Vicofaro esiste e resiste. Black lives matter !

L’ordine regna a Varsavia, cioè a Vicofaro: un grido di trionfo strozzato in gola a tutti coloro che da tempo volevano la delegittimazione e la normalizzazione di questa esperienza “anomala” di accoglienza.
Il lunghissimo pomeriggio del 22 ottobre ha messo in evidenza i veri propositi di chi ha organizzato un’operazione soprattutto politico-ideologica, peraltro fallita.
Il Centro di accoglienza di Vicofaro, dichiarato da una settimana zona rossa, è stato messo in quarantena, perché due migranti sono stati trovati positivi al Covid-19. Con un dispiegamento eccezionale e del tutto incomprensibile di Forze dell’ordine, si è transennato lo spazio circostante la chiesa!
E’ stato grazie alla volontà tenace di don Massimo Biancalani, alla sua resistenza e a quella dei ragazzi africani ospitati nelle strutture della chiesa se, dopo gli accertamenti sanitari (sono stati trovati 15 positivi su 120 persone), un nucleo consistente è rimasto nel Centro di accoglienza, mentre gli altri sono stati spostati in alberghi di Montecatini.

Crediamo, come ha detto don Massimo, che i miei ragazzi, che sono delle persone come tutte le altre, hanno il diritto di veder tutelata la propria salute. Quanto deciso dalle varie autorità, invece ha posto a rischio proprio la salute dei migranti costretti a vivere in tanti, rinchiusi in uno spazio limitato. Così molti di loro, non potendo spostarsi, hanno anche perso il lavoro! Sappiamo tutti della recrudescenza del virus, ma perché le autorità cittadine hanno trasformato Vicofaro in un lazzaretto?
In queste condizioni era inevitabile che il contagio trovasse condizioni favorevoli alla diffusione, ma contava la volontà di passare alla “seconda fase ”, cioè lo svuotamento del Centro di accoglienza: i diritti e la dignità delle persone non valgono niente, i migranti sono solo degli scarti da allontanare dalla vista!

Il sacerdote ha presentato alla Regione da alcune settimane una proposta articolata di progetto – sostanzialmente accettata – per ricollocare in varie strutture territoriali parte dei rifugiati e per costruire insieme un percorso di autonomia e di integrazione. Assicurare una sistemazione adeguata e un futuro ai migranti accolti, è stato sempre il suo obiettivo e quello dei volontari.

Il sindaco Tomasi – quello che grida vittoria! – e il Comune che, per legge, hanno l’onere di tutelare e provvedere a TUTTI gli abitanti del territorio comunale, si sono rivelati incapaci di ogni progettualità politica riguardante l’emigrazione. Mentre papa Francesco cerca di dare alla Chiesa con la sua ultima enciclica Fratelli tutti un volto conforme al Vangelo, ci sorprende l’atteggiamento del vescovo di Pistoia che ne ripropone una basata sulla gerarchia e sul “codice di diritto canonico”, preferendo gli accordi con il potere al dialogo con un suo presbitero, di cui non riconosce il ruolo insostituibile e la scelta evangelica.

C’indignano, ma non ci sorprendono, anche l’opportunismo politico e il silenzio assordante di quanti – a parole – si dicono “amici di Vicofaro”: confermano solo la loro ignavia e indifferenza!
Forse don Massimo ha la colpa di aver fatto sua la frase di don Lorenzo Milani: Fai strada ai poveri senza farti strada!
La sua scelta si è configurata sempre come percorso solidale di servizio per dare centralità e realizzazione alle persone dei migranti. Abbiamo dato subito una prima risposta concreta ai bisogni e al disagio dei ragazzi lanciando una raccolta collettiva di fondi e di viveri, che sta riscuotendo notevole successo, perché, come ci ha scritto dal Rwanda Yolande Mukagasana, nobile figura di sopravvissuta e di testimone del genocidio del 1994, “L’umanità rimane anche in una società disumana. I rifugiati e don Massimo abbiano fiducia e coraggio: non esiste una notte senza fine, anche se gli orecchi pieni di odio non sentono che l’odio”.

Vicofaro è il simbolo di una risposta “diversa” a un fenomeno strutturale e per sua natura inarrestabile. Rifiuta un tessuto civile e politico sempre più logoro e incapace di garantire i diritti minimi di ogni essere umano. Per questo Vicofaro non potrà mai essere svuotata!

Vicofaro, con la sua radicalità e perfino anomalia, deve essere dovunque, in ogni città, in ogni angolo del mondo!

*Assemblea antirazzista antifascista Vicofaro/Pistoia