Ora si possono vietare i pesticidi

L’Italia può vietare da subito in modo unilaterale il glifosato e tutti quei pesticidi che danneggiano la salute degli umani, degli animali e dell’ambiente, come ad esempio i neonicotinoidi (distruttori delle api, della biodiversità, interferenti endocrini) grazie alla sentenza della Corte di giustizia europea dell’8 ottobre 2020.

In virtù di questa sentenza gli Stati membri dell’Unione europea possono adottare misure cautelari autonome, riguardo ai pesticidi, qualora abbiano precedentemente comunicato alla Commissione europea una chiara presentazione degli elementi che attestano, da un lato, che tali sostanze attive possono costituire un grave rischio per la salute umana o degli animali o per l’ambiente e, dall’altro, che tale rischio non può essere contenuto in modo soddisfacente senza l’adozione, con urgenza, delle misure adottate dallo Stato membro interessato.

Il Governo italiano non ha più scuse per non vietare da subito i pesticidi e per non andare decisamente verso l’agroecologia.

Questa importante sentenza europea è un boomerang dell’Union des industries de la protection des plantes (UIPP), la più grande associazione francese di produttori di pesticidi, che si era appellata alla normativa europea, per contrastare la decisione del Governo di Parigi del 2018, di mettere al bando 5 neonicotinoidi (acetamiprid, clothianidin, imidacloprid, thiacloprid e thiamethoxam), mentre l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) aveva vietato l’utilizzo solo di 3 (imidacloprid, clothianidin e tiamethoxam).

Per saperne di più su pesticidi, salute, agroecologia, si può consultare gratuitamente l’ebook pubblicato da perUnaltracittà Agricoltura senza padroni.

*Gian Luca Garetti

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Gian Luca Garetti

Gian Luca Garetti, è nato a Firenze, medico di medicina generale e psicoterapeuta, vive a Strada in Chianti. Si è occupato di salute mentale a livello istituzionale, ora promuove corsi di educazione interiore ispirati alla meditazione. Si occupa attivamente di ambiente, è vicepresidente nazionale di Medicina Democratica e membro di ISDE (International Society of Doctors for the Environment).
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