non si trova una sola parola contro l’operato del corpo docente né contro gli allievi, con cui mi sento assolutamente solidale, conoscendone la preparazione e la dedizione ad un lavoro troppo poco riconosciuto nel nostro paese. Perciò, dichiarandomi sempre disponibile ad un ulteriore confronto, la invito a rileggere l’articolo in questo più sereno spirito.”

  2. Avatar Roberto Bicchierai ha detto:

    Sono un genitore con una figlia che frequenta il Liceo di Porta Romana.
    Mi dispiace leggere in un blog che dovrebbe fare una contro-informazione seria un titolo degno delle peggiori testate.
    Gli istituti d’arte sono stati “convertiti” in licei grazie ad una infelice riforma di qualche anno fa. Con questa sessione di esami si è concluso l’ultimo ciclo del vecchio ordinamento.
    Posso essere d’accordo con Lei che questa riforma era sbagliata, ma l’articolo andava scritto 5 anni fa; un titolo ad effetto come questo, non rende giustizia a quanto dirigenza, docenti e non docenti fanno per tenere viva l’anima di questa istituzione.
    L’istituto non è morto è vivo, ha solo dovuto cambiare veste.
    Certo non è facile con gli scellerati tagli ai bilanci tenere aperti tutti i laboratori, ma è proprio la passione di chi veramente vive questa scuola che la rende ancora un’eccellenza fiorentina.

    Mi sembra incredibile leggere questa specie di necrologio dopo aver assistito ad iniziative fantastiche, una per tutte “Opere di luce” dello scorso maggio.

    Distinti saluti,

    Roberto Bicchierai

    • Ornella De Zordo Ornella De Zordo ha detto:

      Gentile Roberto Bicchierai, siamo molto dispiaciuti che l’articolo sia stato letto come una critica alla riforma dell’istituto – quale intende essere – ma come una critica all’attuale corpo docente. Questo non è affatto il senso né la lettera del testo. Le riportiamo la conclusione di quanto ha scritto Franca Falletti rispondendo a altro commento, (per intero trova la risposta qui sopra): “Nel mio testo non si trova una sola parola contro l’operato del corpo docente né contro gli allievi, con cui mi sento assolutamente solidale, conoscendone la preparazione e la dedizione ad un lavoro troppo poco riconosciuto nel nostro paese. Perciò, dichiarandomi sempre disponibile ad un ulteriore confronto, la invito a rileggere l’articolo in questo più sereno spirito.”

  3. Avatar renzo.marrucci@gmail.com ha detto:

    Sono un ex allievo dell’istituto d’arte di porta romana e Concordo con Franca Faletti su ogni punto del suo scritto… dove non vedo nessun accenno critico agli insegnanti attuali che sicuramente devono fare del loro meglio e specialmente ora … per dimostrare che l’attuale insegnamento porti lo stesso valore di quello storico e confermato ormai chiaramente a chi ci ha studiato e non solo per quello che ha dato alla società italiana in senso lato. Io ritengo che sia stato un grave errore compiuto da chi non era in grado di capire cosa si perdeva nella poca coscienza della realtà del disvalore a cui oggi si va incontro con ogni leggerezza e direi meglio con la parola poca coscienza. Sono convinto per che gli stessi insegnanti bravissimi certamente… sarà dura poterlo riscontrarlo con un diverso genere di insegnamento e perdendo quello valoroso e tecnico-pratico esercitativo e creativo della mano e del cervello assai provato ed efficente, come quello noto dell’Istituto d’Arte di Porta romana di Firenze

