Vincenzo Simoni non c’è più

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In questo maledetto 2020 se ne è andato anche lui.

Vincenzo Simoni ci ha lasciato. Una figura storica della sinistra fiorentina, e non solo, un protagonista delle lotte sociali in questa città negli ultimi decenni, da sempre attivo nell’affermare il diritto alla casa per tutti, soprattutto per gli esclusi, ben consapevole che quello è un tassello fondamentale per la costruzione di una società più giusta.

E’ stato l’anima dell’Unione Inquilini fiorentina – che aveva fondato nei primi anni ’70 – e di cui era diventato presidente nazionale, sempre cercando di condividere il cammino con tanti soggetti, a partire dagli altri sindacati inquilini, al Movimento di lotta per la casa, ai tanti attivi sulle vertenze cittadine.

E sempre pronto a sostenerci nelle vertenze per il diritto alla casa che come gruppo consiliare abbiamo aperto negli anni di opposizione in consiglio comunale, lui, che ben conosceva le dinamiche della politica cittadina per essere stato consigliere di Democrazia proletaria in Palazzo Vecchio.

Se ne va un pezzo importante della migliore espressione di questa città, quella fatta di impegno, di dedizione, di generosità, mai di interesse personale. Ci mancherà.

*perUnaltracittà, laboratorio politico

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perUnaltracitta

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All'opposizione in Consiglio comunale a Firenze dal 2004 al 2014, la lista di cittadinanza perUnaltracittà è poi diventata laboratorio politico per partecipare alle vertenze sul territorio e dare voce alle realtà di movimento anche attraverso la rivista La Città invisibile.

2 risposte

  1. Avatar Tiziano Cardosi ha detto:

    Ho conosciuto Vincenzo e ho avuto con lui lunghe chiacchierate.
    Soprattutto una cosa ricordo di lui, la sua disposizione di essere sempre attento agli ultimi, non in modo sentimentale o conformista, ma come scelta politica ed etica, come disposizione fondativa di ogni convivenza. Mi manca.

  2. Ornella De Zordo Ornella De Zordo ha detto:

    Riceviamo da Lorenzino Boem, che ringraziamo, questa testimonianza:

    Vincenzo Simoni l’ho conosciuto nel 1966. Venivamo da luoghi limitrofi. Lui di Rovigno, oggi in Croazia e io dal Friuli. Sentendolo parlare capii che era del NordEst, si direbbe oggi.
    Abbiamo militato assieme, io nel movimento, attraversando gli anni successivi così fondamentali, da segnare la storia della nostra nazione e che hanno segnato le nostre vite.
    Fu anche mio collega insegnante nella mia breve esperienza scolastica. Poi ognuno prosegui la sua strada ed io lungamente assente da Firenze. Anche ora, nel momento in cui scrivo, sono lontano da Firenze e questo mi rattrista perché avrei voluto, con la mia presenza testimoniare, la mia vicinanza ad un compagno di avventura che nel riguardo delle proprie posizioni personali ho sempre rispettato.
    Un caro abbraccio Vincenzo.
    Lorenzino Boem

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