Smog nella Piana, Le Mamme: “Se la Regione non vuol misurarlo ci pensiamo noi”

Qual è la situazione attuale relativa all’inquinamento di Firenze? La pianura che dal centro fiorentino si estende fino a Prato e Pistoia, è soggetta ad una notevole pressione ambientale, inoltre la situazione orografica e meteorologica è sfavorevole alla dispersione degli inquinanti atmosferici. Non a caso la Regione Toscana ha definito l’agglomerato fiorentino (Firenze e i comuni limitrofi, quindi anche tutta la piana) “zona di risanamento” dove si supera o si rischia di superare uno o più standard di qualità dell’aria (in particolare per PM10, NO2 e O3)*. Inoltre nel 2014 la ASL10, nel prescrivere il monitoraggio sanitario post-operam (per l’inceneritore), rileva: “l’aspetto di maggior rilievo per quanto riguarda la tutela della salute pubblica è la collocazione dell’impianto in area già fortemente critica dal punto di vista ambientale e sanitario”.

centralineQuesto stesso dato, come da notizia di attualità, è stato anche ribadito al TG3 Regionale di Lunedi 11 Luglio 2016 dei sindaci della Piana di ritorno dall’incontro a Roma per ottenere informazioni sulla VIA relativa all’areoporto. Il Sindaco di Calenzano ha infatti ribadito come già dei documenti ufficiali emerga che l’inceneritore causerà un superamento del limite di inquinamento massimo accettabile.

Ma il reale stato della qualità dell’aria nella piana fiorentina non è noto, infatti, nonostante la situazione già sovraccarica, le stazioni di rilevamento ARPAT di Campi, Sesto e Calenzano sono state dismesse nel 2010. Vi è dunque una totale mancanza di misure in campo, a partire dal 2010.

A partire da queste considerazioni le Mamme NO Inceneritore hanno presentato il progetto popolare e partecipato di automonitoraggio della qualità dell’aria durante una conferenza stampa intitolata Inquinamento a Firenze e presentazione di un piano di auto-monitoraggio partecipato. Il documento con i contenuti integrali, gli interventi e le specifiche tecniche sono questo indirizzo.

L’articolo segue dopo il video di presentazione del progetto

Le istituzioni: l’unico “dato” in mano alle istituzioni è il frutto di uno studio modellistico realizzato da ARPAT e LAMMA del 2015. Questo studio indicherebbe come rappresentative per i comuni sopracitati le stazioni di rilevamento rispettivamente di Signa, Scandicci, Firenze Bassi (zona Campo di Marte), ma gli autori stessi rilevano l’incertezza di questi risultati, che infatti sono smentiti dalle misure in campo del periodo 2005-2010. La previsione di realizzazione di numerosi progetti che comportano incremento di emissioni inquinanti nella piana, rende ancor meno credibile la rappresentatività indicata nello studio ARPAT&LaMMA.

Nel piano di indagine a cui è subordinato l’inizio dei lavori, la Città Metropolitana inizialmente prescrive un monitoraggio, anche se limitato, della qualità dell’aria. Ma nel cronoprogramma del piano di indagine, che abbiamo ricevuto da ARPAT mediante accesso agli atti, non è previsto alcun tipo di monitoraggio della qualità dell’aria. Chiediamo, come mai è scomparso, chi ha deciso di eliminarlo, quando? Come si fa in questa situazione, di totale e voluta assenza di dati, a parlare di attenzione ambientale e sanitaria per i circa 150.000 abitanti della piana, a cui si devono aggiungere lavoratori e studenti?

Noi Mamme NO Inceneritore riteniamo che questa mancanza di dati e di risposte sull’inquinamento non sia più tollerabile e abbiamo deciso di realizzare una rete di centraline per il monitoraggio diffuso della qualità dell’aria. Verrà rilevato un ampio spettro di inquinanti, tra cui particolato pm2.5, pm10 e macro-inquinanti, come gli ossidi di azoto. In prospettiva verranno monitorati anche i microinquinanti come IPA e metalli pesanti, nonché acque superficiali e terreni. Occorre inoltre un serio studio epidemiologico sullo stato di salute degli abitanti della piana. E’ necessario ottenere una fotografia della situazione, per sapere cosa respiriamo, per capire dove viviamo, è un tassello fondamentale, e mancante, nel quadro complessivo.

La cittadinanza sarà coinvolta attivamente nel nostro progetto, sia nella realizzazione e installazione delle centraline, sia nella diffusione delle informazioni: tutti i dati che otterremo e la loro significatività dal punto del rischio per la salute umana, saranno disponibili online, per tutta la cittadinanza. E’ finito il tempo dell’informazione rassicurante e omissiva sull’inceneritore, delle decisioni imposte, con un processo partecipativo di facciata. In questo quadro è auspicabile che il lodevole impegno del Consiglio regionale di attivare due centraline, a Sesto e Campi, per l’analisi chimica del particolato atmosferico, si attui in modo trasparente e condiviso, in tutte le sue fasi. Ricordiamo inoltre che due comuni della Piana, Campi Bisenzio e Calenzano, a loro volta hanno votato due mozioni per la installazione di nuove centraline ARPAT per la misurazione della qualità dell’aria, e il nuovo Sindaco di Sesto Fiorentino, Lorenzo Falchi, ha più volte espresso di voler fare altrettanto.

Con il nostro progetto dal basso di cittadinanza attiva diciamo alle istituzioni che è tempo di lavorare con la cittadinanza, condividendo la costruzione delle decisioni e dei progetti.

Il progetto: stato dell’arte

Il progetto a tutti gli effetti è già partito da metà maggio con il lancio di una importante campagna di crowdfunding sulla piattaforma Produzioni dal Basso, che è una delle prime piattaforme nate in Europa, è una piattaforma storica ed è una della più grandi comunità italiane di autoproduzione on line.

In meno di due mesi, senza campagne pubblicitarie o uscite sui mezzi di comunicazione di massa locali e nazionali, sono già 145 i cittadini che hanno deciso di partecipare economicamente al finanziamento di questo progetto. Ad oggi il progetto ha già raccolto €5900, equivalente al 40% del budget totale richiesto (che è di €15000). La campagna di crowdfunding terminerà ai primi di Settembre e verrà anticipata da una festa di chiusura presso il FabLab Firenze.

In questo due mesi dall’inizio della raccolta fondi sono tantissime le realtà (associazioni, comitati e imprese) che ci stanno contattando per avere dettagli e informazioni sulle modalità e sui tempi di sviluppo del progetto. Ad oggi possiamo dire, vista la buona partenza della raccolta fondi, che il cuore del progetto esiste già.

A livello di sviluppo siamo già nella fase di test e validazione dei sensori per la misurazione del PM2.5 e PM10. I sensori per la temperatura, l’umidità, il CO e l’NO2 sono infatti già stati validati. A seguito della scelta dei sensori partiranno i lavori per ingegnerizzare la centralina e renderla il meno ingombrante possibile. Ad oggi sono allo studio anche soluzioni per rendere le centraline energeticamente indipendenti tramite dei piccoli pannellini solari.

Insomma la macchina organizzativa è già in modo e speriamo di avere le prime centraline validate e posizionate per la prossima stagione invernale.

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