  4. Avatar Valerio Salvadori ha detto:

    Gent.le Sig.ra Falletti,
    l’articolo che ha scritto a mio avviso non è “diciamo” molto preciso. Purtroppo doveva essere scritto anni fa, visto che la trasformazione degli Istituti d’ Arte in Licei Artistici è frutto della scellerata riforma Gelmini, che denotava la totale ignoranza sull’argomento da parte dei relatori della riforma stessa. Molte affermazioni sono sbagliate come quelle ad esempio riguardanti la Gipsoteca. Inoltre come ex-allievo e genitore di un’allieva del Liceo Artistico di Porta Romana posso affermare con tutta onestà che ho visto in questi ultimi anni, grazie a tutto il corpo docente e non, il rifiorire di questa scuola. Mi è veramente sembrato un bellissimo esempio di come si puó lavorare bene ed a altissimi livelli anche quando il nostro Stato non certamente aiuta, anzi…..Ho visto in questi anni dei bellissimi eventi organizzati dagli studenti e dagli insegnanti e in particolare modo quest’anno. L’evento in questione, e mi dispiace veramente che chi ha scritto l’articolo non ne fosse al corrente, si chiama “Opere di Luce”, dove le moltissime persone che hanno visto quest’evento (e ti posso garantire erano moltissime) sono rimaste impressionate da come gli studenti e gli insegnanti avessero lavorato per mesi e in orari anche extra scolastici per raggiungere livelli di eccellenza cosí alti. Penso che un risultato del genere si possa raggiungere solo con una grande passione e amore per l’Arte. Quindi quando ho letto quell’articolo non mi è sembrato un bel esempio di “fare informazione” e una mancanza di rispetto per le persone che in quel Liceo ci lavorano e ci studiano.
    In risposta a degli argomenti che lei ha scritto e sono da parte mia condivisibili la inviterei ad andare a visitare il Liceo stesso e sono sicuro che potrà constatare lei stessa di come si può lavorare in situazioni di oggettiva difficoltà e comunque produrre “eccellenza”. Cordiali saluti.
    Valerio Salvadori

  5. Avatar Roberto Perrone ha detto:

    Gentili signore e signori, docenti, genitori ed ex alunni, sono un docente di un altro ex istituto d, arte in una città del sud di antica tradizione ceramica e vorrei solo dire che la la dottoressa della soprintendenza è stata anche troppo cauta e gentile nelle sue valutazioni. Non giriamo ci intorno: l, istruzione artistica in Italia è morta e sepolta da un bel pezzo e la dignità degli insegnanti degli ex Isa se la sono messa sotto i piedi anche x nostro demerito e presi x stanchezza e disillusioni. In quello che fu il Bel Paese questo non è solo un fallimento ma è una tragedia. Abbiamo svenduto l, Italia, soprattutto grazie a un’ex sinistra che ha fatti e continua a fare nell’indifferenza di tutti più danni di tutto il quarantennale regime democristiano, che almeno un’etica e una visione dello Stato c’è l’aveva. La scuola italiana è morta e l’istruzione artistica è solo un pallido ricordi nostalgico. STOP.

  6. Avatar Caterina Baccini ha detto:

    Mi spiace aver letto solo adesso l’articolo. Sono una studentessa e con grande onore anche rappresentante degli studenti del Liceo Artistico di Porta Romana. Sono perfettamente d’accordo sul fatto che l’istruzione, soprattutto quella artistica, abbia subito dei grossi tagli finanziari e di orari, ma non per questo è morta. Noi studenti siamo stati i primi l’ultimo anno d’Istituto a “celebrarne” il funerale, ma nonostante ciò quest’anno, con il sostegno di molti insegnanti, ci siamo impegnati al massimo per farlo rinascere nel liceo. La Gipsoteca non è affatto chiusa, anzi è uno dei luoghi più belli della scuola dove poter prendere ispirazione e dove abbiamo pure la possibilità di esporre i lavori degli studenti che partecipano a progetti. Non penso che “l’istruzione artistica sia un pallido ricordo nostalgico.” Non è affatto un pallido ricordo l’emozione che si prova durante una lezione di disegno dal vero, come non lo sono le discussioni col professore per i diversi punti di vista su un’opera. Avete perfettamente ragione quando dite che l’istruzione è cambiata, ma se è per questo sono cambiati pure alunni e professori, che si fanno compagnia pomeriggi interi nelle aule di laboratorio cercando di realizzare lavori che facciano davvero capire al mondo esterno cosa si prova con l’arte. Ormai è inutile continuare ad avere nostalgia di ciò che era, è il momento di amare ciò che è. Io amo la mia scuola, con tutti i suoi pregi e i suoi difetti!

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