Leopolda: musei aperti quando arrivano gli amici

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La notizia che Renzi ai primi 300 iscritti alla Leopolda offra un ingresso gratuito a scelta fra tre grandi musei/mostre della città di Firenze (Museo dell’Opera del Duomo, Museo di Palazzo Vecchio, mostra di Palazzo Strozzi) non può non rivelare al primo impatto il timore del nostro ex Sindaco che la kermesse risulti poco gradita e che, conseguentemente, l’afflusso di pubblico e partecipanti non sia quello desiderato.

La formula dell’evento pone infatti tutto l’accento sulla figura del premier, presente alle tre giornate su un palcoscenico a sua esclusiva disposizione (niente parlamentari PD) e alla gente che sia capace di riassumere in 4.500 caratteri ciò che ha da dire. E per gente si intenda “…dall’impiegata all’operaio, dalla casalinga alla scienziata” perché così “… si darà spazio a chi crede che l’Italia ce la farà”. Niente dibattito, quindi, perché non è più necessaria la partecipazione, neppure per finta, e niente ragionamenti, ma solo spot. Parole d’ordine: populismo e velocità, per far tutti contenti e non lasciare tempo al pensiero.

download (3)In questo contesto un’offerta culturale può arricchire il piatto, sulla scia delle elargizioni economiche una tantum, a botte di 80 o di 500 euro, che caratterizzano l’azione di questo governo. La cultura, ancora una volta, viene distribuita come cash da passare di mano in mano: anche così si fanno fruttare i musei, facendone strumento per il consenso.

Non che questo sia una novità, perché l’arte è stata sempre strumento di potere, talvolta laico e talvolta ecclesiastico, ma stava nelle nostre speranze e sta ancora nei nostri intenti riuscire a fare opposizione su questo terreno. Avevamo del resto già visto alcuni anni fa che l’allora Sindaco Renzi mordeva il freno difronte alla mancanza dello spazio giuridico necessario per volgere a suo uso e consumo l’enorme potenziale economico e anche politico insito nella cultura in generale e particolarmente nelle arti visive. Lo avevamo capito dall’ostilità con cui parlava delle Soprintendenze come organi di tutela e di controllo e non dubitavamo che esse avessero i giorni contati, come in effetti è stato. Ora la strada è spianata e anche questa volta tutti sappiamo che essa è fatta, almeno a Firenze, per condurre alla trasformazione dei tre grandi plessi museali in Fondazioni, ovvero al passaggio dell’immane patrimonio storico artistico del nostro paese nelle mani dell’imprenditoria privata.

Infine, la questione deve essere vista anche sotto il profilo della correttezza e dell’opportunità. Sotto il profilo della correttezza procedurale, per la concessione di spazi pubblici in uso esclusivo a privati (e la Leopolda deve a tutti gli effetti essere considerata iniziativa privata in quanto partitica) esiste la legge Ronchey, che tutti conoscono e che ci auguriamo sia stata applicata in ogni suo aspetto; ricordiamo per inciso come essa preveda il pagamento di un canone di affitto e di tutte le spese, cioè le spese del personale, del consumo della corrente elettrica e dell’assicurazione per danni a terzi e alle opere. Si spera che il Sindaco Nardella si muova in questo ambito con la necessaria trasparenza, fornendo spontaneamente tutti i dati in modo puntuale ed esaustivo.

Se però l’apertura straordinaria del museo viene fatta per tutti, allora le spese sono a carico dell’Amministrazione Comunale per Palazzo Vecchio e della Fondazione Strozzi per Palazzo Strozzi. In questo caso l’atto potrebbe facilmente essere interpretato come un omaggio mirato a risparmiare al nostro premier le spese previste dalla legge Ronchey e costituire il pericoloso precedente per un futuro di aperture serali programmate non seguendo le esigenze di cittadini e turisti, ma secondo i calendari di visita dei più illustri e benvoluti ospiti. Insomma, porte aperte e tappeto rosso quando arrivano gli amici.

*Franca Falletti, storica dell’arte, ha diretto fino al 2013 il museo dell’Accademia di Firenze

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Franca Falletti

Franca Falletti è nata e vissuta a Firenze. Laureata in Storia dell’Arte medioevale e moderna presso la facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Firenze con Roberto Salvini e Ugo Procacci e perfezionata nella stessa materia e presso la medesima facoltà, ha inizialmente svolto attività di libera professione collaborando con studiosi e Istituzioni nel campo della ricerca, della catalogazione e della didattica. Dal giugno 1980 funzionario direttivo della Soprintendenza per i beni artistici e storici delle province di Firenze, Pistoia e Prato, dal dicembre del 1981 è stata vicedirettrice della Galleria dell’Accademia e dal marzo 1992 Direttrice del medesimo museo fino al 28 febbraio 2013.

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