Just Eat esce da Assodelivery. La lotta paga!

È di ieri la notizia che Daniele Contini, AD di Just Eat Italia, ha annunciato che a partire dal 2021 la nota multinazionale danese inizierà ad assumere con contratto di lavoro dipendente i riders che lo richiederanno. Cosa che ha inevitabilmente comportato l’uscita di Just Eat da Assodelivery, provocando una breccia significativa nello schieramento delle piattaforme anche in vista del prossimo tavolo ministeriale di questo pomeriggio.

Il mito è crollato, garantire un contratto di lavoro ai riders è possibile! Ai meno attenti ci teniamo a ribadire che soltanto questo durissimo mese di scioperi e agitazioni dal nord al sud della penisola, promosse da riders in maniera organizzata ma anche da colleghi in forme più spontanee, ha reso possibile questo risultato. “La lotta paga” non è una frase fatta, è l’unica verità al termine della storia: sarà sempre utile organizzarsi, resistere e lottare anche quando sembra impossibile invertire la rotta degli eventi ed è quasi più facile adattarsi all’inaccettabile. Lottare è vivere, arrendersi è morire!

Tuttavia, non è ancora finita. L’accordo truffa è ancora in piedi, e non sembra che né Just eat, né tanto meno Assodelivery, abbiano intenzione di cestinarlo. In questo periodo, inoltre, sarà necessario capire come si inserisce questa novità all’interno di una più complessa ristrutturazione aziendale, ma soprattutto chi sarà riconosciuto dall’azienda per negoziare le nuove condizioni di lavoro. Anche in questo caso non abbiamo dubbi, soltanto le lotte saranno in grado di fare la differenza, ed è con questo spirito che affronteremo l’incontro organizzato dal Ministero del Lavoro per oggi pomeriggio. Questa volta, dopo questo mese di fuoco e alla luce di quest’ultima importante novità, pretendiamo che il governo agisca in maniera netta e senza nessuna ambiguità per dare una spallata definitiva a questo accordo pirata e alle pratiche fraudolente messe in campo dalle piattaforme, gli strumenti ci sono, manca soltanto una volontà politica forte che smonti dalle fondamenta le basi legali su cui questo sedicente contratto nazionale trova sostegno.

Non per Noi ma per Tutt*

*Riders Union Bologna