perUnaltracittà risponde a Toscana Aeroporti: chiarire prima di procedere

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Ciminiere dell’inceneritore a altezza variabile. Semplice errore di dilettanti allo sbaraglio?

Dopo la clamorosa incongruenza da noi denunciata tra il progetto di inceneritore approvato dal Ministero dell’ambiente e i dati dello Studio di impatto del Master Plan 2015-2029 per l’ampliamento dell’aeroporto di Firenze, Toscana Aeroporti risponde in maniera risibile: «è un refuso».

sesto_fiorentino_case_passerini_rendering__3Altro che refuso! Ricordiamo a Toscana Aeroporti che il Master plan non è un testo di prosa in cui un “refuso” può essere, agevolmente e senza conseguenze, corretto dal proto. In matematica invece si dice errore: e con dati di partenza errati, il risultato finale è anch’esso errato.

Per di più si tratta di un errore, quello dei 60 metri, nell’unica tabella dedicata ai dati tecnici dell’edificio dell’inceneritore presente nello studio di impatto sanitario, i cui risultati sono quindi da considerare errati (o vogliamo dire refusi?)

Ci chiediamo perciò: quanti altri “refusi” sono presenti nei calcoli e nelle stime del Master Plan?

Quale credibilità può avere questo studio di impatto ambientale?

E poi: c’è voluto un laboratorio politico per vedere gli errori nelle tabelle? Nessuno le rilegge? Chi gestisce il futuro della Piana, dilettanti allo sbaraglio? E la procedura di VIA quale dato ha preso in esame, 60 o 70 metri? È evidente che in un contesto che riguarda in maniera diretta da una parte la sicurezza dei voli e dall’altro la salute delle migliaia di abitanti della Piana, parlare di un refuso è semplicemente ridicolo.

Domande aperte alle quali vanno date risposte basate sulla verifica dei dati. Prima di procedere con qualunque altro passaggio nel già troppo ingarbugliato iter della realizzazione sia dell’inceneritore che dell’aeroporto.

*perUnaltracittà, laboratorio politico – Firenze

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perUnaltracittà

All'opposizione in Consiglio comunale a Firenze dal 2004 al 2014, la lista di cittadinanza perUnaltracittà è poi diventata laboratorio politico per partecipare alle vertenze sul territorio e dare voce alle realtà di movimento anche attraverso la rivista La Città invisibile.

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