Agricoltura: il futuro del passato

Tra le conquiste umane, un ruolo decisivo per il miglioramento delle nostre condizioni di vita viene universalmente riconosciuto all’agricoltura. Se alla domesticazione ed alla coltivazione delle piante, avvenuta nel corso degli ultimi diecimila anni, dobbiamo produzione e scorte di cibo sempre maggiori, è anche vero, però, che all’ agricoltura si sono spesso associate grandi disuguaglianze sociali, malattie, tirannie. 

Oggi, nei primi anni del ventunesimo secolo, più di ottocento milioni di persone soffrono la fame e circa due miliardi sono malnutrite mentre quasi mezzo miliardo sono obese ed un miliardo e mezzo sono in sovrappeso. Con conseguenze sul piano della salute facilmente immaginabili. 
E sull’agricoltura si addensano nuove esiziali minacce. 

Le grandi multinazionali dell’agro business concentrano i loro poteri ed insieme alle grandi organizzazioni mondiali del commercio allungano le mani su cibo, acqua e altre risorse vitali per determinare un controllo globale della vita sul pianeta. 

Oggi il miliardo e passa di agricoltori distribuiti in 450 milioni di aziende agricole, in maggioranza operanti su piccola scala, si trova di fronte a due modelli di agricoltura alternativi. 

Quello imposto dall’alto dai grandi poteri economici e finanziari, basato su genetica e chimica, che forte degli iniziali successi quantitativi, mostra da più di un ventennio tutti i suoi limiti (erosione dei suoli, perdita della biodiversità, consumi crescenti di pesticidi legati all’uso degli OGM, resistenza agli erbicidi, inquinamento delle falde acquifere).

E quello che a partire dai primi decenni del secolo scorso ha cercato di tenere in equilibrio quantità e qualità della produzione agricola e che non si serve dell’apparato biotech e della chimica di sintesi ma punta piuttosto ad un rapporto equilibrato tra ambiente ed organizzazione produttiva per un’agricoltura ed una alimentazione priva di veleni.

Una sfida apparentemente impari ma dall’esito della quale dipende ormai il futuro dell’uomo e degli altri esseri viventi sul pianeta. 

*Maurizio Fratta

Lo scritto introduce il dossier di approfondimento del mensile “l’altrapagina”, aprile 2018, dedicato al futuro dell’agricoltura biologica. Il dossier contiene la trascrizione del contributo di Vandana Shiva all’incontro organizzato lo scorso 30 gennaio da perUnaltracittà e Spazio Inkiostro, ed è scaricabile cliccando qui.

La foto in apertura è tratta da http://lapolveriera.blogspot.it/

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Maurizio Fratta

Maurizio Fratta, metalmeccanico per quasi metà della vita, ha scritto e scrive per “Micropolis” (inserto umbro de “il manifesto”), “Primapagina” di Chiusi e “l’altrapagina” di Città di Castello. Referente umbro per la ReTe dei comitati per la difesa del territorio è tra i fondatori dell’Associazione Borgoglione.

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