I Cani da riporto di Salvo Barone

”Creare e riportare indietro… Siamo cani da riporto”. No non ci troviamo di fronte ad un libro per cinofili; per addestratori di Retriver, Labrador o Setter. Le pagine scritte da Salvo Barone se non ci insegnano ad addestrare cani di razza, di sicuro ci introducono nei meccanismi misteriosi, e spesso oscuri ai più, che ruotano intorno alle operazioni finanziarie che sono un vero e proprio risiko/aziendale, ai giochi di borsa, ai mercati con i suoi complessi meccanismi.

Certo non ci si arriva subito, ma ci si arriva attraverso il rapimento del presidente del più potente gruppo finanziario (Banca Privata di Intermediazione), che siede in 7 consigli d’amministrazione, punto di raccordo del capitalismo italiano; e l’omicidio del direttore generale di una società del gruppo del rapito. L’indagine si avvia nel considerare la pista del sequestro politico, “anni ’70” oppure, essendo questo improbabile, il sequestro ad opera della criminalità organizzata. Una serie infinita di fusioni aziendali; cambi di denominazione sociale; partecipazioni finanziarie oscure; appalti pilotati… tutto ad hoc per assecondare la voglia ed il gusto del potere.

Ma oltre al mondo finanziario entriamo di fatto in quella che è una storia operaia; una storia come molte ne conosciamo, contraddistinte da disastri ambientali, ricatti, lavoro/salute e sicurezza, con “barbari in doppio petto che hanno introdotto la pratica della menzogna”, con il mesotelioma, in gergo malattia da amianto, che pur essendo un concentrato di morte, viene lavorato come se nulla fosse, con i sistemi di sicurezza non funzionanti in quanto sono un costo.

In questo contesto abbiamo anche la rivincita del sindacalista, la “coscienza operaia” della fabbrica, che ha speso la propria vita per denunciare e combattere i reati compiuti a beneficio del profitto e a danno della salute e dell’ambiente. In parallelo il fatalismo, realista, de “il Comitato per le vittime della Fibromar” e la sua lotta per verità e giustizia per la morte di molti operai. Ovviamente abbiamo anche il commissario, Biondo, dagli umori ballerini e con la sua filosofia che privilegia il sapere rispetto all’impedire. Sempre dibattuto, nelle indagini, tra il concentrarsi sul quando o sul perché.

Una storia che non dà spazio alla sensibilità; questa come la salute e la sicurezza è un lusso che non può esistere. Un commissario che si scontra con le regole del gioco imposte dal sistema.

Ritengo importante leggere Cani da riporto perché con qualche centinaia di pagine riusciamo a conoscere aspetti significativi della nostra quotidianità… intrecciati tra loro

Salvo Barone, Cani da riporto, Il Vento Antico, 2020, pp. 333

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Edoardo Todaro

Oltre a svolger la propria militanza tra realtà autogestite (CPA) e sindacali (delegato RSU Cobas presso Poste spa) è appassionato di letture, noir in particolare. È tra i collaboratori, con le proprie recensioni, del blog Thriller Pages

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